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Marco Tullio Giordano

Marco Tullio Giordano

Esperto nel settore del diritto penale delle nuove tecnologie.

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La Commissione Europea ha diramato con una comunicazione indirizzata al Parlamento ed al Consiglio contenente un set di linee guida per il contrasto ai contenuti illeciti online

La Commissione Europea ha diramato con una comunicazione avente titolo “Tackling Illegal Content Online Towards an enhanced responsibility of online platforms” indirizzata al Parlamento ed al Consiglio contenente un set di linee guida per il contrasto ai contenuti illeciti online in tema di diritto penale e violazioni dell’intellectual property, che prevede anche una serie di suggerimenti operativi per gli hosting provider in tema di prevenzione e modalità di rimozione dei contenuti illeciti.

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La Camera approva la nuova legge di contrasto al Cyberbullismo

La Camera ha definitivamente approvato, dopo un lungo iter legislativo, la proposta di legge n. 3139-B di contrasto al cosiddetto “cyberbullismo”, che viene definito come «qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito dei dati personali in danno di minorenni, nonché la diffusione di contenuti online il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo».  Tra gli aspetti di maggior rilievo, è stata abbassata a 14 anni l’età minima per richiedere ai social network la rimozione di un contenuto sgradito, anche se apparentemente esso non prefiguri una ipotesi di reato; se il sito non provvederà a rimuovere il contenuto entro 48 ore, potrà farlo il Garante per la protezione dei dati personali nelle successive 48 ore. Inoltre, ove il responsabile abbia tra i 14 ed i 18 anni, non scatterà un processo ma solamente la cosiddetta “procedura di ammonimento”: una serie di misure di dissuasione simili a quelle già previsto nella legge anti-stalking.

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La Corte di Cassazione conferma il divieto di comunicare sui social network per i soggetti sottoposti ad arresti domiciliari

La Sezione Seconda Penale della Cassazione, con la sentenza n. 46874, depositata a novembre 2016, ha confermato un orientamento piuttosto rigido nei confronti dei moderni strumenti di comunicazione informatica. Infatti, nel confermare l’aggravemento delle misure cautelari a carico di un indagato che aveva pubblicato alcuni contenuti su Facebook, ha ribadito che per i soggetti sottoposti ad arresti domiciliari vige il divieto di comunicazione con terzi estranei ai familiari conviventi ex art. 284 comma 2 c.p.p., anche in relazione all’eventuale utilizzo dei social network.

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Il Tribunale di Milano sconfessa il Garante sul diritto all’oblio e ordina la rimozione di un articolo non pertinente

Un Giudice civile presso il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta di rimozione dai risultati dei motori di ricerca di un articolo, pubblicato su un quotidiano online, risalente al 2010, dopo che sia il Garante della Privacy che Google avevano rigettato le istanze della richiedente. A parere dell’Autorità Garante, infatti, persisteva un interesse pubblico alla notizia, che peraltro non doveva considerarsi diffamatoria. Il Giudice civile, tuttavia, ha smontato queste motivazioni ha sostenuto il diritto della ricorrente alla “protezione dell’identità personale, alla disassociazione del proprio nome da un risultato di ricerca” e quindi alla rimozione dei contenuti che, seppur non diffamatori, attualmente“risultano non aggiornati, non pertinenti, non completi”, e quindi non più di interesse pubblico. 

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Depositate le motivazioni della sentenza delle Sezioni Unite penali in tema di utilizzo di captatori informatici nell’attività investigativa

Sono state depositate il 1 Luglio le motivazioni della sentenza delle Sezioni Unite in tema di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni tra presenti, eseguite per mezzo dell’installazione di c.d. “captatori informatici”, software inoculati in dispositivi elettronici portatili e capaci di agevolare attività investigative quali le perquisizioni informatiche a distanza, l’intercettazione di comunicazioni telematiche e l’intercettazione ambientale di conversazioni tra presenti. La sentenza in oggetto, attesa da giuristi e tecnici, interviene in un ambito delicato, poiché correlato a strumenti capaci di una formidabile invadenza nella sfera della privacy, proprio mentre è in discussione a Roma l’elaborazione di una proposta di legge che si prefigge di regolamentare la materia.

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Unione Europea ed i service providers statunitensi firmano un accordo per la redazione di un codice di condotta per contrastare l’hate speech in rete

L’UE sigla un accordo con i principali ISP, tra cui Facebook, Twitter e Youtube, per la redazione di un codice di condotta volto ad intensificare il controllo, la prevenzione ed il contrasto al fenomeno del c.d. “hate speech”, ovvero quei contenuti, pubblicati dagli utenti, che hanno lo scopo di esprimere odio e intolleranza verso una persona o un gruppo sociale.

Le piattaforme si impegnano a predisporre procedure che velocizzino l'intervento nei casi in cui vengano segnalati contenuti illeciti, con l'obiettivo di eliminarli entro 24 ore. Il tema tuttavia è delicato, perché coinvolge istanze opposte quali la libertà di espressione e l’attività censoria.  Forse per questo si è scelto di optare per un testo che sarà periodicamente adeguato all'esperienza maturata e agli scopi che di volta in volta emergeranno.

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La Cassazione conferma l'ammissibilità del sequestro preventivo di blog e pagine web, in quanto non integranti il concetto di stampa

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12536, le cui motivazioni sono state recentemente depositate dalla Sezione V penale, è intervenuta sul tema della diffamazione a mezzo stampa, affermando che i nuovi mezzi di comunicazione quali forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list e social network, in quanto non registrati e non aventi un direttore responsabile non rientrano nel concetto di “stampa”. Ne segue che gli stessi ben possono essere oggetto di sequestro preventivo, non godendo affatto delle garanzie costituzionali a tutela della manifestazione del pensiero, di cui – invece – godono i mezzi di comunicazione registrati.

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La Corte di Cassazione conferma l’utilizzabilità di registrazioni di colloqui tra presenti effettuate da uno dei partecipanti

La Sezione V della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15627/2016 del 14 aprile u.s. ha affermato il principio secondo il quale la decisione di procedere alla registrazione di un colloquio tra presenti, in quanto assunta d’iniziativa da parte di uno degli interlocutori, ne rende legittima l’utilizzazione anche se detta iniziativa sia stata suggerita dal difensore e sia stata resa possibile grazie agli strumenti messi a disposizione da un investigatore privato, trattandosi di professionisti al servizio della parte e non portatori di interesse terzo rispetto a cliente.

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Cassazione: le Sezioni Unite decideranno sull’utilizzabilità dei c.d. “trojan di Stato” per le intercettazioni ambientali sui computer degli indagati

La VI Sezione penale della Corte di Cassazione ha rimesso alla decisione delle Sezioni Unite la questione sollevata con riguardo all’utilizzabilità, nel corso delle indagini penali, dei c.d. captatori informatatici, software molto simili a virus o trojan che verrebbero inoculati sui computer degli indagati per permettere intercettazioni ambientali a 360 gradi. Fino ad ora, dopo la nota sentenza 27100/2015 emessa il 26 maggio scorso, il parere dei Giudici di legittimità era stato negativo, sulla base del presupposto che fossero superati i limiti fissati dal decreto autorizzativo del GIP. Molti processi sono stati così congelati, in attesa di una decisione meno restrittiva che cambi l’orientamento fino ad ora dominante.

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Gli avvocati del dipartimento penale di R&P Legal autori del volume giuridico “Le responsabilità penali nella crisi d’impresa”

Gli avvocati del dipartimento penale di R&P Legal Studio Associato hanno pubblicato, per la collana “I Pratici Pacini”, edita da Pacini Giuridica, il volume “Le responsabilità penali nella crisi d’impresa”,  con prefazione del senior partner Riccardo Rossotto. Il libro affronta gli aspetti più problematici dei reati fallimentari, tributari, societari e finanziari nonché dei reati di riciclaggio. Il libro ha un tratto divulgativo e tutti i capitoli contengono una schematica premessa normativa delle fattispecie criminose prese in esame. Vi sono, infine, schemi riassuntivi che focalizzano i punti chiave e paragrafi – utili per l’operatore del diritto – che indicano possibili strategie difensive o suggerimenti operativi anche per quanto riguarda la tematica delle responsabilità ex D.Lgs. 231/01.

Scheda del libro

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