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A lunch with… Annamaria Bernardini De Pace

E' conosciuta come l'avvocato divorzista per antonomasia. Nella sua carriera ha assistito molti dei vip dello spettacolo in vicende legate al diritto di famiglia. Chi l'ha avuta dalla sua parte la mitizza; chi l'ha avuto contro non la dimentica più. Detto ciò, pochi sanno che Annamaria Bernardini de Pace è un illustre membro del Giuri' dell'Autodisciplina Pubblicitaria e che la sua passione è proprio il diritto della comunicazione e della pubblicità.

"Era il 1987, mi occupavo di questioni legali collegate al mondo dello spettacolo. Avevo discusso alcuni casi importanti davanti al Giurì, presieduto da Borrelli tra i quali lo spot di Mike Bongiorno per la grappa Bocchino con la frase che feci assolvere "sempre più in alto". Bene, proprio in occasione della mia prima e dolorosa sconfitta, un caso su un panettone, nei giorni successivi alla decisione, ricevetti una telefonata proprio da Borrelli che mi propose di far parte dell'organo giudicante del sistema autodisciplinare. Come dire di no ad un invito proveniente da un magistrato di tale levatura e professionalità. Accettai subito con passione e entusiasmo, come è la mia natura. Da allora non ho più smesso e ancora oggi sono membro del Giurì di via Larga." 

Incontriamo Annamaria al Nobu di via Manzoni. E' una fredda e piovosa serata di questo febbraio bizzarro. L'avvocato Bernardini de Pace è di casa: viene accolta e coccolata come una amica, un punto di riferimento per tutti, clienti e personale. Smista saluti, baci e sorrisi spesso accompagnati da una battuta implacabile, diretta, tale da mettere l'interlocutore in un momentaneo imbarazzo che lei poi recupera abilmente con una gentilezza o uno sguardo sornione. Poi finalmente si siede: le sono immediatamente intorno i suoi "fidi" consiglieri e l'ordine al cameriere si riduce in un "il solito.....ma con le novità che avete sperimentato la scorsa settimana.....so tutto, vi seguo e non voglio perdere nessuna chicca del vostro menu'."

Chiacchierare con Annamaria è sempre una sorpresa: ti aspetti di trovarti di fronte l'aggressiva professionista di tante battaglie rosa, combattute in tutti i tribunali d'Italia con resse di paparazzi e di bodyguard a stringere d'assedio i suoi clienti e invece ti ritrovi una affettuosa e materna nonna che ti parla dei suoi unici nipoti, trasferendoti la bellezza di una stagione della vita diversa dalla gioventu' ma che, se sai gestire con l'equilibrio giusto, riserva gioie e soddisfazioni uniche.

 

"Contrariamente alla mia immagine mediatica, sono molto materna. Facendo questo lavoro penso soprattutto ai nostri bambini che rischiano di vivere in uno zoo senza educazione e senza autodisciplina. Se non facciamo attenzione, avranno un futuro terribile in una società caratterizzata dalla violenza fisica e psicologica e dalla volgarità'. Dobbiamo insegnare ai genitori, spesso distratti, l’importanza di dare ai propri ragazzi una educazione adeguata ad un mondo sempre più complesso e rischioso." 

Ma entriamo negli argomenti più attinenti al mondo della comunicazione. Qual è il bilancio di tutti questi anni trascorsi come giudice della pubblicità?

Annamaria sorride soddisfatta: "Un'esperienza bellissima, una grande palestra giuridica e di vita. Ho potuto conoscere persone straordinarie che mi hanno fatto imparare un sacco di cose. Inoltre la pubblicità non è una fesseria, come alcuni pensano, ma è una fotografia, a volte anticipatoria, delle mode e della cultura dei popoli. Sono convinta che i pubblicitari, quelli bravi naturalmente, siano dei geni. In 30 secondi, con uno spot, riescono a sintetizzare dei sentimenti, delle sensazioni straordinarie. La capacità di sintesi di questo mondo è incredibile e, credo, si possa raggiungere dopo anni e anni di studi e di sperimentazioni. Il talento ci vuole ma non basta. E' necessaria passione, dedizione e ... perché' no? coraggio per fare bene il lavoro del creativo pubblicitario." 

Come sei riuscita a coniugare due mestieri all'apparenza così diversi come l'avvocato dei divorzi e il giudice della pubblicità?

"Ho iniziato la mia carriera di avvocato occupandomi dei problemi legali del mondo dello spettacolo, soltanto più tardi ho iniziato a seguire alcune separazioni di protagonisti delle nostre cronache. Così via via, alcuni clienti e il successo dei loro casi mi hanno appiccicato addosso l'etichetta dell'avvocato divorzista dei vip."

Nel 1991 Annamaria assiste la moglie del geometra Mario Chiesa durante la loro separazione legale. Chiesa si dichiara impossibilitato a riconoscere un assegno di mantenimento nella misura richiesta dalla moglie. Inizia una causa durante la quale l'avvocato Bernardini richiede al giudice della nona sezione civile di svolgere una indagine sulle proprietà di Chiesa, ritenute molto superiori rispetto a quelle dichiarate in causa. Gli esiti dei controlli danno ragione ai dubbi dell'avvocato e gli atti del processo sono trasferiti alla Procura della Repubblica dove un certo PM, di nome Antonio Di Pietro, apre un fascicolo a nome Mario Chiesa. Inizia tangentopoli, una rivoluzione per il sistema politico italiano che, ancora oggi, non riusciamo a metabolizzare."Fate un po' voi" dice Annamaria, quasi sotto voce.

Ti sei battuta sempre per la difesa della donna in una società maschilista.....

"Si è vero e devo anche ammettere che mi sono tolta diverse soddisfazioni. Ho firmato molte decisioni del Giurì in materia collaborando ad una modernizzazione della cultura maschilista sull'uso della donna in comunicazione. Non abbiamo ancora terminato però le nostre battaglie....i maschietti sono sempre pronti a risvegliare - Annamaria sorride e scandisce le parole - i loro atavici istinti sessisti.....! Sono convinta che l'Autodisciplina abbia avuto un ruolo fondamentale nel miglioramento della pubblicità sia dal punto di vista legale sia contenutistico. L'esperienza dello IAP è stata essenziale nella mia vita e nell'evolversi dei costumi del nostro paese." 

Pensi che lo IAP sarà in grado di mantenere questo suo ruolo anche con il diffondersi del Web?

"Una bella sfida che bisogna assolutamente tentare. Bisogna cercare di replicare il format coinvolgendo tutti i protagonisti del Web con la sottoscrizione della clausola di accettazione del sistema che è stata la chiave del successo dell'Autodisciplina italiana."

Come vivi, dal tuo angolo di visuale, la rivoluzione di Internet e della Rete?

"Con paura e angoscia. Constato una esplosione di violenza e di volgarità impressionante. Mi sono iscritta a Twitter per ragioni professionali, volevo scoprire dei tradimenti di alcuni mariti di mie clienti....e ce l'ho fatta perché sono cretini e pigri e sottovalutano la tecnologia"- ride di cuore Annamaria quando ricorda quegli episodi...ma poi torna seria e preoccupata - "mentre sei su Twitter commenti dei fatti, partecipi alla discussione in corso. Bene sono stata subissata da insulti di ogni genere con una campagna di una violenza verbale inaudita, orchestrata, l'ho scoperto più tardi, dai grillini. Dal 1987, dai tempi dell'indimenticabile Indro Montanelli, una persona che non dimenticherò mai, collaboro al Giornale e per i fans di Grillo questo è inaccettabile. Il Giornale è l'unico che non mi abbia mai censurato una riga dei miei articoli ma questo è un argomento evidentemente spinoso per i grillini. Dobbiamo riflettere su come arginare questa deriva che sulla Rete trova spazi infiniti. Va arginata con strumenti giuridici adeguati, perché no? Magari con forme di autodisciplina specifiche." 

Nel dibattito tra Privacy si e Privacy no dove ti collochi?

"Sono  profondamente infastidita da questa discussione. La Privacy è diventata l'alibi di chi ha qualcosa da nascondere. L'istituto è stato snaturato ed è diventato il diritto a nascondere chissà cosa. E' un diritto personale  che ciascuno di noi gestisce come vuole. Chi entra in Rete sa i rischi che corre, nessuno lo obbliga a correrli. L'unica vera tutela che bisogna inserire è quella dei minori: non possono diventare oggetti delle vane glorie dei genitori che postano le loro fotografie esponendoli al rischio pedofili etc. E' un tema delicatissimo che stiamo sottovalutando. Con il compianto Corso Bovio, uno dei più grandi colleghi che abbia mai conosciuto, avevamo studiato un  codice di autodisciplina per il diritto di famiglia. Un codice che proteggesse le parti deboli e soprattutto i figli minori. Purtroppo Corso se ne andato...troppo presto...lasciandoci tutti più soli e senza il completamento di tale  affascinante progetto innovativo. Mi è sempre piaciuto anticipare i problemi cercando prima soluzioni adeguate. Il tema dell'educazione dei nostri figli, della loro tutela mi sta molto a cuore. Vorrei davvero collaborare a costruire un sistema giuridico che li aiuti a crescere in una società complessa e distratta come la nostra dove il web costituisce una opportunità ma anche un rischio pazzesco per la nostra convivenza civile."

I vari piatti della creativa  cucina giapponese di Nobu si alternano sulla tavola. Purtroppo non gli puoi dare la giusta attenzione che si meriterebbero. Ma il pregio di un confronto dialettico interessante si porta dietro questo prezzo...la poca attenzione per quello che ti sta davanti e che stai mangiando.

Chiudiamo con la solita domanda: che consiglio daresti ad un giovane che si approccia al mercato del lavoro....sempre che di mercato si possa parlare viste le tragiche statistiche sulla disoccupazione giovanile.

"Di cercare una attività che appassioni sul serio. Se no il lavoro diventa una galera. Se non esiste, bisogna inventarsela." 

Fare l'avvocato divorzista?

"Solo un matto può fare oggi questa scelta. Io dovrei richiedere un risarcimento danni per tutti i dolori che ho dovuto assorbire in questi anni. Tornare  a casa e portarsi dietro, tutte le sere, i dolori degli altri è terribile. Faticosissimo. Ti segna tutta la vita. No, non lo consiglierei proprio anche perché oggi, tra l'altro, non ti pagano più!"

Grazie Annamaria, non tanto per la  cena ma per quanto, ogni volta che uno ti incontra, riesci a trasferire con entusiasmo, passione e anti conformismo…..pagato a caro prezzo sempre.

Riccardo Rossotto

Riccardo Rossotto è il Senior Partner di R&P Legal. Ha svolto la sua attività professionale su tutto il territorio nazionale, specializzandosi in materia di diritto industriale, societario e commerciale.

Sito web: www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/130-riccardo-rossotto.html

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