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Roberto Randazzo

Roberto Randazzo

Avvocato che opera principalmente nel settore del diritto commerciale e societario con particolare esperienza nell’ambito dei contratti internazionali. Docente nell’Università Commerciale Luigi Bocconi, presso cui insegna Non profit law e docente SDA Bocconi, nel Master in Management delle Imprese Sociali, Aziende Non Profit e Cooperative

Profilo: http://www.replegal.it/it/professionisti/tutti-i-soci/125-roberto-randazzo.html

La valutazione dell'impatto come criterio premiale negli appalti pubblici

La strada verso una maggiore diffusione della valutazione dell’impatto sociale si amplia grazie al Decreto Fiscale 2020 (D.L. 124/2019) che introduce due emendamenti alla disciplina del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016). Si tratta di una novità interessante che deve essere analizzata non solo in funzione dell’applicazione in concreto della norma, ma anche per la sua valenza ispiratrice per ulteriori iniziative nel più generale contesto dell’Impact Economy.

Con un primo intervento, il Decreto inserisce la valutazione dell’impatto tra i criteri che l’ANAC dovrà utilizzare per il “calcolo” del rating di impresa - strumento utile a determinare la reputazione degli operatori economici nell’ambito delle procedure ad evidenza pubblica. In attesa che l’ANAC adotti le linee guida volte a disciplinare le modalità di rilascio del rating, emerge chiaramente la volontà del Legislatore di premiare le imprese che misurano il proprio impatto.

Esela Annual Conference 2020 – The Impact of Business in a Changing Climate

Il 27 e 28 aprile, a Londra, presso la London School of Economics, si terrà l’Annual Conference 2020 di Esela - The legal network on social impact, il movimento che riunisce, da tutto il mondo, studi legali, investitori, imprenditori, accademici, consulenti e policy makers a supporto dell’Impact Economy.

Grazie all’impegno del Partner Roberto Randazzo, Presidente di Esela, lo studio RP Legal, tra i membri fondatori di questo network, da anni promuove la transizione verso un’economia ad impatto, ovvero un’economia sostenibile ed inclusiva.

Impact Investing. Il punto di svolta.

Il 2019 si sta rivelando davvero l’anno del consolidamento globale del movimento “Impact”, evolvendosi da materia per pionieristici e lungimiranti articoli scientifici e per convegni accademici, a tema centrale nell’impostazione delle strategie di investimento dei fondi di private equity e di pianificazione di business innovativi.

Nei giorni scorsi, al termine del Leadership meeting del Global Steering Group, Sir Ronald Cohen ha annunciato il lancio dell’Impact Act, che sarà ufficialmente presentato in occasione della conferenza annuale del GSG il prossimo novembre, a Santiago del Cile. Si tratta del primo documento - curato da una task force di undici componenti di cui faccio parte - che mira a fornire una prima definizione dell’”Impact Economy”, illustrando attraverso casi concreti e prassi operative la dinamica di funzionamento degli investimenti in questo settore, cercando di delinearne il perimetro operativo e il potenziale sviluppo. Il lavoro che stiamo svolgendo con la task force cerca di mettere a fattor comune le diverse esperienze che si sono già sviluppate globalmente, prende spunto da casi concreti e mira a rappresentare le diverse tradizioni ed i diversi approcci che, necessariamente, si sono sviluppati in questi anni di sperimentazione. Si tratta di un primo tentativo che deve essere accolto come tale, vale a dire un primo passo verso la comprensione e definizione dell’Impact Economy, utile non solo a favorire il consolidamento uniforme di regole condivise in ambito globale, ma anche a delineare un meccanismo di protezione del cuore dell’Impact investing, facendo prevalere rigore e radicalità per cercare di scongiurare il rischio di una bolla finanziaria.

Trovo molto affascinante la dinamica supportata dal GSG, non solo per l’approccio bottom up che contraddistingue i lavori della task force, attingendo all’esperienza dei suoi componenti e dei singoli National Advisory Board (NAB) ma anche per la determinazione e per i tempi ristretti con cui il progetto è stato impostato, con l’obiettivo di presentare l’Impact Act entro un anno dall’inizio dei lavori della task force.

Non si possono non collegare queste riflessioni con quanto sta accadendo in Italia dove l’ecosistema dell’Impact investing si sta man mano popolando, con alcuni operatori che stanno consolidando la loro presenza ed altri che si stanno avvicinando, sebbene con cautela, a questo sistema. Ecco, la flemma con cui si stanno muovendo le cose in Italia, forse, dovrebbe essere definitivamente accantonata; abbiamo avuto modo e tempo di dibattere, e a lungo, su queste dinamiche di investimento, abbiamo compreso di avere un sistema forte di economia sociale in grado di ricevere investimenti e scalare il mercato, cominciamo ad avere risorse nuove, fino ad ora non convogliate verso questa economia - e, dunque, addizionali - pronte per essere investite.

Il momento è propizio e il mercato si sta rivelando attrattivo, per questo credo sia opportuno per gli operatori coinvolti, oppure interessati, supportare questa crescita attraverso una loro coesione volta a promuovere, insieme, il consolidamento del mercato dell’Impact investing.

Sarebbe un peccato non restare agganciati alle innovazioni che si manifestano in ambito globale, rimanendo appartati senza mescolarsi con questi movimenti transnazionali; bisognerebbe essere più presenti, dedicare tempo per raccontare le nostre, ottime e avveniristiche, esperienze sia di imprenditoria sociale sia di investimenti ad impatto, partecipare, anche con più coraggio, alle attività del GSG attraverso il NAB italiano.

Finanza d’impatto: facciamo il punto

La chiusura dell’anno si presta ad alcune considerazioni e valutazioni di carattere pratico, frutto della mera osservazione del mercato e dell’ecosistema dell’innovazione e della finanza ad impatto sociale. Si tratta del contesto nel quale il nostro dipartimento Charity & Social Enterprises si muove da tempo, affiancando operatori ed investitori e avendo, per questo, il privilegio di poter conoscere da vicino le realtà e le opportunità del mercato, le tendenze più evolute, le problematiche da risolvere dal punto di vista legale.

Informazioni di carattere non finanziario: Consob adotta il nuovo Regolamento

Il 19 gennaio 2018, Consob ha pubblicato il Regolamento – adottato con delibera n. 20267 in attuazione di una direttiva europea (2014/95/UE) recepita nell'ordinamento nazionale con il decreto legislativo n. 254/2016 – che disciplina le modalità di pubblicazione, verifica e vigilanza delle “dichiarazioni di carattere non finanziario”.

A partire dai bilanci relativi agli esercizi del 2017, gli “enti di interesse pubblico” devono redigere una dichiarazione che permetta di comprendere l’attività e l’andamento dell’impresa rispetto alle tematiche ambientali, sociali, relative al personale, al rispetto dei diritti umani e alla lotta contro la corruzione che sono rilevanti, conto delle attività e delle caratteristiche dell'impresa.

Il Regolamento prevede un regime diversificato di pubblicazione e di trasmissione diretta alla Consob della “dichiarazione non finanziaria”, a seconda che la società redigente sia o meno quotata in un mercato regolamentato o diffusa tra il pubblico in misura rilevante. In particolare, al fine di contenere gli oneri gravanti sulle imprese, è previsto che le società quotate e diffuse utilizzino i canali di pubblicazione e trasmissione già previsti dall'attuale disciplina del TUF. Per le altre società è invece prevista la pubblicazione della “dichiarazione non finanziaria” sul proprio sito internet, al fine di garantire un più facile accesso a tutti gli stakeholder interessati.

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Pubblicate le Linee Guida della Commissione Europea sulla comunicazione delle informazioni di carattere non finanziario

Il 5 luglio 2017 sono state pubblicate le linee guida della Commissione Europea sulla comunicazione delle informazioni di carattere non finanziario.

Gli orientamenti della Commissione Europea hanno lo scopo di aiutare le imprese a comunicare informazioni di carattere non finanziario - relative quindi ad aspetti ambientali, sociali e di governance – di qualità, pertinenti, utili e “più comparabili in modo tale da favorire una crescita e un’occupazione sostenibili e resilienti e da offrire trasparenza alle parti interessate”.

Tali orientamenti non sono vincolanti e sono stati proposti in quanto rientranti nel quadro degli obblighi di informativa stabiliti dalla direttiva 2014/95/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, attuata in Italia con il d.lgs. n. 254/2016.

Restiamo ora in attesa dell’emanazione del regolamento Consob che chiarirà i passaggi operativi della normativa.

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Entra in vigore la Direttiva UE 2014/95 sul “Non Financial Reporting”

Il 25 Gennaio 2017 entrerà in vigore il decreto legislativo 30 dicembre 2016 n.254, inerente all’attuazione della direttiva 2014/95/UE, che disciplina le “informazioni di carattere non finanziario” che dovranno essere comunicate dagli “enti di interesse pubblico” - come definiti all'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 - fra i quali rientrano ad esempio le banche, le imprese di assicurazione e le società con strumenti finanziari quotati su mercati regolamentati italiani e dell’Unione Europea.

Il decreto  impone a questi ultimi l’obbligo di redigere, per ogni esercizio finanziario, una dichiarazione che permetta di comprendere l’attività e l’andamento dell’impresa rispetto alle tematiche ambientali, sociali, relative al personale, al rispetto dei diritti umani ed alla lotta contro la corruzione, tenendo conto delle attività e delle caratteristiche dell'impresa.

La norma introduce anche delle sanzioni amministrative, qualora venga omesso il deposito della menzionata dichiarazione da parte degli enti interessati. 

Un altro passo importante verso la codificazione di forme di rendicontazione volte a misurare, non solo i risultati economici e finanziari, ma anche le performance sociali ed ambientali delle imprese.

Roberto Randazzo

Giuseppe Taffari

 

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Dall’emergenza migranti all’impresa sociale. R&P Legal ai principali tavoli di lavoro in Italia ed all’estero.

Nel corso del mese di giugno Londra e Napoli hanno ospitato tre importanti eventi su tematiche molto attuali a cui hanno preso parte alcuni dei membri del dipartimento Charity & Social Enterprises di R&P Legal. La Middlesex Univesity ha organizzato la conferenza - che ha visto l’intervento di Emiliano Giovine - dal titolo “Search and rescue at sea: a legal obligation? Humanitarian and legal perspectives on the ‘Refugee Crisis”, con l’obiettivo di porre le basi per un position paper multidisciplinare sull’argomento.

Sempre a Londra, il 17 giugno si è tenuta la prima conferenza annuale dell’European Social Enterprise Association – ESELA per celebrare la nascita dell’associazione, definirne gli obiettivi e presentare le partnership future; R&P Legal è tra i soci fondatori dell’associazione e Roberto Randazzo, intervenuto all’evento, è membro del consiglio direttivo.

Infine, il 10 e 11 Giugno si è tenuto a Napoli per l’Università degli Studi di Napoli Federico II il X Colloquio Scientifico sull’Impresa Sociale, organizzato da Iris Network, a cui è intervenuto Giuseppe Taffari con una relazione su “Welfare e Impresa Sociale”.

Fonti:

http://unihub.mdx.ac.uk/i-3-mdx/events/search-and-rescue-at-sea-a-legal-obligation

http://www.vita.it/it/article/2016/06/21/esela-a-londra-il-battesimo-dellassociazione/139860/

http://irisnetwork.it/attivita/colloquio-scientifico-impresa-sociale/paper/

Nasce ESELA – R&P Legal tra i fondatori

Siamo lieti di annunciarvi che domani, a Madrid, nell’ambito dell’Annual Conference della European Venture Philantropy Association (EVPA), si terrà il lancio della neo costituita European Social Enterprise Law Association (ESELA).

Si tratta di un importante network, nato come gruppo di lavoro nell’ambito di uno studio sullo stato dell’imprenditoria sociale in Europa finanziato dalla Commissione Europea, e consolidatosi poi come rete europea di studi legali, avvocati ed accademici specializzati in social business.

Il nostro studio è tra i fondatori di ESELA e domani sarà rappresentato da Roberto Randazzo che si occupa da tempo di questa materia sia in Italia che sul fronte internazionale, insieme con Giuseppe Taffari ed Emiliano Giovine.

ESELA ha come scopo principale la diffusione di una maggiore conoscenza e consapevolezza del ruolo del diritto nell’ambito dell’imprenditoria sociale, favorendone, in tal modo, lo sviluppo e la crescita in tutta Europa.

La nascita di ESELA rappresenta un passaggio fondamentale nell’ambito dell’attuale dibattito nazionale ed internazionale sul futuro dell’imprenditoria sociale e dell’investimento d’impatto.

Siamo orgogliosi di farne parte fin dall’inizio e da protagonisti.

Programma della Conferenza

Torino
R&P Legal
Via Amedeo Avogadro, 26
10121, Torino - Italy
Milano
R&P Legal
Piazzale Luigi Cadorna, 4
20123, Milano - Italy
Roma
R&P Legal
Via Emilia, 86/90
00187, Roma - Italy
Busto Arsizio
R&P Legal
Via Goito, 14
21052, Busto Arsizio (VA) - Italy

Aosta
R&P Legal
Via Croce di Città, 44
11100, Aosta - Italy
Bologna
R&P Legal
Via D’Azeglio, 19
40123, Bologna - Italy
Bergamo
R&P Legal
Viale Vittorio Emanuele II, 12
24121, Bergamo - Italy