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Interesse e vantaggio dell’ente condannato per un infortunio sul lavoro

La Corte di Cassazione, Sezione IV penale, con la sentenza n. 24697 del 20 aprile 2016 (dep. 14 giugno), è tornata ad occuparsi della responsabilità di una società in caso di infortunio sul lavoro, affermando la sussistenza di un interesse o di un vantaggio a favore dell’ente, pur trattandosi di delitto colposo.

In particolare, secondo la Suprema Corte di Cassazione, “interesse” e “vantaggio” esprimono due concetti diversi e alternativi: il primo consiste in una valutazione ex ante e si realizza allorché la persona fisica, pur non volendo il verificarsi dell’evento, ha consapevolmente agito allo scopo di conseguire un’utilità per l’ente; il secondo, invece, si concretizza quando la persona fisica, ha violato sistematicamente le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro perseguendo una riduzione dei costi ed un contenimento della spesa, con conseguente massimizzazione del profitto.

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Responsabilità 231 dell’ente per infortunio sul lavoro ed assenza di modello organizzativo

Con la sentenza allegata il Tribunale di Milano ha stabilito che una società deve essere ritenuta responsabile ai sensi dell’art. 25 septies comma 2 Dlvo 231/2001 nel caso di un infortunio sul lavoro della durata di giorni 53, qualora la stessa non abbia adottato alcun modello organizzativo, non siano stati ottemperati gli obblighi del datore di lavoro come impresa affidataria dei lavori all’interno di un capannone di altra società sussistendo tra appaltatore e committente un difetto di coordinamento che abbia causato le lesioni patite dall’infortunato.

Il Giudice ha stabilito altresì che occorre verificare in concreto se la condotta di violazione di norme cautelari sia idonea a costituire un vantaggio per l’ente sotto il profilo del risparmio di spese e di generico contenimento dei costi di gestione nonché di accelerazione del ciclo produttivo.

Il Tribunale ha condannato l’ente, a seguito di giudizio abbreviato, alla sanzione di € 21.500 non ritenendo applicabile la circostanza attenuante della riparazione prevista dall’art. 12 lett.a), sia per l’assenza del Modello anche al momento del giudizio, sia per la mancata riconducibilità del risarcimento del danno all’ente stesso (il risarcimento era stato effettuato dal committente dei lavori).

Tribunale di Milano, sez IX, 15/10/2015 (dep. 28/10/2015)

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Safety E 231: nuovi sviluppi

È online sul sito di Top Legal un contributo degli Avv.ti Piero Magri ed Alessandro Racano, partner e senior associate del dipartimento penale, che affronta alcune delle più importanti problematiche in tema di infortuni sul lavoro e responsabilità da reato delle persone giuridiche.
Dopo i primi anni in cui la giurisprudenza ha atteso gli sviluppi generati dai dibattiti dottrinali in tema di compatibilità tra colpa e interesse o vantaggio per l’ente, sono seguite sentenze esemplari con le prime applicazioni a episodi di omicidio colposo sul lavoro. Più di recente si sta assistendo a contestazioni di responsabilità da reato per lesioni meno gravi a carico delle piccole e medie imprese (PMI), sintomo della volontà, da parte della magistratura inquirente, di diffondere e promuovere l’adozione di Modelli Organizzativi.

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