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Vendite a distanza: rafforzate le tutele per il consumatore

autore:

Chiara Araldi

L’11 marzo 2014 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 21/2014, che ha recepito la Direttiva n. 2011/83/UE, volta a favorire l’armonizzazione a livello comunitario di taluni aspetti dei contratti a distanza e di quelli negoziati fuori dai locali commerciali. La disposizione di legge in esame è andata a modificare alcune norme del Codice del Consumo, apportando rilevanti novità nei rapporti con i consumatori. Il D.Lgs. 21/2014 entrerà in vigore a far tempo dal 13 giugno 2014 e si applicherà ai contratti conclusi dopo tale data: i titolari dei siti e-commerce, pertanto, dovranno adeguare le proprie condizioni generali di vendita alla nuova disciplina entro tale data.

Tra le novità più rilevanti poste a tutela del consumatore segnaliamo:

1. diritto di recesso: la novità di maggiore interesse è senz’altro l’allungamento dei tempi previsti per l’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore.

Il D.Lgs. 21/2014 ha esteso da 10 a 14 giorni il termine per l’esercizio di tale diritto.

Qualora il professionista non fornisca al consumatore le informazioni sull’esistenza di tale diritto, inoltre, il legislatore ha stabilito che il consumatore possa esercitare il recesso entro il periodo di 1 anno e 14 giorni dalla conclusione del contratto, per il caso dei contratti di servizi, o dall’effettiva ricezione della merce, se si tratta di contratti di vendita. Con tale ultima previsione, quindi, il legislatore ha, da un lato, allungato il periodo di esercizio del diritto in questione, dall’altro, uniformato il termine per i contratti a distanza e per quelli negoziati fuori dai locali commerciali, che nella vigente disciplina è rispettivamente di 90 e 60 giorni.

Da ultimo, nell’ipotesi in cui il professionista fornisca le informazioni sul recesso entro 12 mesi dalla conclusione del contratto e/o dalle ricezione della merce, il periodo di recesso termina 14 giorni dopo il giorno in cui il consumatore riceve le informazioni;

2. diritto di rimborso: ulteriore novità riguarda la riduzione dei termini per la restituzione dell’importo ricevuto dai consumatori in caso di esercizio del diritto di recesso, che passa dagli attuali  30 giorni a 14 giorni dal momento in cui il professionista è informato della decisione del consumatore di recedere dal contratto;

3. contratti online: per i contratti conclusi attraverso mezzi elettronici che impongono al consumatore l’obbligo di pagare, il venditore dovrà indicare in modo chiaro ed evidente, prima dell’inoltro dell’ordine da parte del consumatore, che l’ordine implica l’obbligo di pagare, il calcolo totale del prezzo, le caratteristiche principali dei beni e servizi, la durata del contratto o, se a tempo indeterminato o con rinnovo automatico, le condizioni per recedere ed, eventualmente, la durata minima degli obblighi del consumatore scaturenti dal contratto. Nel caso in cui l’inoltro dell’ordine richieda di azionare un pulsante o strumenti analoghi, questi dovranno riportare chiaramente la dicitura “ordine con obbligo di pagare” o una formulazione di analogo tenore. In caso di mancato rispetto di tali obblighi informativi, il legislatore ha previsto che il consumatore non sia vincolato dal contratto o dall’ordine.

Tale specifica previsione appare in linea con l’orientamento espresso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che soprattutto in materia di prenotazione online di pacchetti turistici, ha rilevato la scorrettezza delle pratiche esercitate sui siti di alcuni professionisti che presentavano i servizi turistici con modalità poco chiare, soprattutto in relazione all’indicazione del prezzo totale indicato solo dopo svariate schermate e con la specifica che alcuni prezzi indicati avrebbero potuto subire delle variazioni non commisurate ad alcun parametro conoscibile da parte del consumatore.

4. informativa precontrattuale: il legislatore ha poi ampliato le informazioni che il professionista deve fornire al consumatore prima della conclusione del contratto a distanza o fuori dai locali commerciali, anticipando alla fase conferma scritta. È interessante osservare a tal riguardo che la nuova disciplina ha esteso taluni obblighi di informativa anche riguardo i contratti diversi da quelli a distanza e da quelli stipulati fuori dai locali commerciali e che la tutela è stata estesa anche ai contratti per la fornitura di acqua, gas e elettricità, fatta eccezione per l’ipotesi in cui siano messi in vendita in volume limitato o quantità determinata, teleriscaldamento e di contenuto digitale non fornito su supporto materiale;

5. strumenti di pagamento e comunicazione telefonica: è espressamente stabilito il divieto di imporre sovrattasse in relazione all’uso di determinati strumenti di pagamento (es. carte di credito) e per i servizi di assistenza telefonica.

 

Il D.Lgs. 21/2014 non ha previsto solo maggiori tutele per il consumatore ma anche più certezze per il professionista:

1. termini di consegna: la nuova disciplina, confermando l’obbligo per il professionista di effettuare la consegna della merce entro 30 giorni dalla conclusione del contratto, aggiunge che in caso di mancata consegna entro il predetto termine gravi sul consumatore l’onere di concedere al professionista un termine supplementare per la consegna, eccezion fatta per le ipotesi in cui il professionista si sia espressamente rifiutato di effettuare la prestazione o il termine sia indicato quale essenziale e/o risulti tale in base alle circostanze. In ogni caso, scaduto il termine di consegna essenziale o supplementare senza che la merce sia stata recapitata, il consumatore è legittimato a risolvere il contratto e richiedere il risarcimento dei danni mentre il professionista dovrà, senza ritardo, provvedere alla restituzione delle somme eventualmente ricevute. Con riferimento a tale aspetto, dunque, il legislatore ha anche ampliato i tempi concessi al professionista per la restituzione di eventuali acconti ricevuti che non sarà più di 30 giorni dalla conclusione del contratto ma dovrà avvenire, nel più breve tempo possibile, solo a seguito della risoluzione del medesimo da parte del consumatore.

2. obblighi di restituzione del consumatore: altra importante novità riguarda l’apposizione di un termine massimo per la restituzione della merce anche a carico del consumatore. La disciplina attuale, prevede unicamente l’ipotesi in cui sia pattiziamente determinato il termine di restituzione, con il limite di non porre un termine inferiore a dieci giorni dall’esercizio del diritto di recesso. La nuova disciplina, viceversa, dispone che il consumatore è tenuto alla restituzione dei beni entro 14 giorni dalla data in cui ha comunicato il recesso.

Infine, rispetto alla vigente normativa, cambia la soglia minima al disotto della quale non si applica la disciplina in questione in relazione ai contatti negoziati fuori dai locali commerciali che passa dai 26 Euro ai 50 Euro, fatta salva l’ipotesi del frazionamento di un contratto in una serie di transazioni con il medesimo consumatore che superi, complessivamente, l’importo di 50 Euro.

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