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Diffusione di musica all’interno di un albergo e di uno studio dentistico

autore:

Francesca Florio

La Corte di giustizia dell’Unione Europea, con due recentissime sentenze, pubblicate il 15 marzo 2012, ha stabilito, da una parte, che il gestore di un albergo, il quale mette a disposizione nelle camere dei clienti apparecchi televisivi e/o radio, cui invia un segnale di trasmissione, è tenuto al versamento di un’equa remunerazione in forza dell’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 2006/115, per la riproduzione del fonogramma, in aggiunta a quella versata dall’emittente radiofonica.
La Corte ha infatti affermato il principio secondo il quale il predetto soggetto albergatore debba considerarsi un «utente» che effettua un atto di «comunicazione al pubblico» di un fonogramma radiodiffuso, ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 2006/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale. 

Dall'altra parte, la Corte ha invece stabilito che la diffusione gratuita di fonogrammi effettuata all’interno di uno studio odontoiatrico privato non dà diritto alla percezione di un compenso in favore dei produttori fonografici.Secondo la Corte, invero, la nozione di «comunicazione al pubblico», ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 92/100, deve essere interpretata nel senso che essa non comprende la diffusione gratuita di fonogrammi effettuata all’interno di uno studio odontoiatrico privato, come quello di cui alla controversia principale, esercente attività economica di tipo libero-professionale, a beneficio della relativa clientela e da questa fruita indipendentemente da un proprio atto di volontà. Siffatta diffusione non dà pertanto diritto alla percezione di un compenso in favore dei produttori fonografici.
Clicca qui per leggere la Sentenza Corte di Giustizia UE C-162/10
Clicca qui per leggere la Sentenza Corte di Giustizia UE C-135/10
 

 

Commento
La sentenza in commento ha il pregio, al di là delle singole fattispecie esaminate, di offrire la nozione di “comunicazione al pubblico”, ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 92/100, precisando che rientra in tale ambito esclusivamente l’uso propriamente pubblico, con esclusione dei luoghi in cui si svolge un’attività tecnico-professionale.
Esprimiamo qualche perplessità sulla soluzione offerta perché la stessa sembra essere troppo legata all’individuazione del luogo di trasmissione e dell’attività svolta all’interno dello stesso, individuazione che appare non sempre riconducibile a criteri oggettivi. (F.F.)

 

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