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Sistemi GPS su veicoli aziendali: il “diritto alla privacy” va incorporato nei d…

Alessandra Salluce - avatar Alessandra Salluce - 09-08-2018 - Privacy & Data Protection

Con provvedimento n. 396 del 28 giugno 2018, il Garante Privacy ha imposto a un fornitore di sistemi GPS di configurare i propri prodotti mediante l’incorporazione di funzionalità atte a garantire che siano trattati, per impostazione predefinita, i soli dati personali necessari in relazione ad ogni specifica finalità del trattamento, nel rispetto del princip...

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Garante Privacy: approvate le Linee Guida del Comstat per l’accesso a fini scien…

Alessandra Salluce - avatar Alessandra Salluce - 09-08-2018 - Privacy & Data Protection

Con provvedimento n. 388 del 21 giugno 2018, il Garante Privacy ha espresso parere favorevole sullo schema di Linee Guida elaborate dal Comitato di indirizzo e coordinamento dell’informazione statistica (Comstat) per l’accesso, nell’ambito di progetti di ricerca scientifica, ai dati elementari del Sistema statistico nazionale (Sistan), a condizione che siano...

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GDPR: approvato il testo definitivo del decreto di adeguamento alla normativa eu…

Alessandra Salluce - avatar Alessandra Salluce - 09-08-2018 - Privacy & Data Protection

Durante la seduta dell’8 agosto 2018, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il testo del decreto legislativo recante le “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con rigu...

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L’intestatario dell’auto paga la multa anche se la vendita non è trascritta al P…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 07-08-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20436 del 2 agosto 2018, ha stabilito che l’intestatario del veicolo, risultante dal certificato di proprietà, è tenuto a pagare la multa, anche se la vendita non risulta poi trascritta al P.R.A.

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Il commercio degli oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione, opta per il …

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 06-08-2018 - Art Law

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo I rivenditori di oggetti d’arte, da collezione e d’antiquariato possono optare per un regime IVA speciale detto “regime del margine”.

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Albo Commissari appalti: al via da settembre, obbligatorio dal 15 gennaio 2019

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 31-07-2018 - Enti Pubblici & Appalti

L’ANAC ha pubblicato le istruzioni operative per l’iscrizione all’Albo nazionale obbligatorio dei commissari di gara e per l’estrazione degli stessi in relazione alle procedure di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, secondo quanto previsto dagli articoli 77 e 78 del Codice dei contratti pubblici.

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Revoca del consenso al divorzio congiunto: il procedimento continua

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 30-07-2018 - Famiglia e Successioni

All’udienza di comparizione dei coniugi, la moglie aveva revocato il consenso al divorzio congiunto precedentemente manifestato. Il Tribunale di Pescara, su tale presupposto, aveva dichiarato improcedibile la domanda congiunta di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

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Istituito presso l ‘AIFA il Centro di Coordinamento nazionale dei comitati etici

Francesco Iglio - avatar Francesco Iglio - 30-07-2018 - Life Sciences

In data 24 luglio 2018 è stato istituito presso l’Agenzia italiana del Farmaco il nuovo Centro di Coordinamento nazionale dei Comitati Etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, così come previsto dall’articolo 2 della legge n. 3 dell’11 gennaio 2018, ai sensi del ddl Lorenzin approvato il 22 dic...

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Via libera ai direttori stranieri per i musei italiani

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 25-07-2018 - Art Law

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Il mondo dell’arte ed l sistema museale italiano tirano un respiro di sollievo. Le tanto contestate quanto opportune nomine di specialisti stranieri alla guida di importanti musei italiani volute dal precedente Ministro del MIBACT Franceschini, sono salve.

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Patto di famiglia applicato alla SAS: i chiarimenti della DRE del Lazio

Andrea E. M. Eliseo - avatar Andrea E. M. Eliseo - 25-07-2018 - Wealth Management & Private Client

La DRE del Lazio, con la risposta all’interpello ordinario 913-6/2018 proposto da una società immobiliare, ha chiarito come in caso di trasferimento di quote di una SAS tramite patto di famiglia (ex articoli 768-bis e seguenti del Codice civile), l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni (articolo 3, comma 4-ter, Dlgs 346/90) competa anche per l...

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Soggetta a revocatoria la cessione dell’immobile alla badante

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 24-07-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19449 del 20 luglio 2018, ha stabilito che è soggetta a revocatoria ordinaria la cessione della nuda proprietà dell’immobile alla badante-amica in cambio di assistenza morale e infermieristica.

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Celebrity e pubblicità occulta

Monica Togliatto - avatar Monica Togliatto - 20-07-2018 - TMT - Media Entertainment

Dopo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato anche il Giurì di Autodisciplina Pubblicitaria interviene, su impulso del Comitato di Controllo nel sanzionare l’inserzionista Peugeot Automobili Italia s.p.a. per aver violato l’art. 7 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria (CACC) a causa della veicolazione su Instagram da parte del noto cantante F...

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Al vaglio della Corte Costituzionale la questione di legittimità dell’art. 2751 …

Roberto Filippi - avatar Roberto Filippi - 20-07-2018 - Restructuring & Insolvency

Con ordinanza del 19 giugno 2018 il Tribunale di Udine ha sollevato d’ufficio la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2751 bis n. 2. C.c. nella parte in cui riconosce il privilegio generale anche al credito per rivalsa I.V.A. dei professionisti.

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Genitori separati: chi può visionare i compiti in classe dei figli?

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 20-07-2018 - Famiglia e Successioni

Alla richiesta di una madre di poter visionare le prove in classe svolte dalla figlia in varie discipline (italiano, latino, matematica, ecc.) con giudizi insufficienti, il liceo ha negato l’accesso ai documenti, adducendo come motivazione che le prove sono visionabili solo a conclusione del processo di valutazione, che gli elaborati degli studenti vengono m...

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R&P Legal vince nel penale per il Trust di Edwin Parker Twombly Jr

La Redazione - avatar La Redazione - 19-07-2018 - News

Il Tribunale di Roma ha emesso, in data 18 luglio 2018, sentenza di piena assoluzione (perché il fatto non sussiste) nei confronti dei 3 gestori (cc.dd. Trustees) del Trust di diritto americano istituito nel 2005 da uno dei più acclamati artisti contemporanei americani E.P. Twombly (al secolo Cy Twombly).

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Manifestazioni a premio e “minimo valore”: passo indietro del MiSE

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 19-07-2018 - Intellectual Property

Nuovo passo indietro del Ministero dello Sviluppo Economico sul concetto di “minimo valore” applicabile alle manifestazioni a premio.

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Se un componente di fatto della famiglia muore in un sinistro, agli altri compon…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 19-07-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18568 del 13 luglio 2018, ha stabilito che deve essere cassata con rinvio la sentenza di merito che ha escluso il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali ai richiedenti, dopo che nel sinistro stradale è deceduto un componente di fatto della loro famiglia e che il procedimento penale si è concluso con ...

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Uno statuto “Europeo” per le imprese sociali e solidali

Giuseppe Taffari - avatar Giuseppe Taffari - 17-07-2018 - Charities & Social Enterprises

Il 5 luglio il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione recante “raccomandazioni alla Commissione concernenti uno statuto per le imprese sociali e solidali”.

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Il tour operator deve restituire la somma se il cliente deve rinunciare al viagg…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 12-07-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18047 del 10 luglio 2017, ha stabilito che l’acquirente di un pacchetto turistico ha diritto alla restituzione della somma pagata qualora questi debba rinunciare al viaggio per il sopraggiungere di una improvvisa patologia.

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Mini scudo sulle attività estere di ex frontalieri e iscritti AIRE: istanze entr…

Daria Pastorizia - avatar Daria Pastorizia - 12-07-2018 - Tax

Fino al 31 luglio 2018, ex iscritti AIRE e frontalieri (o i loro eredi) residenti fiscalmente in Italia, che abbiano svolto in via continuativa attività di lavoro dipendente o autonomo all’estero, possono presentare telematicamente istanza ai sensi dell’art. 5-septies del D.L. n. 148/2017, corredata da apposita relazione di accompagnamento, per regolarizzare...

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Assegno di divorzio: la pronuncia delle Sezioni Unite

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 12-07-2018 - Famiglia e Successioni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18287 del 11.7.2018, si pronuncia sulla funzione dell’assegno di divorzio e sui criteri che ne determinano la corresponsione.

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Legittimità dell'opzione Put che garantisce al socio di recuperare il conferimen…

Stefano Chiarva - avatar Stefano Chiarva - 11-07-2018 - Corporate M&A

Con sentenza n. 17498 del 4 luglio 2018, la Suprema Corte ribalta la tesi sostenuta dal Tribunale (sent. 15833/2011) e dalla Corte di Appello di Milano (sent. n. 636/2016) relativa all’invalidità dell’opzione put con la quale viene garantito al socio il diritto ad ottenere la restituzione del suo conferimento nel capitale sociale.

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Torna con la 2° edizione "Italia Africa Business Week", il forum dedic…

La Redazione - avatar La Redazione - 09-07-2018 - News

Buon pomeriggio, torna con la seconda edizione “Italia Africa Business Week - IABW”, il primo evento economico interamente dedicato a imprenditori italiani e africani. Roberto Randazzo, partner di R&P Legal e Console Onorario dell’Uganda, parteciperà alla conferenza stampa di presentazione che si terrà a Milano giovedì 12 luglio alle ore 10:30, presso i...

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Digital technologies e software: il credito d’imposta R&S premia l’innovazio…

Daria Pastorizia - avatar Daria Pastorizia - 06-07-2018 - Tax

Non tutte le attività di ricerca e sviluppo nel settore digital technologies e software, legate al processo innovativo di un’impresa, permettono di fruire del credito d’imposta previsto dall’art. 3, comma 1, D.L. n. 145/2013. In assenza dei requisiti di innovazione e rischio finanziario (nonché d’insuccesso tecnico), gli investimenti non sono qualificabili c...

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Bando "Voucher Digitali I4.0 – Anno 2018" della Camera di Commercio di…

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 06-07-2018 - Fondi e Finanziamenti Pubblici

La Camera di commercio di Torino ha pubblicato il nuovo Bando "Voucher Digitali I4.0 – Anno 2018" , aperto a tutte  le Micro, Piccole e Medie Imprese della provincia di Torino.

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Appalti e Fatturazione elettronica

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 04-07-2018 - Enti Pubblici & Appalti

Negli appalti pubblici vi sarà obbligo di emettere fattura elettronica solo in capo a coloro che operano nei confronti della Stazione Appaltante ovvero a chi, nell’esecuzione del contratto di appalto, è titolare di contratti di subappalto propriamente detto (ossia esegue direttamente una parte dello stesso) o riveste la qualifica di subcontraente (vale a dir...

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Se il padre è ‘inaffidabile’ i figli devono essere affidati in via esclusiva all…

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 03-07-2018 - Famiglia e Successioni

Per decidere a quale genitore devono essere affidati i figli minori, il Giudice deve operare una valutazione nell’esclusivo interesse morale e materiale della prole, escludendo l’affidamento condiviso nel caso in cui sia pregiudizievole per i minori.

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Responsabilità degli amministratori non esecutivi per colpa nella conoscenza e c…

Cristina Bollini - avatar Cristina Bollini - 03-07-2018 - Corporate M&A

La Corte di Cassazione, Sezione I, con sentenza n. 31204 del 29.12.2017, è tornata sul tema della responsabilità degli amministratori non esecutivi di società per azioni, statuendo che essi rispondono solidalmente con gli amministratori delegati per non aver impedito fatti pregiudizievoli posti in essere dai delegati dei quali abbiano acquisito in positivo c...

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Estorsione e autoriciclaggio per l’imprenditore che sottrae compensi ai lavorato…

Letizia Catalano - avatar Letizia Catalano - 03-07-2018 - Compliance 231

La Corte di Cassazione con sentenza n. 25979/2018 ha confermato l’applicazione della misura cautelare del sequestro preventivo finalizzato alla confisca a carico dei vertici di una Società per il reato di estorsione e autoriciclaggio.

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Sviluppo sostenibile: istituita la “Commissione nazionale per lo sviluppo sosten…

Anna Daina - avatar Anna Daina - 03-07-2018 - Charities & Social Enterprises

Il 15 giugno 2018 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri recante “Indirizzi per l'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile”.

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Cybersecurity: aumenta la sensibilità, ma rimangono problemi nelle aziende itali…

Giuseppe Vaciago - avatar Giuseppe Vaciago - 03-07-2018 - TMT - Cybersecurity

Con l’obiettivo di valutare lo stato della sicurezza nelle aziende, Cisco ha interpellato 3.600 professionisti della sicurezza  di aziende di varie dimensioni in 26 paesi inclusa l’Italia.

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Concordato fallimentare: escluso il diritto di voto per le società controllate …

Sara Colli - avatar Sara Colli - 02-07-2018 - Restructuring & Insolvency

La Cassazione a sezioni unite, con la sentenza n. 17186 del 28 giugno 2018, ha affermato che nell’ambito del concordato fallimentare è escluso il voto del creditore proponente, stante il suo conflitto di interessi con gli altri creditori.

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La posizione della CGE in materia di polizze linked

Andrea E. M. Eliseo - avatar Andrea E. M. Eliseo - 02-07-2018 - Wealth Management & Private Client

La Corte di Giustizia Europea – con sentenza 31 maggio 2018 relativa alla causa C-542/16 - ha sancito come le polizze assicurative di III ramo (cd. linked) non debbano necessariamente garantire il capitale investito dal cliente.

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Notaio risarcisce se sbaglia la trascrizione e deposita la rettifica dopo il pig…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 02-07-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17054 del 28 giugno 2018, ha stabilito che il Notaio è tenuto al risarcimento del cliente, in caso di errata trascrizione, allorquando la rettifica venga depositata dopo il pignoramento del bene immobile.

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Credito d’imposta R&S in tecnologie digitali e software: le Entrate negano i…

Daria Pastorizia - avatar Daria Pastorizia - 02-07-2018 - Tax

Con la Risoluzione 46/E del 22 giugno 2018 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non sono qualificabili come attività di Ricerca e Sviluppo (R&S), nell’accezione rilevante ai fini dell’applicazione del credito d’imposta previsto dall’art. 3, comma 1, D.L. n. 145/2013, gli investimenti sostenuti dalle imprese nei settori digital technologies e software ...

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Email all’amante: addebito della separazione

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 29-06-2018 - Famiglia e Successioni

La Suprema Corte, con l’ordinanza n. 16980/2018, ha ribadito che, in tema di addebito della separazione, l’onere probatorio grava sulla parte che domanda l’addebito a carico dell’altro coniuge.

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R&P assiste i soci del Gruppo Sintesi nella cessione a Vinci Energies

La Redazione - avatar La Redazione - 28-06-2018 - News

R&P Legal, con il partner Luca Egitto e il Senior Associate Marco Gardino ha assistito i soci del Gruppo Sintesi (Sirecom) nella cessione del gruppo medesimo a Vinci Energies, multinazionale del settore dell’ICT.

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Interessi corrispettivi e moratori non si sommano

Mario Barbera - avatar Mario Barbera - 28-06-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 12674/2018, ha confermato l’orientamento, ormai largamente prevalente in giurisprudenza, in tema di sommatoria degli interessi nel contratto di mutuo.

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Servizio televisivo, tutela dei dati personali e diritto all’immagine: il punto …

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 28-06-2018 - Intellectual Property

Con ordinanza n. 16358 del 21 giugno 2018, la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di merito che aveva condannato l’editore di una rete televisiva al risarcimento del danno non patrimoniale in favore di un soggetto che, avvicinato da una complice della trasmissione, era stato ripreso nell’autovettura di quest’ultima dove era stato interpellato su co...

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Luca Nisco su Italia Oggi Sette: incostituzionalità della limitazione alle oppos…

La Redazione - avatar La Redazione - 27-06-2018 - News

L’Avv. Luca Nisco autore di un articolo su Italia Oggi Sette sulla dichiarazione di incostituzionalità della limitazione alle opposizioni proponibili avverso l’esecuzione tributaria – L’Avv. Luca Nisco ha redatto un commento ad una recente pronuncia della Corte Costituzionale avente ad oggetto l’incostituzionalità della disposizione in materia di esecuzione ...

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Il Tribunale di Padova non segue l’orientamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in materia di Data Retention

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea nell’aprile del 2014 (C‑293/12 e C‑594/12) ha dichiarato invalida la direttiva Europea 2006/24 che determina le regole sulla “data retention” con le quali viene disciplinata la conservazione dei dati di traffico da parte dei provider per motivi di giustizia. Il Tribunale di Padova, nel marzo di quest’anno, ha rigettato l’istanza della difesa che chiedeva l’inutilizzabilità dei dati di traffico sulla base di tale precedente europeo, ha ritenuto, con un’argomentazione poco condivisibile, che, se nel caso di specie sono state ritenute ammissibili le intercettazioni, non si vede perché non possano essere ritenuti utilizzabili i “tabulati”.

Link Penale Contemporaneo

 

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L’Avv. Giuseppe Vaciago e l’Avv. Marco Tullio Giordano autori dell’inserto Norme e Tributi del Sole 24 ore in tema di Reati informatici

L’Avvocato Vaciago e l’Avv. Giordano hanno contribuito alla realizzazione dell’inserto norme e tributi dal titolo “Come tutelarsi dai reati on line” con degli articoli in tema di truffe on line, data retention e captatori informatici. L’inserto è disponibile per gli abbonati o a pagamento.

Link alla fonte

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CGE invalida la direttiva 2006/24 sulla Data Retention

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea invalida la Direttiva 2006/24/EU sulla Data Retention: una risposta dell’Europa alle rivelazioni di Snowden?

Con la direttiva 2006/24/CE il Parlamento Europeo ha regolamentato la materia della data retention specificando le modalità di conservazione dei dati di traffico da parte dei provider, ossia dei fornitori di un servizio pubblico di comunicazione, e i presupposti di accesso da parte dell’Autorità Giudiziaria a tali dati.

A distanza di circa otto anni, tale normativa è stata dichiarata invalida dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea: la materia del contendere è la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare e alla protezione dei dati personali riconosciuti sia dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo che dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Già prima della decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europa, le Corti Costituzionali di alcuni Stati Membri avevano progressivamente dichiarato l’incostituzionalità delle rispettive leggi di recepimento della direttiva e alcuni di essi si erano addirittura rifiutati di trasporre la direttiva nel proprio contesto normativo nazionale. 

Dalla lettura delle motivazioni delle corti costituzionali dei vari Stati Membri erano emerse delle critiche quasi integralmente riprese dalla decisione della Corte di Giustizia: la prima consisteva nella mancanza di proporzionalità nella conservazione dei metadati ritenuti erroneamenti meno rilevanti dei contenuti delle comunicazioni, la seconda riguardava l’assenza di una precisa elencazione dei soggetti  legittimati a richiedere tali dati e la terza riguardava la genericità dell’espressione “reato grave” (“serious crime”).

La decisione della Corte di Giustizia, nell’evidenziare i profili di invalidità della direttiva, lascia aperti molti interrogativi: quale sarà il futuro delle varie discipline nazionali? quale sarà il regime transitorio? quale sarà l’atteggiamento dei Provider statunitensi dopo tale decisione? quali saranno le scelte che verranno adottate a livello Europeo su tale complesso tema?

Proviamo a dare qualche prima risposta.

Quale sarà il futuro delle normative nazionali che hanno attuato la Direttiva nel loro Stato membro?

La decisione della Corte di Giustizia non determina l’invalidità delle normative nazionali in tema di conservazione dei dati da parte degli Stati Membri, in quanto ai sensi dell’art. 267 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea la competenza della Corte può avere efficacia diretta solo sugli atti comunitari, ma non su quelli nazionali. Inoltre, non va dimenticato che l’art. 15 della Direttiva 2002/58/EU (“E-Privacy Directive”) prevedeva la facoltà per gli Stati Membri di adottare una normativa nazionale per la conservazione dei dati di traffico per finalità di giustizia. Ne consegue quindi che le normative nazionali degli Stati Membri che non ne hanno in precedenza dichiarato l’incostituzionalità sono a tutti gli effetti ancora in vigore.

Quale sarà il regime transitorio?

Non è possibile prevedere i tempi per l’emanazione di una nuova Direttiva, sia per il grado di complessità che una tale normativa comporta, sia perché la priorità del Parlamento è l’approvazione del regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali.

Quale sarà l’atteggiamento dei Provider statunitensi dopo tale decisione? 

Va ricordato che tali provider non hanno nessun obbligo di rispettare la normativa sulla data retention, in quanto forniscono i dati alle autorità giudiziarie e governative europee su base volontaria, in forza della section 2702 (b) (7) dell’Electronic Communication Privacy Act. Tale normativa prevede la facoltà ai provider di rivelare all’autorità giudiziaria anche di un Paese terzo i dati di traffico dei propri utenti nel momento stesso in cui vi è la prova che tale dato possa essere collegato alla commissione di un reato.

È prevedibile quindi che i provider americani non cambino le loro policy già in essere prima dell’arrivo della Direttiva sulla data retention.

Quali saranno le scelte che verranno adottate a livello Europeo nella riforma della Data Retention Directive?

La Corte di Giustizia ha sicuramente dettato alcune linee guida che verranno certamente prese in considerazione alla predisposizione della futura riforma della Direttiva sulla data retention. Tra queste meritano di essere ricordate la necessità di un contenimento del periodo di conservazione (massimo sei mesi) e una chiara modalità di accesso ai dati di traffico da parte delle Autorità nazionali che deve avvenire ottemperando a caratteristiche di tracciabilità e di sicurezza. La dichiarazione di invalidità della direttiva 2006/24/CE ha generato un vuoto normativo a livello comunitario che potrebbe essere colmato partendo dalle considerazioni fatte dalla Commissione Europea nel 2010 e da alcuni commentatori.

Per garantire il rispetto di tali diritti fondamentali, la Commissione ritiene che sia necessario un intervento significativo sugli aspetti critici e propone di:

-restringere e armonizzare le finalità della data retention e le tipologie di reati in forza dei quali si può accedere e utilizzare i dati di traffico;

-assicurare una maggiore uniformità a livello europeo dei periodi di conservazione dei dati;

-limitare il numero dei soggetti autorizzati ad accedere a tali dati e ridurre le categorie di dati da conservare;

-supervisionare, attraverso un’autorità indipendente, le modalità di accesso ai dati applicate nei vari Stati membri;

-prevedere delle linee guida sulle misure tecniche e organizzative per l’accesso ai dati e l’utilizzo di tali dati, con particolare attenzione al rischio di data mining.

La disamina offerta dalla Commissione diventerà sicuramente un ottimo punto di partenza per raggiungere un compromesso tra l’esigenza di salvaguardare la sicurezza dello Stato e quella di tutelare la protezione dei dati personali dei cittadini europei.

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Data Retention incompatibile con la Carta dei Diritti

Secondo l'avvocato generale, Pedro Cruz Villalón, la direttiva europea 2006/24/EC (c.d. Direttiva “Frattini”) viola il diritto fondamentale dei cittadini alla privacy, stabilendo l'obbligo in capo ai fornitori di telefonia o servizi di comunicazione elettronica di raccogliere e conservare i dati di traffico e localizzazione per tali comunicazioni. 

Corte di Giustizia dell’Unione Europea – Opinione dell’Avvocato Generale nel caso promosso da Digital Rights Ireland (C 239-12) e in quello promosso da Seitlinger (C 594-12).

 Il parere espresso dall’Avvocato Generale Pedro Cruz Villalón è stato emesso a seguito di due domande di pronuncia pregiudiziale, effettuate rispettivamente dalla Corte costituzionale austriaca (Verfassungsgerichtshof) e dalla Suprema Corte Irlandese (High Court).

Il Verfassungsgerichtshof doveva decidere su un ricorso promosso dal signor Michael Seitlinger e 11.130 ricorrenti che hanno sostenuto che la legge austriaca sulla data retention[1] fosse in contrasto con la costituzione austriaca. Allo stesso modo, l’High Court irlandese doveva decidere su un caso promosso da una società irlandese (Digital Rights Ireland Ltd) che tutela i diritti civili e i diritti fondamentali dell’individuo.  Nel nostro caso, la Digital Right Ireland ha affermato di essere la proprietaria di un telefono cellulare ed ha sostenuto che le autorità irlandesi avevano, in violazione di legge, mantenuto ed esercitato il controllo su dati relativi alle sue comunicazioni.

L’Avvocato Generale ha analizzato due possibili profili di illegittimità della normativa. Il primo riguarda la violazione dei diritti fondamentali per quanto attiene le modalità di acquisizione e la gestione dei dati di traffico, mentre il secondo riguarda il periodo di conservazione degli stessi dati a carico del Provider.

Per quanto riguarda il primo profilo, la Direttiva, a parere dell’Avvocato Generale, non regola né l’accesso ai dati raccolti e conservati, né il loro successivo utilizzo, assegnando il compito agli Stati membri di definire e stabilire tali garanzie. Di conseguenza, essa non rispetterebbe i diritti fondamentali dell’individuo, in quanto qualsiasi tipo di limitazione all'esercizio di un diritto fondamentale deve essere previsto dalla legge.

Sotto il secondo profilo, l'avvocato generale Cruz Villálon rileva che la direttiva sulla conservazione dei dati è incompatibile con il principio di proporzionalità, in quanto richiede agli Stati membri di garantire che i dati vengano conservati per un periodo in cui il limite massimo è fissato a due anni. Il risultato è stato che, tra i ventidue Paesi che hanno recepito la direttiva, dodici hanno scelto un periodo di conservazione di dodici mesi, sei hanno superato tale periodo, mentre i restanti quattro hanno deciso un periodo inferiore.

Alla luce di tali disparità, l'avvocato generale, nelle varie questioni presentate alla Corte di Giustizia che difendevano la proporzionalità del periodo di conservazione dei dati, ha ritenuto corretto che gli Stati membri conservino i dati per un periodo inferiore ad un anno.

Per quanto riguarda gli effetti temporali dell'accertamento dell’invalidità di una Direttiva, l'Avvocato Generale, dopo aver soppesato i vari interessi concorrenti, ha proposto che gli effetti dell'accertamento dell’invalidità di una Direttiva debbano essere sospesi in attesa dell’adozione, da  parte del legislatore EU, delle misure necessarie per porre rimedio a queste invalidità, purché tali misure siano adottate entro un termine ragionevole.

In attesa della decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europa, la disamina offerta dall’Avvocato Generale è sicuramente un ottimo punto di partenza per raggiungere un compromesso tra l’esigenza di salvaguardare la sicurezza dello Stato e quella di tutelare la protezione dei dati personali dei cittadini europei. Tuttavia, nell’ottica della possibile revisione della Direttiva sulla data retention, ritengo che sia prioritario concentrarsi su due ulteriori aree.

La prima, parzialmente affrontata dall’Avvocato Generale, è quella che riguarda le modalità procedurali di effettuazione della richiesta. Se, infatti, tutti gli Stati membri prevedessero come condizione necessaria e sufficiente alla concessione dei dati di traffico il vaglio di un Giudice e non quello di un Pubblico Ministero o, in alcuni casi, della Polizia Giudiziaria, sarebbe possibile assicurare che informazioni potenzialmente lesive dei diritti fondamentali dell’individuo siano considerate e conseguentemente disciplinate con le stesse garanzie previste in molti degli Stati membri per l’ottenimento delle intercettazioni telefoniche e telematiche.

La seconda riguarda la necessità di limitare, almeno a livello nazionale, l’ambito di applicazione della direttiva con particolare riferimento ai c.d. reati di opinione che, salvo casi estremi, difficilmente possono essere considerati “reati gravi”. Va ricordato, infatti, che la direttiva aveva, forse con poca chiarezza, stabilito di limitare l’accesso ai dati di traffico solo per i c.d. “serious crime”. Se tale principio venisse messo in pratica in modo più deciso, si potrebbe ridurre il numero delle richieste di accesso ai dati di traffico effettuati dagli internet service provider con beneficio non solo di questi ultimi, ma anche delle Forze dell’Ordine, le quali potrebbero avere più tempo per dedicarsi a indagini aventi ad oggetto “reati gravi”.



[1] Per data retention si intende la conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico per finalità che possono essere imposte dalla legge o da esigenze tecniche (sicurezza informatica) o imprenditoriali (dati di fatturazione).

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