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Cambiano gli indirizzi internet: i domini personalizzati

autore:

Alberto Fogola

Da un po’ di mesi si parla, sempre con maggiore insistenza, di una novità di particolare interesse per quelle imprese (perlopiù medio-grandi) che vedono nel web un importante canale attraverso cui veicolare il proprio business: si tratta dei c.d. domini personalizzati che consentiranno di raggiungere un sito internet attraverso indirizzi differenti rispetto a quelli a noi familiari.
Fino ad oggi, infatti, c’è sempre stata una chiara distinzione tra domini di primo livello (i c.d. Top Level Domain: TLD) e domini di secondo livello: gli uni assegnati dalle varie Registration Authority (pensiamo a quelli generici quali .com, .info, .net; ovvero a quelli “nazionali” come .it, .uk, .eu; i c.d. country code Top Level Domain: ccTLD); gli altri scelti dal titolare del sito e rappresentanti il principale segno attraverso cui quest’ultimo vuole essere raggiunto attraverso il web.

La novità in atto riguarda la possibilità per il titolare di un sito internet (e, naturalmente, per chi vuole crearne uno) di scegliere, e dunque “personalizzare”, anche quella parte dell’indirizzo che si trova oltre il “punto” e che, fino ad oggi, è stata sempre “imposta” dalle Registration Authority.
La registrabilità di nuovi TLD non conosce preclusioni particolari e, quindi, possono essere registrati come tali tanto marchi (come, ad esempio,.google e .facebook) quanto indicazioni descrittive e generiche di un servizio o di un prodotto (pensiamo ad esempio a .video, .news, .cloud ecc.).
Tale novità, come tutte le innovazioni in un ambito in buona parte ancora deregolarizzato quale quello on line, presenta degli elementi certamente positivi insieme ad alcune criticità a cui l’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers; ente californiano che ha, tra le sue competenze, anche l’assegnazione dei nuovi domini personalizzati) sta cercando di porre rimedio visto il notevole numero di richieste già ricevute.

Senz’altro i domini personalizzati consentono alle imprese di promuovere in modo più diretto ed immediato il proprio business grazie alla creazione di indirizzi internet aventi una maggiore capacità distintiva rispetto ai comuni domini di primo livello o, comunque, una maggiore presa sul pubblico (basti pensare che il TLD .com, oggi maggiormente utilizzato e nato come abbreviazione di “company”, è assolutamente privo di qualsiasi capacità individualizzante).
La prima criticità che consegue all’introduzione dei domini personalizzati è rappresentata da ipotesi di domain grabbing sostanzialmente analoghe a quelle che si sono già verificati in passato per i domini di secondo livello. In altre parole potrebbe accadere che qualcuno richieda la registrazione di un TLD composto da un noto marchio di titolarità di un terzo, per il solo fine di rivenderlo. Si tratta tuttavia di un rischio prevalentemente teorico, temperato dagli elevati costi di registrazione e, soprattutto, dal fatto che chi chiede l’assegnazione di un TLD deve fornire all’ICANN i dettagli della propria organizzazione, nonché le modalità d’uso del dominio.

Accanto alle ipotesi di domain grabbing vi è poi un’altra criticità che dipende anch’essa dalla regola “first come, first served” che contraddistingue da sempre la registrazione dei domain name. Si fa riferimento all’ipotesi in cui due soggetti siano entrambi interessati al medesimo dominio di primo livello, magari perché titolari di marchi identici utilizzati da sempre in settori merceologici differenti (pensiamo al marchio FERRARI che, al tempo stesso, contraddistingue la celebre casa automobilistica e uno spumante; oppure al marchio MARIE-CLAIRE che è sia un segno distintivo di titolarità di l’Oréal che il titolo di una rivista). Anche per questa criticità è comunque previsto un temperamento, in quanto, qualora ci siano due o più soggetti interessati al medesimo dominio, l’ICANN effettuerà tutte le verifiche del caso e, laddove necessario, istituirà un’asta assegnando il dominio al miglior offerente.
Come detto l’ente che provvede all’assegnazione dei domini personalizzati è l’ICANN e il costo per tale registrazione si aggira intorno ai 180.000 dollari. Nonostante il costo non certo trascurabile della registrazione tra il 12 gennaio e il 30 maggio 2012 (periodo in cui era possibile presentare domande di assegnazione), l’ICANN ha ricevuto complessivamente circa 2.000 richieste.
Dall’elenco di domande presentate, reso pubblico dallo stesso ICANN, si può notare come le principali società attive sul web abbiano dato vita ad una vera e propria corsa ad alcuni TLD personalizzati; basti pensare che Google (per il tramite della società Charleston Road Registry, Inc) ha richiesto 101 domini e Amazon 76. Numerose sono le sovrapposizioni di richieste per alcune denominazioni che, vista la forte presa sul pubblico, risultano particolarmente ambite; si tratta di domini quali: .blog, .book, .cloud, .free, .game, .mail, .movie, .music, .news, .web.

I nuovi domini non sono ancora stati assegnati e, presumibilmente tale assegnazione non avverrà prima del 2013; sarà certamente interessante vedere le modalità attraverso cui l’ICANN accoglierà o meno le varie comande e, soprattutto, a favore di chi saranno risolte le sovrapposizioni sulle denominazioni su cui si è maggiormente soffermata l’attenzione delle società richiedenti, nonché se queste ultime concederanno l’utilizzo di alcuni TLD personalizzati anche a terzi.
 (A.F.) 
ICANN – TLD personalizzati_elenco application.pdf

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