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Brexit: risoluzione del parlamento europeo di esenzione del visto per i cittadini Uk con vincolo di reciprocità ma solo per viaggiare e non per lavorare

Il Parlamento Europeo lo scorso 4 aprile ha adottato una risoluzione in cui viene previsto che i cittadini del Regno Unito, una volta conclusasi la procedura di divorzio dall’Unione Europea, non saranno obbligati ad ottenere un visto per viaggiare nei paesi dell’Unione sino a 90 giorni all’interno di un periodo di 180 giorni.

Tale misura di esenzione dal visto per brevi soggiorni sarà efficace dal giorno successivo alla data di recesso ufficiale del Regno Unito dall’Unione Europea e riguarderà tutti i paesi associati all’area Schengen, compresi quindi anche quelli non facenti parte dell’Unione. Un tale provvedimento è stato necessario vista la preoccupazione per un’uscita del Regno Unito senza accordo, infatti tale osservanza sarà applicabile a prescindere da alcun accordo con riserva di reciprocità da parte delle autorità britanniche.

I paesi britannici saranno quindi inseriti nell’elenco dei paesi terzi all’Unione che non hanno la necessità di richiedere il visto per poter entrate in UE per viaggi d’affari, per turismo o per visitare familiari, a condizione che ai cittadini dell'Ue sia concesso l'accesso senza visto per viaggi d'affari o viaggi turistici nel Regno Unito, quando non sarà più un paese dell’Unione.

Il provvedimento parlamentare chiarisce però un punto fondamentale per cui tale esenzione dall’obbligo del richiedere il visto non prevede il diritto per i cittadini britannici di lavorare nei paesi comunitari. Per ora, quindi, per trasferimenti lavorativi tra paesi dell’Unione e Regno Unito, se non sarà raggiunto un diverso accordo, sarà necessario l’ottenimento del visto, un bel passo indietro.

Il testo approvato dagli europarlamentari specifica, infine, che deve applicarsi il meccanismo di reciprocità previsto dalla normativa dell’Unione e quindi nel caso in cui il Regno Unito negasse anche solo ad uno stato membro l’accesso senza visto nel proprio paese tale esenzione non sarà applicabile ai cittadini Uk e di conseguenza ciò potrebbe comportare l’obbligo di ottenimento del visto per gli stessi cittadini britannici.

L’auspicio è quindi che il Regno Unito raggiunga un accordo con l’Unione e che in ogni caso adotti un provvedimento che vada a rispettare la reciprocità prevista dalla normativa europea al fine di limitare le conseguenze di questo recesso e per far sì che non si faccia un passo indietro e non si torni ad avere quelle barriere che in passato hanno limitato la circolazione negli stati europei.    

Carola Cortimiglia

Laureata con lode presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Genova con tesi in ambito di diritto europeo sul Programma Copernicus relativo al diritto dello spazio e dell’ambiente. Offre ora consulenza stragiudiziale ed assistenza giudiziale, con particolare riguardo alle tematiche connesse al diritto del lavoro a tutela dell’interesse dell’impresa. Ha esperienza in materia di diritto commerciale e societario. 

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