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Sistemi GPS su veicoli aziendali: il “diritto alla privacy” va incorporato nei d…

Alessandra Salluce - avatar Alessandra Salluce - 09-08-2018 - Privacy & Data Protection

Con provvedimento n. 396 del 28 giugno 2018, il Garante Privacy ha imposto a un fornitore di sistemi GPS di configurare i propri prodotti mediante l’incorporazione di funzionalità atte a garantire che siano trattati, per impostazione predefinita, i soli dati personali necessari in relazione ad ogni specifica finalità del trattamento, nel rispetto del princip...

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Garante Privacy: approvate le Linee Guida del Comstat per l’accesso a fini scien…

Alessandra Salluce - avatar Alessandra Salluce - 09-08-2018 - Privacy & Data Protection

Con provvedimento n. 388 del 21 giugno 2018, il Garante Privacy ha espresso parere favorevole sullo schema di Linee Guida elaborate dal Comitato di indirizzo e coordinamento dell’informazione statistica (Comstat) per l’accesso, nell’ambito di progetti di ricerca scientifica, ai dati elementari del Sistema statistico nazionale (Sistan), a condizione che siano...

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GDPR: approvato il testo definitivo del decreto di adeguamento alla normativa eu…

Alessandra Salluce - avatar Alessandra Salluce - 09-08-2018 - Privacy & Data Protection

Durante la seduta dell’8 agosto 2018, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il testo del decreto legislativo recante le “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con rigu...

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L’intestatario dell’auto paga la multa anche se la vendita non è trascritta al P…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 07-08-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20436 del 2 agosto 2018, ha stabilito che l’intestatario del veicolo, risultante dal certificato di proprietà, è tenuto a pagare la multa, anche se la vendita non risulta poi trascritta al P.R.A.

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Il commercio degli oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione, opta per il …

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 06-08-2018 - Art Law

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo I rivenditori di oggetti d’arte, da collezione e d’antiquariato possono optare per un regime IVA speciale detto “regime del margine”.

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Albo Commissari appalti: al via da settembre, obbligatorio dal 15 gennaio 2019

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 31-07-2018 - Enti Pubblici & Appalti

L’ANAC ha pubblicato le istruzioni operative per l’iscrizione all’Albo nazionale obbligatorio dei commissari di gara e per l’estrazione degli stessi in relazione alle procedure di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, secondo quanto previsto dagli articoli 77 e 78 del Codice dei contratti pubblici.

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Revoca del consenso al divorzio congiunto: il procedimento continua

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 30-07-2018 - Famiglia e Successioni

All’udienza di comparizione dei coniugi, la moglie aveva revocato il consenso al divorzio congiunto precedentemente manifestato. Il Tribunale di Pescara, su tale presupposto, aveva dichiarato improcedibile la domanda congiunta di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

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Istituito presso l ‘AIFA il Centro di Coordinamento nazionale dei comitati etici

Francesco Iglio - avatar Francesco Iglio - 30-07-2018 - Life Sciences

In data 24 luglio 2018 è stato istituito presso l’Agenzia italiana del Farmaco il nuovo Centro di Coordinamento nazionale dei Comitati Etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, così come previsto dall’articolo 2 della legge n. 3 dell’11 gennaio 2018, ai sensi del ddl Lorenzin approvato il 22 dic...

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Via libera ai direttori stranieri per i musei italiani

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 25-07-2018 - Art Law

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Il mondo dell’arte ed l sistema museale italiano tirano un respiro di sollievo. Le tanto contestate quanto opportune nomine di specialisti stranieri alla guida di importanti musei italiani volute dal precedente Ministro del MIBACT Franceschini, sono salve.

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Patto di famiglia applicato alla SAS: i chiarimenti della DRE del Lazio

Andrea E. M. Eliseo - avatar Andrea E. M. Eliseo - 25-07-2018 - Wealth Management & Private Client

La DRE del Lazio, con la risposta all’interpello ordinario 913-6/2018 proposto da una società immobiliare, ha chiarito come in caso di trasferimento di quote di una SAS tramite patto di famiglia (ex articoli 768-bis e seguenti del Codice civile), l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni (articolo 3, comma 4-ter, Dlgs 346/90) competa anche per l...

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Soggetta a revocatoria la cessione dell’immobile alla badante

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 24-07-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19449 del 20 luglio 2018, ha stabilito che è soggetta a revocatoria ordinaria la cessione della nuda proprietà dell’immobile alla badante-amica in cambio di assistenza morale e infermieristica.

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Celebrity e pubblicità occulta

Monica Togliatto - avatar Monica Togliatto - 20-07-2018 - TMT - Media Entertainment

Dopo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato anche il Giurì di Autodisciplina Pubblicitaria interviene, su impulso del Comitato di Controllo nel sanzionare l’inserzionista Peugeot Automobili Italia s.p.a. per aver violato l’art. 7 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria (CACC) a causa della veicolazione su Instagram da parte del noto cantante F...

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Al vaglio della Corte Costituzionale la questione di legittimità dell’art. 2751 …

Roberto Filippi - avatar Roberto Filippi - 20-07-2018 - Restructuring & Insolvency

Con ordinanza del 19 giugno 2018 il Tribunale di Udine ha sollevato d’ufficio la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2751 bis n. 2. C.c. nella parte in cui riconosce il privilegio generale anche al credito per rivalsa I.V.A. dei professionisti.

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Genitori separati: chi può visionare i compiti in classe dei figli?

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 20-07-2018 - Famiglia e Successioni

Alla richiesta di una madre di poter visionare le prove in classe svolte dalla figlia in varie discipline (italiano, latino, matematica, ecc.) con giudizi insufficienti, il liceo ha negato l’accesso ai documenti, adducendo come motivazione che le prove sono visionabili solo a conclusione del processo di valutazione, che gli elaborati degli studenti vengono m...

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R&P Legal vince nel penale per il Trust di Edwin Parker Twombly Jr

La Redazione - avatar La Redazione - 19-07-2018 - News

Il Tribunale di Roma ha emesso, in data 18 luglio 2018, sentenza di piena assoluzione (perché il fatto non sussiste) nei confronti dei 3 gestori (cc.dd. Trustees) del Trust di diritto americano istituito nel 2005 da uno dei più acclamati artisti contemporanei americani E.P. Twombly (al secolo Cy Twombly).

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Manifestazioni a premio e “minimo valore”: passo indietro del MiSE

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 19-07-2018 - Intellectual Property

Nuovo passo indietro del Ministero dello Sviluppo Economico sul concetto di “minimo valore” applicabile alle manifestazioni a premio.

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Se un componente di fatto della famiglia muore in un sinistro, agli altri compon…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 19-07-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18568 del 13 luglio 2018, ha stabilito che deve essere cassata con rinvio la sentenza di merito che ha escluso il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali ai richiedenti, dopo che nel sinistro stradale è deceduto un componente di fatto della loro famiglia e che il procedimento penale si è concluso con ...

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Uno statuto “Europeo” per le imprese sociali e solidali

Giuseppe Taffari - avatar Giuseppe Taffari - 17-07-2018 - Charities & Social Enterprises

Il 5 luglio il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione recante “raccomandazioni alla Commissione concernenti uno statuto per le imprese sociali e solidali”.

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Il tour operator deve restituire la somma se il cliente deve rinunciare al viagg…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 12-07-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18047 del 10 luglio 2017, ha stabilito che l’acquirente di un pacchetto turistico ha diritto alla restituzione della somma pagata qualora questi debba rinunciare al viaggio per il sopraggiungere di una improvvisa patologia.

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Mini scudo sulle attività estere di ex frontalieri e iscritti AIRE: istanze entr…

Daria Pastorizia - avatar Daria Pastorizia - 12-07-2018 - Tax

Fino al 31 luglio 2018, ex iscritti AIRE e frontalieri (o i loro eredi) residenti fiscalmente in Italia, che abbiano svolto in via continuativa attività di lavoro dipendente o autonomo all’estero, possono presentare telematicamente istanza ai sensi dell’art. 5-septies del D.L. n. 148/2017, corredata da apposita relazione di accompagnamento, per regolarizzare...

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Assegno di divorzio: la pronuncia delle Sezioni Unite

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 12-07-2018 - Famiglia e Successioni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18287 del 11.7.2018, si pronuncia sulla funzione dell’assegno di divorzio e sui criteri che ne determinano la corresponsione.

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Legittimità dell'opzione Put che garantisce al socio di recuperare il conferimen…

Stefano Chiarva - avatar Stefano Chiarva - 11-07-2018 - Corporate M&A

Con sentenza n. 17498 del 4 luglio 2018, la Suprema Corte ribalta la tesi sostenuta dal Tribunale (sent. 15833/2011) e dalla Corte di Appello di Milano (sent. n. 636/2016) relativa all’invalidità dell’opzione put con la quale viene garantito al socio il diritto ad ottenere la restituzione del suo conferimento nel capitale sociale.

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Torna con la 2° edizione "Italia Africa Business Week", il forum dedic…

La Redazione - avatar La Redazione - 09-07-2018 - News

Buon pomeriggio, torna con la seconda edizione “Italia Africa Business Week - IABW”, il primo evento economico interamente dedicato a imprenditori italiani e africani. Roberto Randazzo, partner di R&P Legal e Console Onorario dell’Uganda, parteciperà alla conferenza stampa di presentazione che si terrà a Milano giovedì 12 luglio alle ore 10:30, presso i...

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Digital technologies e software: il credito d’imposta R&S premia l’innovazio…

Daria Pastorizia - avatar Daria Pastorizia - 06-07-2018 - Tax

Non tutte le attività di ricerca e sviluppo nel settore digital technologies e software, legate al processo innovativo di un’impresa, permettono di fruire del credito d’imposta previsto dall’art. 3, comma 1, D.L. n. 145/2013. In assenza dei requisiti di innovazione e rischio finanziario (nonché d’insuccesso tecnico), gli investimenti non sono qualificabili c...

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Bando "Voucher Digitali I4.0 – Anno 2018" della Camera di Commercio di…

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 06-07-2018 - Fondi e Finanziamenti Pubblici

La Camera di commercio di Torino ha pubblicato il nuovo Bando "Voucher Digitali I4.0 – Anno 2018" , aperto a tutte  le Micro, Piccole e Medie Imprese della provincia di Torino.

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Appalti e Fatturazione elettronica

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 04-07-2018 - Enti Pubblici & Appalti

Negli appalti pubblici vi sarà obbligo di emettere fattura elettronica solo in capo a coloro che operano nei confronti della Stazione Appaltante ovvero a chi, nell’esecuzione del contratto di appalto, è titolare di contratti di subappalto propriamente detto (ossia esegue direttamente una parte dello stesso) o riveste la qualifica di subcontraente (vale a dir...

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Se il padre è ‘inaffidabile’ i figli devono essere affidati in via esclusiva all…

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 03-07-2018 - Famiglia e Successioni

Per decidere a quale genitore devono essere affidati i figli minori, il Giudice deve operare una valutazione nell’esclusivo interesse morale e materiale della prole, escludendo l’affidamento condiviso nel caso in cui sia pregiudizievole per i minori.

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Responsabilità degli amministratori non esecutivi per colpa nella conoscenza e c…

Cristina Bollini - avatar Cristina Bollini - 03-07-2018 - Corporate M&A

La Corte di Cassazione, Sezione I, con sentenza n. 31204 del 29.12.2017, è tornata sul tema della responsabilità degli amministratori non esecutivi di società per azioni, statuendo che essi rispondono solidalmente con gli amministratori delegati per non aver impedito fatti pregiudizievoli posti in essere dai delegati dei quali abbiano acquisito in positivo c...

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Estorsione e autoriciclaggio per l’imprenditore che sottrae compensi ai lavorato…

Letizia Catalano - avatar Letizia Catalano - 03-07-2018 - Compliance 231

La Corte di Cassazione con sentenza n. 25979/2018 ha confermato l’applicazione della misura cautelare del sequestro preventivo finalizzato alla confisca a carico dei vertici di una Società per il reato di estorsione e autoriciclaggio.

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Sviluppo sostenibile: istituita la “Commissione nazionale per lo sviluppo sosten…

Anna Daina - avatar Anna Daina - 03-07-2018 - Charities & Social Enterprises

Il 15 giugno 2018 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri recante “Indirizzi per l'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile”.

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Cybersecurity: aumenta la sensibilità, ma rimangono problemi nelle aziende itali…

Giuseppe Vaciago - avatar Giuseppe Vaciago - 03-07-2018 - TMT - Cybersecurity

Con l’obiettivo di valutare lo stato della sicurezza nelle aziende, Cisco ha interpellato 3.600 professionisti della sicurezza  di aziende di varie dimensioni in 26 paesi inclusa l’Italia.

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Concordato fallimentare: escluso il diritto di voto per le società controllate …

Sara Colli - avatar Sara Colli - 02-07-2018 - Restructuring & Insolvency

La Cassazione a sezioni unite, con la sentenza n. 17186 del 28 giugno 2018, ha affermato che nell’ambito del concordato fallimentare è escluso il voto del creditore proponente, stante il suo conflitto di interessi con gli altri creditori.

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La posizione della CGE in materia di polizze linked

Andrea E. M. Eliseo - avatar Andrea E. M. Eliseo - 02-07-2018 - Wealth Management & Private Client

La Corte di Giustizia Europea – con sentenza 31 maggio 2018 relativa alla causa C-542/16 - ha sancito come le polizze assicurative di III ramo (cd. linked) non debbano necessariamente garantire il capitale investito dal cliente.

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Notaio risarcisce se sbaglia la trascrizione e deposita la rettifica dopo il pig…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 02-07-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17054 del 28 giugno 2018, ha stabilito che il Notaio è tenuto al risarcimento del cliente, in caso di errata trascrizione, allorquando la rettifica venga depositata dopo il pignoramento del bene immobile.

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Credito d’imposta R&S in tecnologie digitali e software: le Entrate negano i…

Daria Pastorizia - avatar Daria Pastorizia - 02-07-2018 - Tax

Con la Risoluzione 46/E del 22 giugno 2018 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non sono qualificabili come attività di Ricerca e Sviluppo (R&S), nell’accezione rilevante ai fini dell’applicazione del credito d’imposta previsto dall’art. 3, comma 1, D.L. n. 145/2013, gli investimenti sostenuti dalle imprese nei settori digital technologies e software ...

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Email all’amante: addebito della separazione

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 29-06-2018 - Famiglia e Successioni

La Suprema Corte, con l’ordinanza n. 16980/2018, ha ribadito che, in tema di addebito della separazione, l’onere probatorio grava sulla parte che domanda l’addebito a carico dell’altro coniuge.

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R&P assiste i soci del Gruppo Sintesi nella cessione a Vinci Energies

La Redazione - avatar La Redazione - 28-06-2018 - News

R&P Legal, con il partner Luca Egitto e il Senior Associate Marco Gardino ha assistito i soci del Gruppo Sintesi (Sirecom) nella cessione del gruppo medesimo a Vinci Energies, multinazionale del settore dell’ICT.

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Interessi corrispettivi e moratori non si sommano

Mario Barbera - avatar Mario Barbera - 28-06-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 12674/2018, ha confermato l’orientamento, ormai largamente prevalente in giurisprudenza, in tema di sommatoria degli interessi nel contratto di mutuo.

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Servizio televisivo, tutela dei dati personali e diritto all’immagine: il punto …

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 28-06-2018 - Intellectual Property

Con ordinanza n. 16358 del 21 giugno 2018, la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di merito che aveva condannato l’editore di una rete televisiva al risarcimento del danno non patrimoniale in favore di un soggetto che, avvicinato da una complice della trasmissione, era stato ripreso nell’autovettura di quest’ultima dove era stato interpellato su co...

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Luca Nisco su Italia Oggi Sette: incostituzionalità della limitazione alle oppos…

La Redazione - avatar La Redazione - 27-06-2018 - News

L’Avv. Luca Nisco autore di un articolo su Italia Oggi Sette sulla dichiarazione di incostituzionalità della limitazione alle opposizioni proponibili avverso l’esecuzione tributaria – L’Avv. Luca Nisco ha redatto un commento ad una recente pronuncia della Corte Costituzionale avente ad oggetto l’incostituzionalità della disposizione in materia di esecuzione ...

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Piero Magri

Piero Magri

Avvocato esperto in diritto penale dell’impresa, con esperienza nell’ambito dei reati aziendali, reati societari e fallimentari, reati contro la Pubblica Amministrazione nonché a tutela della reputazione.

Profilo: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/138-piero-magri.html

La normativa antiriciclaggio e la clausola di non trasferibilità sull’assegno: sanzioni sproporzionate?

di Piero Magri e Benedetta Guastoni

 

Limiti e condizioni all’utilizzo di assegni bancari e postali ed assegni circolari

Il D.lgs. 231/07 prevede, fin dalla sua entrata in vigore, che i moduli di assegni bancari e postali debbano essere rilasciati dalle banche e da Poste Italiane S.p.a. già muniti della clausola di non trasferibilità (art. 49 comma 4 d.lgs. 231/07) e che solo su espressa richiesta del cliente, dietro pagamento di un’imposta di bollo, possano essere forniti carnet di assegni “in forma libera”.[1]

Con il D.L. 201/2011 è stata inserita la soglia di 1.000 euro, oltre alla quale, nel caso in cui l’assegno risulti privo della clausola di non trasferibilità, vengono comminate le sanzioni pecuniarie, notevolmente inasprite dal D.lgs. 90/2017, di recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio.

Nello specifico, dall’entrata in vigore del Decreto, quindi dal 4 luglio 2017, per il trasferimento di assegni privi della clausola di non trasferibilità e/o dell’indicazione del beneficiario, è stabilita una sanzione pecuniaria amministrativa di importo compreso tra i 3.000 e i 50.000 euro.

Si tratta di una disciplina ben più severa della precedente che, ricordiamo, calcolava l’ammontare della sanzione sulla base dell’importo trasferito con l’assegno, all’interno di un range compreso tra l’1 e il 40 per cento dello stesso.

La ratio della norma è chiara: la mancata apposizione del nome del beneficiario o della clausola di non trasferibilità non assicurano la piena tracciabilità della transazione, con il conseguente sospetto che la stessa sia stata disposta per finalità di riciclaggio del denaro.

I soggetti destinatari

Grazie ad una norma interpretativa - inserita nel corpo dell’art. 27 del D.lgs. 141/2010 (comma 1 ter primo periodo) dall’art. 18 comma 2 del D.lgs. 169/2012 - si ritiene che costituiscano violazione l’emissione, il trasferimento e la presentazione all’incasso di assegni privi della clausola di non trasferibilità o del nome o della ragione sociale del beneficiario.

I soggetti obbligati, quindi tutti i soggetti indicati all’art. 3 del D.lgs. 231/07, devono inviare entro trenta giorni una comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze dando atto dell’infrazione o dell’irregolarità riscontrata (art. 51 D.lgs. 231/07).

Il procedimento sanzionatorio e l’oblazione

A seguito della segnalazione inviata da parte del soggetto obbligato, ad esempio da parte dell’istituto bancario presso il quale è stato versato l’assegno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, invia una formale contestazione dell’infrazione al responsabile.

A questo punto, per colui che riceve la contestazione, si aprono due strade: il pagamento dell’oblazione, con conseguente immediata chiusura del procedimento, o l’inizio di un procedimento amministrativo, che si concluderà con l’emissione di un decreto da parte del MEF.

La prima strada è molto semplice e quasi automatica.

L’art. 65 comma 9 del D.lgs. 231/2007 conferma l’applicabilità, alla violazione in questione, del pagamento in forma ridotta e quindi dell’oblazione, di cui all’art. 16 della Legge 689/1981.

Pertanto, viene inserita all’interno della contestazione l’indicazione dell’ammontare dell’importo dell’oblazione che consente di estinguere la sanzione mediante il pagamento della stessa entro sessanta giorni dalla notifica.

L’importo viene calcolato sulla base del maggior vantaggio per il soggetto incolpato e può quindi alternativamente essere pari ad un terzo del massimo della sanzione, oppure al doppio del minimo, oltre le spese del procedimento.

Ciò tuttavia a condizione che la violazione non riguardi un importo superiore a 250.000 euro e che il soggetto non si sia già avvalso della medesima facoltà per analoga violazione, il cui atto di contestazione sia stato ricevuto nei 365 giorni precedenti alla notifica.

In presenza dei presupposti sopra richiamati, sarà dunque sufficiente procedere al pagamento dell’importo ridotto per concludere la procedura.

Nel caso in cui invece si decida di non aderire all’oblazione, è possibile inviare deduzioni difensive entro trenta giorni dalla notifica della contestazione.

Si attiverà a questo punto un procedimento amministrativo nel corso del quale è prevista la facoltà di chiedere l’audizione personale, di produrre documenti ed inviare osservazioni alla Ragioneria Territoriale dello Stato e quindi, sostanzialmente di dimostrare la propria buona fede, fornendo valide giustificazioni a quanto accaduto.

L’iter amministrativo potrà concludersi, laddove ne ricorrano gli estremi, con un provvedimento di proscioglimento totale o con l’irrogazione di una sanzione inferiore all’importo dell’oblazione, ma anche, in caso negativo, con una sanzione molto più elevata - sempre entro il limite di 50.000 euro stabilito dalla disciplina.

Va inoltre tenuto presente che, nel caso in cui al termine del procedimento venga irrogata una sanzione, permane la possibilità di chiedere la riduzione di un terzo.

Ne deriva che la sanzione minima concretamente applicabile, è pari ad € 2.000, cifra in molti casi inferiore a quella calcolata per l’oblazione.

Avverso il decreto emesso dal MEF potrà inoltre essere proposto ricorso, anche personalmente, al Tribunale del luogo di commissione della violazione, entro trenta giorni dalla notifica.

Le critiche e le raccomandazioni

I casi recentemente messi in luce dalla cronaca hanno evidenziato che nella maggioranza delle ipotesi, più che di tentativi di riciclare denaro si tratta di mere disattenzioni commesse in buona fede da cittadini ancora in possesso di assegni emessi in epoca antecedente al 2008.

Per questo motivo, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in linea con le osservazioni contenute nel parere della Commissione Finanze, sta valutando la possibilità di modificare l’apparato sanzionatorio riconducendolo ad un regime maggiormente ispirato a ragionevolezza e proporzionalità tra l'importo trasferito e la sanzione.

Dall’indagine condotta dal MEF per analizzare la consistenza del fenomeno è emerso che, a fronte di circa 1700 assegni contestati, nessuna sanzione è ancora irrogata ai sensi della nuova normativa e gli incolpati hanno scelto in poco più di cento casi, di pagare l’oblazione.

Appare quindi possibile, che la normativa attualmente in vigore venga nuovamente modificata, con un ritorno alla precedente sanzione compresa tra l’1 e il 40 per cento dell’importo trasferito o con una riduzione dei limiti edittali e quindi dell’importo minimo di 3.000 euro e dell’importo massimo, pari a 50.000 euro.

Merita inoltre di essere considerato che si è ancora in attesa delle indicazioni del MEF circa i criteri generali per la valutazione dei cosiddetti comportamenti “sospetti”, dai quali sia possibile dedurre o ipotizzare che la transazione abbia finalità di riciclaggio e dei decreti ministeriali che consentiranno di comprendere i parametri per la quantificazione delle sanzioni concretamente irrogabili.


Nota

[1] Chiunque invece possegga libretti di assegni antecedenti al 2008, avrà l’onere di indicare per iscritto, all’atto di emissione dell’assegno, la dicitura “non trasferibile” ed il nominativo del beneficiario.

 


 

Licenziamenti e mobbing con rilevanza penale

Con sentenza depositata il 23 febbraio 2018 il Tribunale di Busto Arsizio ha ritenuto non sussistente il reato di lesione colpose, pur in presenza di una malattia psichica accertata (sindrome ansiosa depressiva) e nonostante tre licenziamenti ritenuti illegittimi. Ciò in quanto il mobbing può avere rilevanza penale solo laddove siano provate reiterate vessazioni e denigrazioni nei confronti del lavoratore che abbiano un nesso eziologico con la malattia riscontrata. Nel caso di specie non solo non sono state provate tali condotte ma non è emerso neppure alcun intento persecutorio da parte del datore di lavoro.

Ingiusta detenzione e risarcimento del danno

Nel 2017 sono stati sempre di più i casi di ingiusta detenzione, cittadini che sono sottoposti a misura cautelare in carcere e che poi vengono assolti o scagionati con una archiviazione. Da 989 casi nel 2016 si è passati a 1013 casi lo scorso anno.

La procedura permette di chiedere un indennizzo allo Stato per i danni subiti che sono stabiliti in misura forfettaria per i giorni di carcere o di detenzione domiciliare (rispettivamente euro 235,82 e 177,91 ) presentando alla Corte di Appello competente una istanza di riparazione per l’ingiusta detenzione ai sensi degli articoli 314 e 315 c.p.p. La somma può essere integrata per altri voci di danno (esistenziali o alla salute) ma non può superare l’importo di 516.456 euro.   

Link alla fonte

Infortuni sul lavoro con condotta anomala, ma non abnorme del lavoratore

Il Tribunale di Bergamo, con sentenza depositata l’11 dicembre 2017, ha ritenuto sussistente la responsabilità del datore di lavoro delegato, pur in presenza di una condotta anomala e pericolosa del lavoratore, evidenziando che il macchinario ove è avvenuto l’infortunio, ancorchè perfettamente funzionante, non fosse sicuro. Affinchè la condotta colposa del lavoratore possa escludere il nesso di causalità tra la condotta del lavoratore e l’evento lesivo, è necessario non tanto che essa sia imprevedibile, quanto che sia tale da attivare un rischio esorbitante dalla sfera di rischio governata dal soggetto titolare della posizione di garanzia.  Del resto le disposizioni antinfortunistiche perseguono il fine di tutelare il lavoratore anche dagli infortuni derivanti da sua colpa (tra le ultime pronunce Cass, sex. IV, del 13.12.2016, CED 269603 e Cass. 17.1.2017 CED 269255).

Infortuni sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro in caso di negligenza dell’infortunato

In una pregevole sentenza depositata il 3 novembre 2011, il Tribunale di Ivrea ha assolto l’imputato datore di lavoro, ritenendo che la negligente condotta dell’infortunato non esclude di per sé la responsabilità, ma per l’accertamento della stessa nelle strutture aziendali complesse occorre verificare chi sia il soggetto espressamente ed in concreto deputato alla gestione del rischio. In particolare occorre distinguere la responsabilità del preposto (che riguarda il controllo sulla esecuzione della prestazione) da quella del dirigente (inerente all’organizzazione dell’attività lavorativa) da quella del datore di lavoro (riferibile solo alle scelte gestionali di fondo)  (Cass. 22606 del 4.4.2017).  Pertanto, quando vi sono distinte unità produttive con a capo preposti, incaricati e formati, spetta a loro la responsabilità per il controllo dell’osservanza delle modalità esecutive dei lavoro.

Perché adottare un Sistema di Gestione Anticorruzione: i vantaggi della norma UNI ISO 37001

Premessa

In molti Paesi e, soprattutto, in alcuni settori, la corruzione rappresenta un fenomeno assai diffuso che può incidere negativamente sulla continuità dell’attività di un’azienda.

Si pensi ai danni reputazionali, o alla perdita del valore del capitale o, ancora, alla diminuzione delle commesse che un’azienda può subire in conseguenza della commissione di fatti di corruzione, e talvolta anche prima del loro accertamento giudiziale.

In questo contesto, nell’ottobre del 2016, è stata pubblicata la norma UNI ISO 37001 che si pone l’obiettivo di fornire alle organizzazioni, e alle imprese in generale, uno strumento riconosciuto a livello globale, e certificabile, di prevenzione dei fenomeni corruttivi.

Negli ultimi mesi del 2017, dopo un primo periodo di studio e osservazione, la normativa ha avuto una sempre più crescente applicazione sia nell’ambito dei bandi pubblici che, in generale, nelle richieste avanzate da parte di enti pubblici o economici.

La norma, corredata da una appendice pratica, rappresenta una Linea Guida che può essere applicata a tutte le organizzazioni, siano esse pubbliche o private, e a prescindere dalle dimensioni e dalla tipologia dell’attività svolta.

In questo modo la norma contribuisce, indirettamente, alla diffusione, all’interno e all’esterno delle organizzazioni, di una cultura etica di prevenzione e contrasto dei fenomeni corruttivi.

 

I vantaggi derivanti dalla adozione di un sistema di gestione anticorruzione

Innanzitutto, la norma ISO 37001 rappresenta uno standard internazionale e, come tale, utilizza un linguaggio applicabile a qualunque organizzazione, a prescindere dal settore di appartenenza e dalla natura dell’attività svolta.

In secondo luogo, il linguaggio della norma è di tipo tecnico e, pertanto, coerente con quello utilizzato da altri sistemi di gestione (es. ISO 9001). Ciò facilita l’integrazione tra il sistema di gestione anticorruzione e gli altri sistemi di gestione adottati dall’organizzazione, evitando conseguentemente inutili appesantimenti nella struttura organizzativa.

Inoltre, la norma consente di rafforzare i protocolli di controllo già esistenti, inclusi i sistemi c.d. di whistleblowing previsti all’interno dei Modelli Organizzativi o dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione e i meccanismi di due diligence di terze parti basati su un’analisi accurata della struttura societaria, oltre che su indagini di tipo reputazionale.

Nondimeno, la certificazione del sistema UNI ISO 37001 garantisce un più facile accesso ai bandi indetti dalla Pubblica Amministrazione e alla procedura “c.d. di self cleaning”, che rappresenta per le imprese condannate per fatti di corruzione un importante meccanismo di riabilitazione.

Tali benefici derivano anche dalla circostanza per cui la certificazione viene rilasciata da organismi terzi e indipendenti a ciò autorizzati i quali attestano, tramite certificazione scritta, che una determinata organizzazione è conforme ai requisiti tecnici specificati dalla norma.

Si badi che la certificazione ha una validità temporanea e, pertanto, l’organizzazione deve essere periodicamente sottoposta a nuovo esame per verificare la tenuta nel tempo dei requisiti richiesti dallo standard.

Ciò, naturalmente, garantisce un controllo e un riesame periodico del sistema di gestione adottato dalla singola organizzazione.

 

I vantaggi processuali

Il fatto che il sistema di gestione abbia ottenuto la certificazione da parte di un ente terzo accreditato non vale di per sé a garantire una valida ed efficace difesa dell’ente nell’ambito di eventuali procedimenti giudiziari a suo carico per reati presupposto ex D. Lgs. 231/2001.

Tuttavia, l’ente indagato o imputato può dimostrare che, attraverso la adozione di un sistema certificato, ha fatto il possibile per prevenire la commissione di reati di corruzione e, di conseguenza, può fornire prova dell’assenza di una colpa organizzativa o chiedere l’applicazione di un trattamento sanzionatorio meno afflittivo.

 

Le misure anticorruzione previste dallo standard

Ispirandosi alle buone pratiche internazionali, la norma ISO 37001 descrive le misure che una organizzazione deve adottare al fine di prevenire i fenomeni corruttivi nella propria organizzazione.

In particolare, la norma prevede:

  • la predisposizione di una politica anticorruzione
  • l’individuazione di un responsabile della compliance anticorruzione
  • l’attività formativa e continua di tutti gli interessati
  • la valutazione dei rischi specifici
  • la adozione di procedure specifiche (es. in tema di selezione del personale e due diligence terze parti)
  • attività di reporting periodico
  • controlli finanziari
  • azioni correttive e miglioramento continuo del sistema.

In tale ottica, la ISO 37001 presenta notevoli analogie anche con il D. Lgs. 231/2001, condividendone in parte l’approccio metodologico e i contenuti.

Per questa ragione, le imprese che abbiano già adottato ed efficacemente attuato un Modello Organizzativo adeguato, potrebbero ottenere, in tempi più rapidi e con minori sforzi organizzativi, la certificazione ISO 37001, e fruire di conseguenza dei vantaggi economici e organizzativi derivanti dalla aderenza alla norma standard.

 

Critiche

Naturalmente non sono mancate anche interpretazioni critiche nei confronti del sistema di gestione anticorruzione. Invero, da un lato vi è stato chi ha sottolineato che non è prevista alcuna presunzione di idoneità dei sistemi di gestione conformi allo standard internazionale, né tantomeno esso ha efficacia esimente.

Altri, hanno sottolineato come i principi enunciati dalla norma non rappresentino alcuna novità ma costituiscano, invece, la mera riproduzione di principi già enunciati in altre norme (FCPA, Bribery Act).

 

Conclusioni

Alla luce di quanto sopra evidenziato emerge ancora una volta come per prevenire la commissione dei fenomeni corruttivi, al di là della adozione di sistemi di gestione certificabili, è necessario che si affermi progressivamente una nuova cultura della legalità che ben può essere compatibile con gli obiettivi di efficienza e profitto perseguiti dalle imprese.

 

Avv. Piero Magri e Avv. Letizia Catalano

Infortuni sul lavoro e valutazione dei rischi

E' stata recentemente depositata la motivazione di una interessante sentenza della Suprema Corte in materia di infortuni sul lavoro che ha analizzato le responsabilità per un decesso di un progettista entrato in un cantiere (non ancora aperto) per fare una valutazione dei locali. Lo stesso si è trovato di fronte ad una situazione di cantiere nuova e non segnalata a causa della creazione di un varco creato da un soggetto terzo. Ebbene la Corte ha stabilito che non può sussistere la responsabilità degli imputati se l’insorgenza di un rischio (nella specie caduta dall’alto) sia avvenuta in tempi successivi alla valutazione dei rischi comunque eseguita e se gli imputati siano rimasti incolpevolmente all’oscuro, essendo rilevante la conoscibilità del rischio.

 

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