Call Us +39 011 55.84.111

Piero Magri

Piero Magri

Avvocato esperto in diritto penale dell’impresa, con esperienza nell’ambito dei reati aziendali, reati societari e fallimentari, reati contro la Pubblica Amministrazione nonché a tutela della reputazione.

Profilo: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/138-piero-magri.html

Infortuni sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro in caso di negligenza dell’infortunato

In una pregevole sentenza depositata il 3 novembre 2011, il Tribunale di Ivrea ha assolto l’imputato datore di lavoro, ritenendo che la negligente condotta dell’infortunato non esclude di per sé la responsabilità, ma per l’accertamento della stessa nelle strutture aziendali complesse occorre verificare chi sia il soggetto espressamente ed in concreto deputato alla gestione del rischio. In particolare occorre distinguere la responsabilità del preposto (che riguarda il controllo sulla esecuzione della prestazione) da quella del dirigente (inerente all’organizzazione dell’attività lavorativa) da quella del datore di lavoro (riferibile solo alle scelte gestionali di fondo)  (Cass. 22606 del 4.4.2017).  Pertanto, quando vi sono distinte unità produttive con a capo preposti, incaricati e formati, spetta a loro la responsabilità per il controllo dell’osservanza delle modalità esecutive dei lavoro.

Perché adottare un Sistema di Gestione Anticorruzione: i vantaggi della norma UNI ISO 37001

Premessa

In molti Paesi e, soprattutto, in alcuni settori, la corruzione rappresenta un fenomeno assai diffuso che può incidere negativamente sulla continuità dell’attività di un’azienda.

Si pensi ai danni reputazionali, o alla perdita del valore del capitale o, ancora, alla diminuzione delle commesse che un’azienda può subire in conseguenza della commissione di fatti di corruzione, e talvolta anche prima del loro accertamento giudiziale.

In questo contesto, nell’ottobre del 2016, è stata pubblicata la norma UNI ISO 37001 che si pone l’obiettivo di fornire alle organizzazioni, e alle imprese in generale, uno strumento riconosciuto a livello globale, e certificabile, di prevenzione dei fenomeni corruttivi.

Negli ultimi mesi del 2017, dopo un primo periodo di studio e osservazione, la normativa ha avuto una sempre più crescente applicazione sia nell’ambito dei bandi pubblici che, in generale, nelle richieste avanzate da parte di enti pubblici o economici.

La norma, corredata da una appendice pratica, rappresenta una Linea Guida che può essere applicata a tutte le organizzazioni, siano esse pubbliche o private, e a prescindere dalle dimensioni e dalla tipologia dell’attività svolta.

In questo modo la norma contribuisce, indirettamente, alla diffusione, all’interno e all’esterno delle organizzazioni, di una cultura etica di prevenzione e contrasto dei fenomeni corruttivi.

 

I vantaggi derivanti dalla adozione di un sistema di gestione anticorruzione

Innanzitutto, la norma ISO 37001 rappresenta uno standard internazionale e, come tale, utilizza un linguaggio applicabile a qualunque organizzazione, a prescindere dal settore di appartenenza e dalla natura dell’attività svolta.

In secondo luogo, il linguaggio della norma è di tipo tecnico e, pertanto, coerente con quello utilizzato da altri sistemi di gestione (es. ISO 9001). Ciò facilita l’integrazione tra il sistema di gestione anticorruzione e gli altri sistemi di gestione adottati dall’organizzazione, evitando conseguentemente inutili appesantimenti nella struttura organizzativa.

Inoltre, la norma consente di rafforzare i protocolli di controllo già esistenti, inclusi i sistemi c.d. di whistleblowing previsti all’interno dei Modelli Organizzativi o dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione e i meccanismi di due diligence di terze parti basati su un’analisi accurata della struttura societaria, oltre che su indagini di tipo reputazionale.

Nondimeno, la certificazione del sistema UNI ISO 37001 garantisce un più facile accesso ai bandi indetti dalla Pubblica Amministrazione e alla procedura “c.d. di self cleaning”, che rappresenta per le imprese condannate per fatti di corruzione un importante meccanismo di riabilitazione.

Tali benefici derivano anche dalla circostanza per cui la certificazione viene rilasciata da organismi terzi e indipendenti a ciò autorizzati i quali attestano, tramite certificazione scritta, che una determinata organizzazione è conforme ai requisiti tecnici specificati dalla norma.

Si badi che la certificazione ha una validità temporanea e, pertanto, l’organizzazione deve essere periodicamente sottoposta a nuovo esame per verificare la tenuta nel tempo dei requisiti richiesti dallo standard.

Ciò, naturalmente, garantisce un controllo e un riesame periodico del sistema di gestione adottato dalla singola organizzazione.

 

I vantaggi processuali

Il fatto che il sistema di gestione abbia ottenuto la certificazione da parte di un ente terzo accreditato non vale di per sé a garantire una valida ed efficace difesa dell’ente nell’ambito di eventuali procedimenti giudiziari a suo carico per reati presupposto ex D. Lgs. 231/2001.

Tuttavia, l’ente indagato o imputato può dimostrare che, attraverso la adozione di un sistema certificato, ha fatto il possibile per prevenire la commissione di reati di corruzione e, di conseguenza, può fornire prova dell’assenza di una colpa organizzativa o chiedere l’applicazione di un trattamento sanzionatorio meno afflittivo.

 

Le misure anticorruzione previste dallo standard

Ispirandosi alle buone pratiche internazionali, la norma ISO 37001 descrive le misure che una organizzazione deve adottare al fine di prevenire i fenomeni corruttivi nella propria organizzazione.

In particolare, la norma prevede:

  • la predisposizione di una politica anticorruzione
  • l’individuazione di un responsabile della compliance anticorruzione
  • l’attività formativa e continua di tutti gli interessati
  • la valutazione dei rischi specifici
  • la adozione di procedure specifiche (es. in tema di selezione del personale e due diligence terze parti)
  • attività di reporting periodico
  • controlli finanziari
  • azioni correttive e miglioramento continuo del sistema.

In tale ottica, la ISO 37001 presenta notevoli analogie anche con il D. Lgs. 231/2001, condividendone in parte l’approccio metodologico e i contenuti.

Per questa ragione, le imprese che abbiano già adottato ed efficacemente attuato un Modello Organizzativo adeguato, potrebbero ottenere, in tempi più rapidi e con minori sforzi organizzativi, la certificazione ISO 37001, e fruire di conseguenza dei vantaggi economici e organizzativi derivanti dalla aderenza alla norma standard.

 

Critiche

Naturalmente non sono mancate anche interpretazioni critiche nei confronti del sistema di gestione anticorruzione. Invero, da un lato vi è stato chi ha sottolineato che non è prevista alcuna presunzione di idoneità dei sistemi di gestione conformi allo standard internazionale, né tantomeno esso ha efficacia esimente.

Altri, hanno sottolineato come i principi enunciati dalla norma non rappresentino alcuna novità ma costituiscano, invece, la mera riproduzione di principi già enunciati in altre norme (FCPA, Bribery Act).

 

Conclusioni

Alla luce di quanto sopra evidenziato emerge ancora una volta come per prevenire la commissione dei fenomeni corruttivi, al di là della adozione di sistemi di gestione certificabili, è necessario che si affermi progressivamente una nuova cultura della legalità che ben può essere compatibile con gli obiettivi di efficienza e profitto perseguiti dalle imprese.

 

Avv. Piero Magri e Avv. Letizia Catalano

Infortuni sul lavoro e valutazione dei rischi

E' stata recentemente depositata la motivazione di una interessante sentenza della Suprema Corte in materia di infortuni sul lavoro che ha analizzato le responsabilità per un decesso di un progettista entrato in un cantiere (non ancora aperto) per fare una valutazione dei locali. Lo stesso si è trovato di fronte ad una situazione di cantiere nuova e non segnalata a causa della creazione di un varco creato da un soggetto terzo. Ebbene la Corte ha stabilito che non può sussistere la responsabilità degli imputati se l’insorgenza di un rischio (nella specie caduta dall’alto) sia avvenuta in tempi successivi alla valutazione dei rischi comunque eseguita e se gli imputati siano rimasti incolpevolmente all’oscuro, essendo rilevante la conoscibilità del rischio.

 

Abuso d’ufficio e vendita di immobili di una Azienda Sanitaria Pubblica

In una ampia sentenza depositata il 21 settembre 2017 (se ne allega solo uno stralcio) relativa alle vendite del patrimonio immobiliare di una ASP, la Corte di Appello di Milano ha ritenuto sussistente il reato di abuso d’ufficio, applicandosi alle ASP la disciplina del RD 23 maggio 1924 n. 827 che impone di procedere alla vendita del patrimonio immobiliare con la procedura ad evidenza pubblica. Risulta del tutto illegittimo per le ASP (e non invece, in base a leggi specifiche, per gli Enti Pubblici previdenziali) l’alienare i cespiti condotti in locazione proponendo ai conduttori di esercitare preventivamente il diritto di prelazione sugli immobili, consentendo così favoritismi e sconti a vantaggio di personaggi di rilievo.

Bancarotta ed omesso versamento di contributi previdenziali

La Suprema Corte in una recente sentenza in cui ha condannato l’imputato per alcuni fatti di bancarotta, ha ritenuto però insussistente la bancarotta per dissipazione nell’ipotesi di omesso versamento di contributi previdenziali da parte del fallito. La condotta in concreto contestata nel mancato versamento di contributi previdenziali non rientra tra le operazioni incoerenti con le esigenze dell’impresa, ma appare collegata ad una mancanza di liquidità che ha poi portato al fallimento della società.

La IV direttiva riciclaggio entra in vigore

È stato pubblicato nel Supplemento alla Gazzetta Ufficiale del 19 giugno 2017 il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 di attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo (c.d. IV Direttiva Antiriciclaggio). Il decreto entra in vigore a partire dal 4 luglio 2017 e riscrive il dlgs 231/07, prevedendo nuovi adempimenti, alcune semplificazioni, nuovi destinatari e nuove sanzioni. Tra le novità l’istituzione di un Responsabile antiriciclaggio, obblighi più stringenti di identificazione del cliente e di valutazione del rischio, nonché  sanzioni per la mancata formazione e procedure di segnalazione sugli inadempimenti.

Con specifico riferimento ai pregressi adempimenti, si applica la legge vigente all’epoca della commessa violazione, se più favorevole, ivi compresa l’applicabilità dell’istituto del pagamento in misura ridotta. 

Link alla fonte

Reati ambientali, 231 e delega di funzioni

La Corte di Cassazione penale è intervenuta su un caso di inosservanza delle prescrizioni dell’autorizzazione ambientale da parte di una società, condannata ai sensi del dlgs 231 ad € 35.0000 di sanzione in base al reato previsto dall’art. 256, comma 4 dlgs 152 del 2006 per aver reso possibile la consumazione del reato, nel proprio interesse, a causa dell’assenza del modello organizzativo e di sistemi di controllo e vigilanza.  Gli amministratori sono stati pure ritenuti responsabili anche per l’inefficacia  della delega di funzioni, la cui mancanza dunque è fatto che di per sé prova la mancanza di un adeguato modello organizzativo.   

Mancato sdoganamento e irrilevanza penale di una importanza illecita

La sentenza del Tribunale di Milano, depositata lo scorso 6 marzo ed ormai passata in giudicato, ha statuito che l’immissione sul mercato di sostanze non conformi alle condizioni previste dall’allegato XVII del regolamento c.d.  REACH è punita solo qualora si sia completata la procedura di sdoganamento. Qualora invece, anche a causa di controlli e del conseguente sequestro della merce non rispondente ai parametri previsti, la merce non esca dallo spazio doganale e pertanto non entri nella disponibilità concreta dell’importatore, lo stesso dovrà essere assolto dal reato previsto dall’art. 16 dlgs 133/2009 perché il fatto non sussiste (nella specie non si era verificato alcuno stoccaggio in magazzino né alcuna vendita della colla contenente cloroformio in eccesso, ma la merce era stata rispedita al mittente, dopo il sequestro e su autorizzazione del Pubblico Ministero).    

Corruzione tra privati: modifiche al reato e alla 231

Il Consiglio dei Ministri in data 10 marzo ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in materia di corruzione tra privati che sta per entrare in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

I soggetti punibili sono stati ampliati e ricomprendono ora tutti quanti svolgono funzioni direttive ed anche coloro che pongono in essere la condotta per interposta persona. La condotta punita è stata estesa, oltre che alla sollecitazione e ricezione, anche all’accettazione della promessa di ricevere denaro o altra utilità non dovuti. La finalità del reato è quella di compiere od omettere un atto in violazione degli obblighi dell’ufficio o di fedeltà e non è più richiesta la prova di un danno per la società. E’ rimasta invece la procedibilità a querela di parte, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza.   

Il provvedimento inoltre introduce il reato di istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635 bis c.c. ) ed inasprisce le sanzioni per l’ente nel caso in cui il corruttore sia soggetto che abbia agito in nome e nell’interesse dell’ente, prevedendo l’applicazione delle sanzioni interdittive.  Rimane punito solo l’ente (che può essere anche una associazione) che abbia commesso corruzione attiva.  

Link alla fonte

Nuova legge sulla Responsabilità sanitaria: profili penali

Il 28 febbraio la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva le "Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, introducendo nel codice penale il nuovo articolo 590 sexies, ed abrogando l'art. 590 ter.

La nuova normativa non distingue fra i gradi della colpa, scompare quindi ogni riferimento al problematico concetto di “colpa grave” ed introduce una nuova causa di non punibilità quando l'evento lesivo o mortale sia causato imperizia.

In particolare, l'imperizia viene esclusa qualora siano rispettate le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste nelle linee guida, se queste risultano adeguate alle specificità del caso concreto. Le linee guida dovranno essere emanate dall'istituto superiore di sanità pubblica ed essere pubblicate sul sito internet di questo ente.

magri
Socio
MilanoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
vaciago
Socio
MilanoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
catalano
Collaboratore
MilanoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
giordano
Collaboratore
MilanoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
giovine
Collaboratore
TorinoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
guastoni
Collaboratore
MilanoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
pigozzi
Collaboratore
MilanoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
politano
Collaboratore
MilanoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
racano
Collaboratore
MilanoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
valentini-valeria
Collaboratore
MilanoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Torino
R&P Legal
Via Amedeo Avogadro, 26
10121, Torino - Italy
Milano
R&P Legal
Piazzale Luigi Cadorna, 4
20123, Milano - Italy
Roma
R&P Legal
Via Emilia, 86/90
00187, Roma - Italy
Busto Arsizio
R&P Legal
Via Goito, 14
21052, Busto Arsizio (VA) - Italy
Aosta
R&P Legal
Via Croce di Città, 44
11100, Aosta - Italy
Bergamo
R&P Legal
Viale Vittorio Emanuele II, 12
24121, Bergamo - Italy