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Digitalizzazione e l’accesso legale on line alle opere orfane

autore:

Francesca Florio

Il 27 ottobre scorso è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la direttiva 2012/28/UE del 25 ottobre 2012, volta a disciplinare determinati utilizzi di opere cd. “orfane”, al fine di conseguire gli obiettivi connessi alla loro missione di interesse pubblico. Tale direttiva si inserisce, invero, in un contesto storico in cui si mira a digitalizzare le opere musicali, letterarie e cinematografiche, in modo che quest’ultime possano essere accessibili ad un pubblico più ampio. Per raggiungere tale scopo, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea hanno risolto, introducendo una normativa ad hoc, l’annoso problema relativo alle opere cd. “orfane”, ovvero quelle opere i cui autori non sono identificabili o rintracciabili, rendendo impossibile l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie ai fini della relativa messa a disposizione.
Si delineano, qui di seguito, i punti chiave della nuova normativa:

I.  I soggetti a cui la direttiva è indirizzata.

La predetta direttiva disciplina l’utilizzo di opere “orfane” da parte di:

(i) biblioteche, istituti di istruzione e musei accessibili al pubblico;
(ii) archivi;
(iii) istituti depositari del patrimonio cinematografico o sonoro;
(iv) emittenti di servizio pubblico.

II. Le opere oggetto della disciplina introdotta dalla direttiva

La direttiva in questione si applica a:
(i) libri, riviste, quotidiani, rotocalchi o altre pubblicazioni conservate nelle collezioni dei soggetti di cui ai precedenti punti (i), (ii) e (iii) del precedente paragrafo I;
(ii) opere cinematografiche o audiovisive e fonogrammi conservate nelle collezioni dei soggetti di cui ai precedenti punti (i), (ii) e (iii) del precedente paragrafo I;
(iii) opere cinematografiche o audiovisive e fonogrammi prodotti da emittenti di servizio pubblico fino al 31 dicembre 2002, conservate nei loro archivi;
(iv) opere e fonogrammi appartenenti alle predette categorie che non siano mai stati pubblicati né trasmessi, ma che siano stati resi pubblicamente accessibili dalle organizzazioni di cui al precedente paragrafo I con il consenso dei titolari dei diritti, se è ragionevole presumere che quest’ultimi non si opporrebbero all’utilizzo delle opere e dei fonogrammi in questione;
(v) opere o altri contenuti protetti che siano inclusi, incorporati o che formino parte integrante delle opere e dei fonogrammi di cui ai precedenti punti del presente paragrafo II.
La direttiva si applica a tutte le opere e fonogrammi orfani che sono tutelati dalla legislazione degli Stati membri relativa al diritto d’autore il o successivamente al 29 ottobre 2014. La predetta normativa non si applica agli atti conclusi e ai diritti acquisiti prima del 29 ottobre 2014.

III. Cosa si intende per opere orfane.

L’opera cd. “orfana” è un’opera il cui titolare dei diritti non è stato identificato, o, se anche quest’ultimo sia stato individuato, non sia stato possibile rintracciarlo attraverso una ricerca diligente e registrata.
Qualora via sia più di un titolare dei diritti su un’opera o su un fonogramma e non tutti i titolari siano stati individuati oppure, anche quando siano stati individuati, non siano stati rintracciati in seguito a una ricerca diligente, l’opera o il fonogramma possono essere utilizzati in conformità della direttiva in questione, a condizione che i titolari dei diritti che sono stati identificati e rintracciati abbiano autorizzato, per quanto riguarda i diritti da loro detenuti, le organizzazioni di cui al precedente paragrafo I ad effettuare gli atti di riproduzione e di messa a disposizione del pubblico di cui al successivo paragrafo IV.
Le opere o i fonogrammi considerati orfani in uno Stato membro sono ritenuti tali in tutti gli altri Stati membri.
Lo status di opera “orfana” può venir meno in qualsiasi momento ad opera del titolare dei diritti. Qualora venga meno tale status, al titolare dei diritti di una determinata opera o di un altro contenuto protetto spetta un equo compenso per l’utilizzo che è stato fatto dalle organizzazioni di cui al precedente paragrafo I, nella misura che ciascun Stato membro stabilirà.

IV. Le utilizzazioni consentite

Ai sensi dell’art. 6 della direttiva in questione, i soggetti di cui al precedente paragrafo I possono:

(i) mettere a disposizione del pubblico l’opera “orfana” ai sensi dell’art. 3 della direttiva 2001/29/CE;

(ii) compiere atti di riproduzione dell’opera “orfana”, ai sensi dell’articolo 2 della direttiva 2001/29/CE, a fini di digitalizzazione, messa a disposizione, indicizzazione, catalogazione, conservazione o restauro.
Le organizzazioni di cui al precedente paragrafo I devono indicare in qualsiasi utilizzo dell’opera “orfana” il nome degli autori e degli altri titolari dei diritti individuati.

V. Recepimento

Gli Stati membri devono adottare disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva in questione entro il 29 ottobre 2014.

(F.F.)
Direttiva 2012/28/UE.pdf

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