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La Corte Costituzionale estende le tutele per i lavoratori della legge Biagi in materia di appalto ai contratti di sub-fornitura

Con sentenza 254/2017 pubblicata in data 07/11/2017 la Corte Costituzionale si pronuncia sulla possibilità di estendere il regime di responsabilità solidale del committente nei confronti dei lavoratori dell’appaltatore previsto dalla legge Biagi (D.lgs. 276/2003) anche ai lavoratori del sub-fornitore in contratti di sub-fornitura. La Corte precisa che “la tutela del soggetto che assicura una attività lavorativa indiretta non può non estendersi a tutti i livelli del decentramento” e, pertanto, anche ai dipendenti del sub-fornitore. La pronuncia conferma un orientamento già emerso nella giurisprudenza di merito (App. Brescia, 11/05/2016).

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Il datore di lavoro risponde anche per gli infortuni occorsi ai dipendenti della ditta subappaltatrice

La Corte di Cassazione con sentenza n. 52129/2017 ha confermato la condanna del datore di lavoro di una società per l’infortunio occorso al dipendente della ditta subappaltatrice a cui erano state affidate le attività di carico e scarico della merce. Secondo la Suprema Corte, infatti, il datore di lavoro è garante non solo della incolumità fisica dei propri lavoratori, ma anche di quella di persone estranee al ciclo produttivo, o al mondo imprenditoriale, che frequentino l’azienda per motivi collegati in qualunque modo all’attività della stessa. Questo sempre che sia ravvisabile il nesso causale tra l’infortunio e la violazione della disciplina sugli obblighi di sicurezza.

Confermata anche la condanna dell’ente ex D. Lgs. 231/2001 essendo ravvisabile l’interesse e vantaggio dell’ente e l’assenza di un Modello Organizzativo.

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Modifica alla norma in tema di solidarietà negli appalti

Il recentissimo Decreto Legge 17/03/2017, n.25, che ha abolito i cosiddetti voucher, ha anche modificato la norma in materia di solidarietà negli appalti (art. 29 d. lgs. 10/9/2003 n. 276).  In particolare, è stato eliminato l’onere di preventiva escussione dell’appaltatore in caso di mancato adempimento degli obblighi retributivi e contributivi relativi ai dipendenti dell’appaltatore stesso. I dipendenti di quest’ultimo potranno inoltre agire in giudizio direttamente contro il committente, senza obbligo di convenire l’appaltatore. Tema da analizzare è l’applicabilità ai contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della norma.  Alla data del presente scritto, il decreto non risulta ancora convertito in legge.

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Il direttore dei lavori è tenuto a risarcire il condominio per i lavori realizzati in appalto se non ha evitato l’errore tecnico

La Corte di Cassazione, II sezione civile, con la sentenza n. 4673 del 23 febbraio 2017, ha stabilito che spetta al direttore dei lavori l’obbligo di risarcire il condominio (nel caso di specie, pagando un costoso cappotto termico per l’edificio) se le opere realizzate sotto il suo controllo risultano difettose.

Nel caso in oggetto, secondo la Suprema Corte, bastava l’uso dell’ordinaria diligenza per accorgersi che i ponti termici non erano stati progettati a regola d’arte, mentre la coibentazione risultava insufficiente.

Secondo i Giudici, rientra tra i compiti del direttore dei lavori quello di verificare che sia idonea allo scopo l’opera di uno specialista termotecnico.

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La responsabilità dell’appaltatore per rovina e difetti degli immobili non è limitata ai difetti di costruzione del bene principale ma riguarda ogni alterazione che possa intaccare il normale utilizzo dell’opera

La Corte di Cassazione, II sezione civile, con la sentenza n. 1208 del 18.1.2017, ha stabilito che, nell’ambito del contratto di appalto privato, il costruttore/venditore è tenuto a risarcire i danni per mancato utilizzo del bene o ad eseguire le opere necessarie a renderlo pianamente accessibile se la rampa di accesso al box è impraticabile perché troppo pendente.

Ciò in quanto l’operatività della garanzia ex art. 1669 c.c. a carico dell’appaltatore non è limitata a difetti inerenti unicamente la costruzione del bene principale, come gli appartamenti, ma ricomprende ogni deficienza e/o alterazione che possa intaccare in modo significativo sia la funzionalità dell’opera che la sua utilizzazione.

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Il direttore dei lavori non è responsabile dei vizi del progetto se non ha ricevuto un incarico ad hoc

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 18285 del 19 settembre 2016, ha stabilito che il direttore dei lavori, diversamente dall’appaltatore, non è tenuto al risarcimento per i vizi di costruzione che presenta l’immobile, a meno che non abbia ricevuto dal committente l’incarico specifico di svolgere l’attività di verifica della fattibilità e dell’esattezza tecnica del progetto.

Secondo la Suprema Corte, il direttore dei lavori è tenuto a vigilare affinché l’opera sia eseguita in modo conforme al progetto, ma non può rispondere con l’appaltatore per difetti derivanti da vizi progettuali dell’opera stessa, salvo che sia stato espressamente incaricato dal committente di svolgere anche tale attività, aggiuntiva rispetto a quella oggetto della sua normale prestazione.

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Subentro del nuovo appaltatore: estesa la tutela dei lavoratori

Estesa la tutela dei lavoratori in caso di subentro di nuovo appaltatore: si amplia la fattispecie del trasferimento di azienda.

La c.d. Legge Europea, approvata il 30.6.2016, modifica il comma 3 dell’articolo 29 del D.Lgs. 276/2003 prevedendo che “l’acquisizione del personale già impiegato nell’appalto a seguito di subentro di nuovo appaltatore dotato di propria struttura organizzativa e operativa, in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola del contratto d’appalto, ove siano presenti elementi di discontinuità che determinano una specifica identità di impresa, non costituisce trasferimento d’azienda o di parte d’azienda”.

Viene, di fatto, introdotta una nuova fattispecie di trasferimento d’azienda nel contesto dei fenomeni di successione in appalto.

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