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Il Garante si pronuncia sulla qualificazione soggettiva dell’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001 secondo la normativa privacy

di Luca Egitto e Letizia Catalano

Lo scorso 12 maggio il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso il suo parere sulla qualificazione soggettiva dell’Organismo di Vigilanza (“OdV”) affermando che l’OdV, in quanto parte dell’impresa, non sia qualificabile né come titolare né come responsabile al trattamento e che, ai fini dell’osservanza delle norme in materia di protezione dei dati, l’inquadramento soggettivo dell’OdV sia assorbito da quello dell’ente di cui l’OdV stesso è parte.

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Business and Human Rights - Dal contesto normativo all’esercizio della due diligence: le valutazioni d’impatto sui diritti umani

L’attuale crisi sanitaria e socio-economica a livello globale e la necessità di supportare una ripartenza sostenibile ed inclusiva, rendono ancor più cruciale il rispetto dei diritti umani nel contesto imprenditoriale e produttivo. Una riflessione sul contesto e sugli obblighi normativi e su principi e strumenti di due diligence che, a livello sia internazionale che nazionale, sono già disponibili per sviluppare modelli di impresa competitivi capaci di mettere la persona al centro del core-business.

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Come gestire una società in perdita al tempo del Covid-19? Quali scelte possono compiere gli amministratori senza incorrere in responsabilità?

Nel contesto dell’emergenza Covid-19 ed a causa del prolungato blocco dell’attività della maggior parte delle aziende, il Governo italiano ha affrontato il fatto che molte società abbiano patito o patiranno perdite ingenti a causa della crisi in corso; perdite tali causare da una riduzione o la perdita del capitale sociale.

In particolare, il Decreto Legge dell’8 aprile 2020, n. 23 (noto come “Decreto liquidità”) prevede alcune misure urgenti per garantire la continuità delle imprese colpite dall’emergenza Covid-19 e in vigore fino al 31 dicembre 2020.

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Le novità per il Terzo settore del “Decreto Rilancio”

Il D.L. 34/2020, c.d. “Decreto Rilancio”, introduce interessanti misure economiche anche a sostegno degli enti del Terzo settore.

Un primo intervento riguarda l’accelerazione delle procedure per l’assegnazione del 5x1000 relativo all’anno 2019. Entro il 31 luglio 2020 saranno infatti comunicati gli enti ammessi, e l’erogazione del contributo avverrà entro il 31 ottobre 2020.

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Il “Decreto Rilancio” e gli Appalti pubblici

Il Decreto Rilancio introduce tre importanti novità per gli Appalti pubblici:

  1. l’art. 65 sospende l’obbligo di versare i contributi all’ANAC per tutte le gare indette dalla data di entrata in vigore del decreto fino al 31 dicembre 2020;
  2. l’art. 81 proroga sino al 15 giugno 2020 la validità dei DURC scaduti tra il 31 gennaio 2020 ed il 15 aprile 2020;
  3. l’art. 207 consente di incrementare fino al 30% (dal precedente 20%) l’importo dell’anticipazione del prezzo per tutti i contratti affidati all’esito di procedure in corso alla data di entrata in vigore del decreto e sino al 30 giugno 2021. La medesima possibilità è estesa anche in favore degli appaltatori già a contratto, che abbiano dato inizio alla prestazione senza aver usufruito di anticipazione o avendola ricevuta in misura minore.

Nel complesso, si tratta di misure volte, da un lato, a consentire risparmi di spesa per le Stazioni Appaltanti e gli Operatori Economici e, dall’altro, a semplificare gli adempimenti e favorire una maggiore liquidità degli Appaltatori.

A cura del Team di diritto Amministrativo di R&P Legal

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R&P Legal selezionata da Il Sole 24 Ore nell’elenco dei migliori studi legali italiani

L’indagine de il Sole 24 Ore include lo studio R&P Legal tra i migliori studi legali italiani nelle seguenti categorie:

 

• AMBIENTALE, ENERGIA E INFRASTRUTTURE

• AMMINISTRATIVO E APPALTI

• BANCARIO E FINANZIARIO

• CONTENZIOSO E ARBITRATO

• CORPORATE

• LAVORO E WELFARE

• LIFE SCIENCE E HEALTHCARE

• PRIVACY E CYBERSECURITY

• PROPRIETÀ INTELLETTUALE E TMT

 

L’indagine è stata condotta da Statista per Il Sole 24 Ore basandosi su oltre 20.000 segnalazioni provenienti da società, giuristi d’impresa e avvocati.

Al seguente link l’elenco completo: Studi legali dell’anno 2020.

Qui l’articolo pubblicato il 18 maggio 2020 su Il Sole 24 Ore.

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Influencer e uso del marchio (rinomato) altrui: il Tribunale di Genova fissa i limiti

Con ordinanza del 04/02/2020, le Sezioni Specializzate del Tribunale di Genova hanno affrontato il caso di una nota casa di moda e del suo stilista di riferimento che avevano ripetutamente pubblicato sui rispettivi profili Instagram contenuti nei quali calzature e prodotti di abbigliamento venivano accostati ad auto di lusso (con i relativi marchi in primo piano). Il Tribunale ha rilevato che il posizionamento dei prodotti suggeriva nel consumatore l’esistenza di un (inesistente) rapporto tra il brand di abbigliamento e la casa automobilistica, con conseguente uso illecito del marchio di quest’ultima.

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Datore di lavoro e test sierologici Covid-19, quali risposte ha dato il Garante Privacy?

di Chiara Agostini e Giacomo Pataracchia

Cosa può fare il datore di lavoro in materia di test sierologici Covid-19?

Il datore di lavoro, secondo le indicazioni fornite dal Garante Privacy nelle proprie FAQ relative al trattamento dei dati nel contesto lavorativo pubblico e privato nell’ambito dell’emergenza sanitaria, può:

  • richiedere ai propri dipendenti di effettuare test sierologici solamente solo se disposti dal medico competente e, in ogni caso, nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie;
  • offrire ai propri dipendenti, anche sostenendone in tutto o in parte i costi, l’effettuazione di test sierologici presso strutture sanitarie pubbliche e private (es. tramite la stipula o l’integrazione di polizze sanitarie ovvero mediante apposite convenzioni con le stesse), senza poter conoscere l’esito;
  • ove coinvolto dal dipartimento di prevenzione locale, veicolare ai propri lavoratori l’invito ad aderire alle campagne di screening avviate dalle autorità sanitarie competenti a livello regionale relative ai test sierologici Covid-19.

Quali dati può trattare il datore di lavoro?

Il Garante Privacy precisa, inoltre, che il datore di lavoro:

  • non può trattare, salvo i casi espressamente previsti dalla legge, i dati relativi alla diagnosi e all’anamnesi familiare del lavoratore;
  • può trattare i dati relativi al giudizio di idoneità alla mansione specifica e alle eventuali prescrizioni o limitazioni che il medico competente può stabilire come condizioni di lavoro.

Chi può fare le visite e gli accertamenti?

Le visite e gli accertamenti, anche ai fini della valutazione della riammissione al lavoro del dipendente, devono essere posti in essere dal medico competente o da altro personale sanitario, e, comunque, nel rispetto delle disposizioni generali che vietano al datore di lavoro di effettuare direttamente esami diagnostici sui dipendenti.

Link alla fonte

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