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Accertamento negativo di contraffazione di brevetto: il mero distributore non è legittimato passivo

La mera qualità rivestita da detta convenuta di mero distributore […] non può costituire valido fondamento dell’evocazione in giudizio di tale soggetto, estraneo al contraddittorio in merito a qualsiasi profilo di contraffazione del brevetto in questione sia quale soggetto passivo in sede di accertamento negativo che quale eventuale soggetto attivo della speculare azione di contraffazione”.

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L’Italia aderisce al brevetto europeo con effetto unitario

Con decisione della Commissione Europea dello scorso 30 settembre,l’Italia ha ufficialmente aderito al brevetto europeo con effetto unitario, così diventando il ventiseiesimo Paese dell’UE che ha scelto di far parte di questo nuovo sistema brevettuale. Indubbi sono i profili di interesse per le aziende e gli inventori: l’entrata in vigore del brevetto unitario, in ogni caso legata alla ratifica dell’accordo sul Tribunale Unificato dei brevetti da parte di almeno tredici Stati membri, consentirà, attraverso una procedura semplificatarispetto a quella del “tradizionale” brevetto europeo, la registrazione di un brevetto valido in tutti i Paesi aderenti, con una sostanziale riduzione dei costi e delle tempistiche.

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Il valore della cultura brevettuale

Il 21 ottobre 2015, presso l'auditorium dell'Università degli Studi di Ferrara, nel corso del seminario "Il valore della cultura brevettuale: come, quando e perchè brevettare", l'avvocato Gianluca Morretta parlerà della disciplina delle invenzioni a livello nazionale.

In allegato il programma dell'evento.

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Morretta di R&P Legal sullo sfruttamento del brevetto

Dove: Grand Hotel et de Milan - Via Alessandro Manzoni, 29, 20121 Milano.
Quando: 27 e 28 ottobre 2015.

L’avvocato Gianluca Morretta, partner dello studio R&P Legal, interverrà alle ore 11 di mercoledì 28 ottobre 2015, in occasione del convegno “I contratti internazionali: principali tipologie, tecniche redazionali, gestione del contenzioso”, sul tema dello sfruttamento del brevetto.

L’intervento riguarderà il quadro giuridico di riferimento, la due diligence del brevetto, i rapporti tra gli inventori, la cessione e la licenza di brevetto.

Terminerà l’intervento una sessione di tecnica redazionale inerente allo studio di un contratto modello e alla predisposizione delle clausole.

L’evento, organizzato da Optime allo scopo di approfondire le best practices della redazione delle principali tipologie contrattuali utilizzate sui mercati internazionali, sarà disponibile in videoconferenza.

 

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Niente tutela penale per un titolo di privativa non ancora concesso

autore:

Alberto Fogola

Con due recenti sentenze, la Corte di Cassazione penale ha escluso la sussistenza dei reati di cui agli artt. 473 e 474 c.p., se il titolo di privativa imitato non sia ancora stato concesso, ossia si trovi allo stato di domanda.
Cass. pen. 26 giugno 2012, n.25273.pdf
Cass. pen. 31 ottobre 2012, n.42446.pdf

Commento
Nell’ambito di due procedimenti, il primo per il reato di cui all’art. 473 c.p. (“Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni”) ed il secondo per quello di cui all’art. 474 c.p. (“Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni mendaci”), la Corte di Cassazione si è espressa sulla tutelabilità penale di una domanda di marchio, giungendo a conclusioni diverse rispetto alle pronunce dei giudici di appello e ad alcuni propri precedenti.
In particolare, la Suprema Corte, accogliendo un orientamento di legittimità piuttosto risalente, ha riconosciuto che per la configurabilità dei reati di cui agli artt. 473 e 474 c.p. “è necessario che il marchio o il segno distintivo, di cui si assume la falsità, sia stato depositato, registrato o brevettato nelle forme di legge all’esito della prevista procedura, sicché la falsificazione dell’opera dell’ingegno può aversi soltanto se essa sia stata formalmente riconosciuta come tale”.
La necessità di tale riconoscimento da parte dell’ordinamento deriva dal fatto che il bene giuridico protetto dalle fattispecie delittuose di interesse è l’interesse generale della fede pubblica e non quello particolare del soggetto titolare della domanda non ancora registrata.
Ad ulteriore conferma di tale conclusione, come riconosciuto in entrambe le sentenze soprarichiamate, vi sarebbe la novella legislativa di cui alla l. 23 luglio 2009, n. 99  che ha modificato  gli articoli in questione inserendo, tra l’altro, all’art. 473 c.p. l’inciso “potendo conoscere dell’esistenza del titolo di proprietà industriale” che riconduce la configurabilità di tale reato alle sole ipotesi di effettiva registrazione (o brevettazione) del titolo di privativa imitato: si può infatti conoscere solo un titolo già rilasciato, in quanto “la semplice richiesta dello stesso non dà luogo, di per sé, alla garanzia dell’esito positivo della procedura avviata”.
Dopo questa duplice presa di posizione della Suprema Corte che desta comunque qualche perplessità, è bene puntualizzare – anche per “tranquillizzare” i titolari dei marchi – che una domanda di marchio gode comunque di tutela, sul piano civilistico, ai sensi del codice della proprietà industriale; sul piano penalistico, invece, è unicamente configurabile il reato contro l’ordine pubblico di cui all’art. 517 c.p. (“Vendita di prodotti industriali con segni mendaci”) punito con pene più lievi rispetto alle fattispecie di cui agli artt. 473 e 474 c.p. e applicabile a prescindere dalla registrazione anche ai marchi di fatto.
(A.F.)

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