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Valeria Valentini

Valeria Valentini

Avvocato, esperta nel diritto penale dell’impresa con particolare riferimento al settore dei reati tributari, societari e fallimentari, dei delitti contro il patrimonio e contro la Pubblica Amministrazione nonché a tutela della reputazione.

Profilo:

Commette autoriciclaggio l’imprenditore che reinveste in azienda il profitto del reato

Con la sentenza n. 37606 depositata l’11.9.2019, la Sezione II della Cassazione è tornata a definire i contorni del reato di autoriciclaggio disciplinato dall’art. 648-ter.1 c.p. La vicenda, assai nota, riguarda ipotesi di truffa realizzata mediante la vendita di diamanti a prezzi maggiorati rispetto al valore di mercato effettuata da una società attraverso la collaborazione di funzionari di alcune banche.

Limiti al sequestro preventivo di denaro

La Cassazione (sent. n. 30414/2019, depositata il 10 luglio scorso) torna a delimitare il perimetro dei beni confiscabili, introducendo dei limiti al noto orientamento giurisprudenziale teso ad estendere l’ambito di applicazione della confisca e il novero dei soggetti (persone fisiche e giuridiche) destinatari del vincolo. La vicenda riguarda un sequestro preventivo disposto sulle somme pervenute sui conti corrente della società il cui legale rappresentante era indagato per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false (art. 2 D.lgs. 74/2000).

Gli esiti dell’accertamento penale influenzano il giudizio tributario

  • 09 July 2019 |
  • Pubblicato in Tax

Con la sentenza n. 1230/2019, la Sezione XXII della CTR di Lecce ha ribadito il principio secondo cui, pur non potendosi attribuire valore di prova legale al risultato dell’accertamento effettuato in sede penale, al giudice tributario, nelle proprie valutazioni, non è preclusa la possibilità di utilizzare i risultati di tale accertamento nell’ambito del diverso e separato giudizio tributario.

A rischio riciclaggio il finto preliminare di compravendita di un immobile

La vicenda esaminata dalla Corte di Cassazione nella sentenza in commento (n. 27848 depositata il 24.6.2019) è la seguente: Tizia, in qualità di legale rappresentante di una S.R.L. legata ad altra Società da un contratto per fornitura di servizi di pulizia, sottoscrive un contratto preliminare di vendita di un immobile per il quale riceve da detta Società la somma di euro 640.000, ritenuta profitto di vari reati di natura fiscale commessi dal legale rappresentante di tale ultima Società.

Doppia verifica se il reato presupposto del riciclaggio è commesso all’estero

Nei casi in cui il reato di riciclaggio abbia ad oggetto somme di denaro provento di condotte realizzate all’estero, è necessario verificare che tali condotte rivestano rilevanza penale secondo l’ordinamento straniero; una volta superata positivamente tale verifica, è inoltre necessario verificare la contestuale rilevanza penale del medesimo fatto secondo l’ordinamento italiano.

Rinvio dell’udienza sino allo scadere della rateizzazione del debito fiscale: inammissibile la questione di legittimità costituzionale

Con ordinanza del 24 maggio scorso, la Corte Costituzionale ha dichiarato (di nuovo) inammissibile la questione di legittimità dell’art. 13 co. 3 D.Lgs. 74/2000 sollevata dai Tribunali di Treviso e di Asti. La norma, per effetto delle modifiche apportate dalla L. 158/2015, stabilisce che qualora prima dell’apertura del dibattimento di primo grado il debito tributario oggetto del reato contestato nel procedimento penale sia in fase di rateizzazione, è dato un termine di tre mesi, eventualmente prorogabili sino a sei complessivi, per adempiere a tale debito.

Cambia il regime di procedibilità del reato di corruzione tra privati

Il 16 gennaio 2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la c.d. Legge Anticorruzione (L. 9 gennaio 2019, n. 3) la cui entrata in vigore è fissata per il 31 gennaio prossimo. Tra le molte novità significative, si segnala l’abrogazione (ad opera dell’art. 1 co. 5 L. 3/2019) del comma 5 dell’art. 2635 c.c., disciplinante il reato di Corruzione tra Privati, il quale prevedeva “Si procede a querela della persona offesa, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza nella acquisizione di beni o servizi”.

Punibilità esclusa solo se nella transazione fiscale vi è chiarezza nella imputazione dei pagamenti

Con la sentenza n. 40217 depositata il 10 settembre, la Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini del riconoscimento della causa di non punibilità prevista dall’art. 13 D.Lgs. 74/2000, è indispensabile la corretta imputazione del tributo pagato con la singola rata, affinché risulti chiaramente che si tratta del medesimo tributo oggetto del procedimento penale.

Ammesso al patteggiamento anche il contribuente che non estingue il debito tributario

Con la sent. n. 38684 (dep. 21.8.18), la Cassazione chiarisce che per i reati di “Omesso versamento delle ritenute” (art. 10-bis), “Omesso versamento IVA” (art. 10-ter) e “Indebita compensazione” (art. 10-quater, co. 1), l’ammissione al patteggiamento non è subordinata alla estinzione del debito tributario.

La Corte Costituzionale chiude la “vicenda Taricco”

Con la sentenza depositata il 31 maggio scorso (n. 115/2018), la Corte Costituzionale ha messo fine alla querelle nata all’indomani della sentenza della Corte di Giustizia UE (causa c-105/14, Taricco) a seguito della quale la Corte imponeva al giudice nazionale di disapplicare le norme interne in tema di limiti massimi di durata della prescrizione nei casi in cui ciò comportava «la sistematica impunità delle gravi frodi in materia di IVA».

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