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Editoriale R&P Magazine, Luglio 2012

Il tema potrebbe apparire… fuori tema. Simbolo di una posizione anti Rete. Illogico in una pubblicazione, come la nostra, che ha come obbiettivo l’approfondimento di questioni giuridiche collegate al mondo off-line e on-line. Stiamo parlando delle conclusioni di un libro uscito in questi mesi (“The future of the power” del professor Joseph S. Nye dell’università di Harvard, ex assistente del Ministro della Difesa americano) che si occupa e preoccupa del nostro futuro dominato dall’incontrollabile mondo della Rete. Nye si pone una questione di drammatica attualità, probabilmente sottovalutata da tutti gli entusiastici fautori della modernità e innovatività del web. Quanto l’equazione acritica Libertà-Velocità di trasmissione dei dati-Incontrollabilità può portarci ad uno nuovo 11 Settembre nel cyberspazio? Se da un lato, infatti, la Rete ha rappresentato il fantastico innesco o comunque lo straordinario strumento per l’avvio delle rivoluzioni nel Nord Africa, per la speranza di una maggior libertà in Cina, per comunicare al mondo le atrocità dei regimi in Birmania e in Tibet, dall’altro lato ha creato e continua a consolidare, giorno dopo giorno, ora dopo ora, uno spazio senza confini, senza regole, certo senza censure ma nel contempo senza controlli. La diffusione del potere extra governativo (esattamente quello che si origina quotidianamente nella Rete), sostiene Nye, costituisce il più grande cambiamento politico di questo secolo. Le grandi nazioni mondiali hanno la capacità di controllare terra, cielo e mare, ma hanno perso il “grip” sulla Rete. Da consulente del Ministero della Difesa degli Stati Uniti, Nye ha vissuto “dal di dentro” questa problematica e la sua sintesi è drammatica e inquietante. Il cyberspazio è diventato la fonte di maggior insicurezza, perché lì, in questa fase dello sviluppo tecnologico, l’offesa prevale sulla difesa”. Attacco informatico, guerra informatica, sono gli incubi degli esperti del Pentagono che si dibattono intorno a questa nuova minaccia “senza spargimento di sangue”. Il caso più esemplare ci arriva dall’Iran dove due anni orsono un difetto di un codice informatico infettò il sistema posto alla base del programma nucleare iraniano. Un sabotaggio? Probabilmente si, risponde Nye, ma anche l’esempio di che cosa potrebbe capitarci in futuro… anche di segno opposto! “Le grandi potenze - scrive Nye - potrebbero creare una situazione di caos e di distruzione fisica attraverso attacchi informatici contro obbiettivi civili e militari.” Ma nello stesso tempo il nuovo potere extra governativo che vive e si nutre della e nella Rete potrebbe, a sua volta, scatenare situazioni assolutamente nuove e inimmaginabili per gli stessi addetti ai lavori: oscuramento dei siti (già accaduto in Georgia nel 2008), black-out di un’intera industria di un paese e chissà cos’altro. “Prima o poi i gruppi terroristici - sottolinea Nye - si impossesseranno della complessità del cyberspazio, tra l’altro molto meno complessa da capire rispetto a quella nucleare!” “E’ tempo che gli stati si siedano - conclude il nostro autore - per discutere su come eliminare questo tipo di minacce alla pace mondiale”. Qui sta, a nostro avviso, il punto che ci riguarda, oltre che da cittadini di questo mondo, da giuristi interessati alla tenuta delle regole del gioco di una convivenza virtuosa tra i popoli del nostro pianeta. Il mondo off-line ha consolidato nei secoli un sistema normativo transnazionale che ha permesso a tutti, con le naturali e comprensibili differenze di sviluppo,di crescere conoscendo i format normativi di riferimento e le sanzioni in caso di inosservanza. Il mondo digitale non può rimanere un Far-west in cui tutto è possibile e non esiste sanzione per coloro che non rispettano i diritti fondamentali dello “stare insieme”. Non sto parlando di introdurre censure o limiti ingiustificati allo sviluppo della Rete. Semplicemente di porci un tema strategico di necessità di perimetrare, a livello internazionale, un sistema di regole che coniughi da un lato la libertà di manifestazione del pensiero di tutti noi ma dall’altro la nostra sicurezza sia personale sia collettiva. Prepariamoci dunque ad assistere e convivere con uno scenario in cui saranno messe sul tavolo proposte normative mirate a restringere la cosiddetta libertà nel Far-west del cyberspazio. Sarà importante, in quel momento, la reazione del nostro mondo professionale e accademico. Nye ci lancia un allarme e una sfida: noi giuristi abbiamo la responsabilità di raccoglierla e di non limitarci a gridare “contro” a qualsiasi progetto mirato a disciplinare la Rete.

Riccardo Rossotto

Riccardo Rossotto

Riccardo Rossotto è il Senior Partner di R&P Legal. Ha svolto la sua attività professionale su tutto il territorio nazionale, specializzandosi in materia di diritto industriale, societario e commerciale.

Sito web: www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/130-riccardo-rossotto.html

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