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Il direttore dei lavori è tenuto a risarcire il condominio per i lavori realizzati in appalto se non ha evitato l’errore tecnico

La Corte di Cassazione, II sezione civile, con la sentenza n. 4673 del 23 febbraio 2017, ha stabilito che spetta al direttore dei lavori l’obbligo di risarcire il condominio (nel caso di specie, pagando un costoso cappotto termico per l’edificio) se le opere realizzate sotto il suo controllo risultano difettose.

Nel caso in oggetto, secondo la Suprema Corte, bastava l’uso dell’ordinaria diligenza per accorgersi che i ponti termici non erano stati progettati a regola d’arte, mentre la coibentazione risultava insufficiente.

Secondo i Giudici, rientra tra i compiti del direttore dei lavori quello di verificare che sia idonea allo scopo l’opera di uno specialista termotecnico.

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R&P Legal con Simmetrico per Expo 2017 ad Astana in Kazakhstan

R&P Legal ha assistito Simmetrico nella definizione dei contratti per realizzazione del padiglione del Principato di Monaco e di una parte del padiglione del Kazakhstan all’EXPO che sarà organizzato ad Astana nel 2017. Con un team composto dal socio prof. Avv. Stefano Zonca e dall’associate Stefano Chiarva, R&P Legal ha assistito Simmetrico nella negoziazione dei contratti di appalto con i committenti nonché delle relative garanzie bancarie. Il valore complessivo delle commesse per Simmetrico ammonta a circa 11 milioni USD.

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Il medico risponde anche quando causa l’anticipazione del danno alla salute che si sarebbe comunque verificato

La Suprema Corte, con sentenza 7.2.2017, n. 3136, ha cassato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello, che aveva escluso la risarcibilità del danno patito dal paziente, in quanto si sarebbe comunque verificato, stante la patologia di cui era affetto il soggetto.

La Suprema Corte ha ribadito, invece, che il nesso di causalità può esistere anche tra il fatto e l’accelerazione dell’evento e non solo tra il fatto e l’evento dannoso (tale principio era già stato espresso in tema di evento morte, con sentenza 27.11.2012 n. 20996).

Pertanto, è necessario che il Giudice valuti che il fatto non abbia “minimamente accelerato” l’evento dannoso.

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Pubblicità comparativa tra negozi con caratteristiche diverse: i limiti delineati dalla Corte di Giustizia

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è recentemente pronunciata in merito alla legittimità della pubblicità comparativa avente ad oggetto i prezzi praticati fra punti vendita di dimensioni diverse.  Nel  caso di specie la campagna pubblicitaria di Carrefour poneva a confronto i prezzi praticati nei propri ipermercati confrontati con quelli applicati nei supermercati della concorrente Intermarché. Sul punto la Corte ha ricordato che, in forza della direttiva 2006/14, la pubblicità comparativa deve confrontare obiettivamente i prezzi e non risultare ingannevole per il consumatore: pertanto dovrà censurarsi la pubblicità qualora, nel confrontare operatori che possiedono punti vendita di dimensioni e tipologie diverse, la comparazione non sia riferita a negozi appartenenti alla medesima tipologia e aventi le stesse dimensioni e tale diversità non sia propriamente portata all’attenzione del consumatore.

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Controllo di e-mail e smartphone aziendali di dipendenti ed ex dipendenti: il Garante Privacy ne ribadisce le condizioni di legittimità

Con Provvedimento n. 547/2016, il Garante Privacy si è pronunciato il relazione al trattamento, da parte di un datore di lavoro, dei dati personali dei propri dipendenti (ed ex dipendenti) presenti nella loro casella di posta elettronica e nei loro smartphone. Con tale pronuncia – nata dal ricorso con cui un ex dipendente di una società multinazionale ha lamentato l’illecito accesso alle proprie e-mail ed al proprio smartphone aziendale da parte del datore di lavoro – il Garante ha, da un lato, ribadito l’obbligo di quest’ultimo di informare i dipendenti, sin dalla loro assunzione, circa le finalità e le modalità del trattamento dei dati personali presenti nei loro strumenti elettronici e, dall’altro, precisato che, al termine del rapporto di lavoro: (i) gli account aziendali dei lavoratori (es: e-mail) devono essere immediatamente disattivati e rimossi; (ii) ogni ulteriore conservazione dei dati personali è lecita solo se effettuata per la tutela dei diritti in sede giudiziaria.

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Entra in vigore il Regolamento Sottoprodotti

Entrerà in vigore il 2 marzo 2017 il “Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti”, emanato dal Ministero dell’Ambiente con Decreto del 13 ottobre 2016, n. 264.

Al fine di favorire il riutilizzo dei residui di produzione, il Regolamento prevede alcune modalità con cui il detentore possa fornire la dimostrazione della sussistenza dei requisiti necessari per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.

Il Regolamento prevede inoltre che produttori ed utilizzatori di sottoprodotti possano iscriversi in un apposito elenco istituito presso le Camere di commercio per favorire la cessione e lo scambio di sottoprodotti.

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Come spiegare alle PMI perché il Regolamento Europeo sulla Privacy cambierà davvero lo scenario della circolazione del dato digitale in azienda

In questo articolo pubblicato su ICT Security Magazine vengono chiarite quale siano le fondamentali innovazioni del Regolamento Europeo sulla privacy che possono avere ricadute sulle PMI e convincerle ad  investire soprattutto  in termini di cyber-security.

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Gli italiani sempre attenti alle griffe, anche per quanto riguarda i farmaci

Dalle ultime rilevazioni di Assogenerici, il mercato dei farmaci generici risulta in crescita, soprattutto grazie alle continue scadenze brevettuali. Nonostante il trend positivo, la diffusione dei generici rimane indietro rispetto alla diffusione degli originator. Il Sud Italia in particolare continua a scegliere il farmaco di marca rispetto al generico, e così facendo i cittadini decidono di pagare di tasca propria la differenza rispetto al prezzo di riferimento. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle regioni di Calabria e Basilicata, in cui il generico copre solo il 18% del mercato totale dei farmaci.

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