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Angela Cataldi

Angela Cataldi

Specializzata in proprietà intellettuale e industriale, societario e contrattualistica.

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Corte UE: la registrazione su cloud non rientra nell’eccezione di copia privata

Si è espresso in tema di registrazione sul cloud di programmi televisivi l’avvocato generale della Corte di Giustizia UE, Szpunar, con le sue conclusioni rassegnate nella causa C-265/16, avviata sulla base di un rinvio pregiudiziale operato dal Tribunale di Torino dinanzi al quale VCAST Ltd., una società inglese, aveva citato RTI. L’attività svolta da VCAST, di offrire agli utenti un servizio di videoregistrazione in modalità “cloud computing” di programmi TV per consentirne la visione in qualsiasi altro momento, realizza in realtà una diversa comunicazione al pubblico – a parere dell’Avvocato –, poiché l’utente non accede all’opera mediante l’emissione televisiva, bensì mediante la riproduzione su cloud, che implica una ritrasmissione del segnale. Ciò comporta una variazione del pubblico di destinazione e/o l'utilizzazione di un diverso mezzo tecnico che non sono implicite nel consenso dato dal titolare del diritto d’autore per la prima trasmissione. In ragione di ciò, non può applicarsi l’eccezione di copia privata, che presuppone invece che l'opera sia stata legittimamente messa a disposizione.

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Legge concorrenza: novità per i diritti connessi sulle opere musicali

Con la legge Concorrenza (L. n. 124/2017), entrata in vigore lo scorso 29 agosto, è stata introdotta un’importante novità in materia di diritti connessi sulle opere musicali.

Mentre prima era il produttore a poter esercitare tali diritti riguardanti la distribuzione, il prestito, il noleggio, la messa a disposizione del pubblico di ogni fonogramma, ripartendone poi i compensi con gli artisti interpreti o esecutori interessati, ora i compensi sono riconosciuti distintamente al produttore e a ogni artista interprete o esecutore. Sono poi le imprese che svolgono attività di intermediazione dei diritti connessi, ad oggi in numero di nove oltre a Nuovo IMAIE, a cui artisti interpreti o esecutori hanno conferito mandato in forma scritta, a poter esercitare tali diritti. Altra novità sancita dalla Legge concorrenza è l’irrinunciabilità e non cedibilità di tale compenso.

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Iscrizione obbligatoria al ROC anche per i call center

Con Delibera n. 1/17/CONS, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in attuazione della Legge di stabilità 2016, ha imposto l’obbligo per gli operatori di call center nonché per gli eventuali soggetti affidatari di tale servizio, di iscriversi al Registro degli operatori di telecomunicazione tenuto dalla medesima AGCOM.

Tale intervento si inserisce all’interno del nuovo quadro regolatorio introdotto dalla Legge di stabilità, basato su una serie di adempimenti e obblighi informativi verso i Ministeri del lavoro e dello sviluppo economico, l’Ispettorato del lavoro e il Garante privacy, a carico degli operatori economici che decidono di localizzare, anche mediante affidamento a terzi, l’attività di call center fuori dal territorio nazionale in un Paese che non è membro dell'Unione europea.

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SIAE: raggiunto l’accordo con Netflix per la tutela dei propri repertori on line

Al termine di un lungo negoziato, la Società italiana degli autori ed editori ha concluso un accordo di licenza con Netflix, la piattaforma di streaming on line più famosa al mondo giunta in Italia ormai un anno fa, ai fini dell’utilizzazione di opere musicali, audiovisive e cinematografiche tutelate dalla sezione musica e cinema della SIAE. Il raggiungimento di una tale intesa sancisce ufficialmente il riconoscimento del lavoro creativo e il rispetto dei diritti degli autori ed editori anche da parte di distributori digitali in continua evoluzione come Netflix. Viene in tal modo garantito il pagamento dell’equo compenso a favore degli autori delle opere cinematografiche e la remunerazione degli autori ed editori delle colonne sonore, in linea – secondo quanto dichiarato dalla stessa SIAE – con i modelli contrattuali comuni a tutti gli operatori del settore.

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Diritti connessi e abuso di posizione dominante: l’Antitrust pubblica gli impegni presentati da NUOVOIMAIE

Nell’ambito della gestione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore in favore degli artisti, interpreti ed esecutori, l’Antitrust italiana aveva avviato, ad aprile 2016, un’istruttoria per accertare la sussistenza di un abuso di posizione dominante in capo al Nuovo Imaie. Questa godrebbe, pur dopo la liberalizzazione del settore nel 2012, del vantaggio concorrenziale di successore dell’IMAIE, ex monopolista legale, ponendo in essere una strategia complessiva di discriminazione volta a escludere i nuovi entranti.

Pur ritenendo lecita la propria condotta, il Nuovo Imaie ha quindi presentato all’Antitrust numerosi impegni al fine di fugare ogni preoccupazione, che sono poi stati pubblicati con l’invito, agli interessati, a presentare proprie osservazioni fino al 23 novembre e dando tempo al Nuovo Imaie fino al 23 dicembre per modificare i propri impegni alla luce delle stesse.

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Copia privata: i chiarimenti della Corte di giustizia UE sul pagamento dell’equo compenso

Con sentenza del 22 settembre 2016, la Corte di Giustizia UE ha posto fine alla controversia sull’equo compenso dovuto per la riproduzione privata per uso personale di opere dell’ingegno. Il procedimento, avviato su ricorso di otto società produttrici o distributrici di apparecchi elettronici, era arrivato al Consiglio di Stato che aveva rimesso alcune questioni pregiudiziali alla Corte Europea. Nel ribadire la legittimità della previsione del compenso per copia privata nella regolamentazione nazionale, la Corte ha ritenuto inadeguato il meccanismo di esenzioni ivi previsto, in quanto non si basa su criteri predeterminati ex ante per stabilire i casi in cui questo non sia dovuto. Illegittimo è anche il sistema di rimborso del compenso, quando sia stato pagato in assenza dei presupposti, che può essere richiesto dal solo utente finale e non anche dal produttore dei supporti e dispositivi.

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Geoblocking: la Commissione Europea conferma il rischio ostacoli alla concorrenza

Un primo esito all'indagine settoriale sul commercio elettronico è arrivato con la relazione preliminare della Commissione europea pubblicata in questi giorni, la quale  ha confermato la rapida crescita dell’e-commerce, ma ha anche evidenziato l’esistenza di ostacoli alla concorrenza e alla libera scelta dei consumatori.

È stato infatti rilevato un ricorso frequente a sistemi di distribuzione selettiva solo da parte di operatori autorizzati, accompagnati da  notevoli restrizioni contrattuali.

Anche sul fronte dei contenuti audiovisivi  digital è emerso come gli accordi di licenza impongano ai fornitori numerose condizioni rispetto a  territorio, tecnologia e finestre di distribuzione, ostacolando fortemente la concorrenza in violazione delle norme antitrust dell’Ue.

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Realizzazione di filmati pubblicitari su commissione e diritto alla paternità

Il committente di un video pubblicitario di una certa durata non può rimuovere il nome inserito dall’autore in coda al filmato senza il suo consenso. È quanto stabilito dal Tribunale di Milano in una recente sentenza, respingendo l’eccezione della convenuta secondo cui i tempi ridottissimi del filmato e la sua funzione pubblicitaria avallavano un uso negoziale di non menzione dell’autore. Nella stessa occasione, il Tribunale si è anche pronunciato in merito alla cessione dei diritti d'autore nelle opere create su commissione, confermando l'orientamento già espresso in giurisprudenza e ritenendo che, in mancanza di un’espressa pattuizione tra le parti, il committente acquista solo le facoltà patrimoniali rientranti nei limiti dell’oggetto e delle finalità del contratto.

Diffusione di programmi TV all’interno di un centro di riabilitazione: sono dovuti i compensi per i diritti d’autore

Ritorna a pronunciarsi sulla nozione di “comunicazione al pubblico” la Corte di Giustizia UE, questa volta con riferimento alla trasmissione di programmi TV in un centro di riabilitazione. L’esigenza di un’interpretazione uniforme era stata avvertita dalla Corte d’appello tedesca, che aveva operato il rinvio pregiudiziale, soprattutto alla luce di una recente sentenza della stessa Corte relativa però ad uno studio odontoiatrico, in cui l’obbligo di pagare i diritti d’autore era stato escluso perché si era in presenza di pochi pazienti che godevano dei programmi televisivi loro proposti indipendentemente dalla loro volontà. A parere della Corte, invece, il centro di riabilitazione sarebbe tenuto a detto pagamento perché la trasmissione dei programmi TV costituirebbe un servizio aggiuntivo per i pazienti in cura o in attesa con un impatto positivo sulla reputazione e sull’attrattiva del centro, conferendogli quindi un vantaggio concorrenziale.

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SIAE osservata speciale dell’Antitrust

L'Antritrust italiana ha inviato un parere al Parlamento e al Governo sulla gestione collettiva dei diritti d’autore nel mercato interno, con riferimento al recepimento della direttiva europea cd. Barnier (2014/26/UE), incentrata sulla libertà di scelta dei titolari dei diritti in ordine all’organismo di gestione collettiva. In un contesto economico di grandi cambiamenti tecnologici – si chiede l’Antitrust –, la norma italiana che riserva in via esclusiva alla SIAE l’intermediazione dei diritti potrebbe contrastare con tale libertà e andrebbe rivista all’interno di una riforma complessiva delle modalità di intermediazione dei diritti. Immediata la risposta SIAE, che evidenzia come l’esclusiva non sia di ostacolo alla crescita del mercato del diritto d’autore e anzi ne presidia lo sviluppo.

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