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Società di gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi

autore:

Roberta Avarello

Si segnala la proposta di direttiva recentemente elaborata dall’Unione Europea nell’intento di garantire, nell’ambito del mercato unico, un’adeguata regolamentazione dell’attività esercitata dalle società di gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi, le c.d. “collecting societies”.
Si rammenta che le collecting societies gestiscono collettivamente, per conto dei soggetti che le medesime rappresentano, i diritti d’autore ed i diritti connessi delle opere protette, svolgendo un ruolo di intermediazione quanto alla concessione di licenze, la riscossione delle royalties e la relativa distribuzione in favore dei citati autori.
Ebbene, con riferimento alle opere musicali, la direttiva mira a migliorare i criteri di amministrazione e trasparenza adottati dalle collecting societies nell’esercizio della propria attività, affinché i soggetti per conto dei quali le medesime agiscono possano esercitarvi un più effettivo controllo.

La proposta di direttiva mira, altresì, a facilitare il rilascio, da parte delle collecting societies, delle licenze multi-territoriali per lo sfruttamento on line delle opere musicali.
Quanto al contenuto della proposta in esame, daremo conto, di seguito, di una sintesi dei punti più rilevanti del testo della proposta di direttiva in parola.
A tal proposito, si segnala come la stessa preveda una suddivisione in tre “titoli”, i primi due dei quali aventi ad oggetto, rispettivamente, previsioni generali in ordine a scopo e definizioni della medesima direttiva e regole di organizzazione e trasparenza a cui tutte le collecting societies dell’UE sarebbero tenute a conformarsi.
Il titolo secondo è, a sua volta, suddiviso in cinque capitoli che, dall’art. 4 all’art. 20 dettano, come accennato, regole generali di trasparenza con particolare riferimento all’organizzazione interna delle collecting societies, alla gestione finanziaria dalle stesse posta in essere, alla gestione dei diritti per conto di altre collecting societies, ai rapporti di queste ultime con gli utenti ed al regime di informazione dell’attività svolta nei confronti dei propri membri e delle altre società.
Quanto alla organizzazione interna delle collecting societies, il testo della proposta imporrebbe agli Stati membri di assicurare: a) che l’azione delle collecting societies venga posta in essere nell’interesse dei propri membri e senza imposizioni, nei confronti dei titolari dei diritti, di obbligazioni non strettamente necessarie per la protezione degli stessi; b) specifiche facoltà in favore dei titolari dei diritti, tra cui la facoltà di autorizzare le collecting societies in ordine alle scelte da effettuare quanto alla gestione dei diritti d’autore, nonché la possibilità di porre fine al mandato con congruo preavviso di 6 mesi; c) che l’eventuale rifiuto opposto da una collecitng societies ad una richiesta di partecipazione si basi su dei criteri oggettivi; d) che gli incontri tra i membri delle collecting societies si svolgano almeno una volta l’anno per decisioni relative alla politica ed alla distribuzione dei ricavi derivanti dallo sfruttamento delle opere; e) che le collecting societies svolgano una funzione di supervisione sui soggetti effettivamente responsabili della gestione dei diritti.
Con riferimento alle regole dettate relativamente alla gestione finanziaria delle collecting societies, gli artt. 10, 11 e 12 del citato titolo secondo stabiliscono, tra l’altro, che le collecting societies dovrebbero gestire separatamente i ricavi derivanti dallo sfruttamento dei diritti d’autore da altre entrate, e che le medesime collecting societies sarebbero tenute al pagamento regolare e senza ritardi degli importi dovuti ai titolari dei diritti, nonché alla specificazione delle deduzioni per management fees.
Quanto alla gestione dei diritti per conto di altre collecting societies, il testo della proposta in esame imporrebbe agli Stati Membri di assicurare che le medesime collecting societies non pongano in essere discriminazioni, in ordine alla applicazione di tariffe e condizioni, tra i propri membri e soggetti dei quali le stesse amministrino i diritti in forza di accordi di rappresentanza.
Riguardo ai rapporti con gli utenti, la direttiva imporrebbe alle collecting societies ed agli utenti di condurre le negoziazioni di licenze secondo buona fede, mediante l’applicazione di criteri oggettivi e conformemente al valore dei diritti di autore sul mercato.
Quanto infine al regime di informazione dell’attività svolta dalle collecting societies, la direttiva imporrebbe agli Stati Membri di assicurare, tra l’altro, trasparenza nell’informazione, nei confronti dei propri membri, degli importi raccolti e pagati sia in ordine allo sfruttamento dei diritti sulle opere protette che a management fees e deduzioni.
Dopo esserci soffermati sulle previsioni generali di cui ai primi due titoli della proposta di direttiva, si segnala adesso come il titolo terzo della stessa detti le condizioni che le collecting societies sarebbero tenute a rispettare nella concessione di licenze multi territoriali per lo sfruttamento on line di opere musicali.

In particolare, gli artt. 27-33 della direttiva imporrebbero agli Stati Membri di assicurare che le collecting societies: a) pongano in essere una elaborazione elettronica efficiente dei dati necessari per la concessione delle predette licenze, con riferimento alla identificazione del repertorio, al controllo del relativo uso nonché ai ricavi derivanti dallo sfruttamento on line delle opere protette e della relativa distribuzione tra i titolari dei diritti; b) garantiscano ai service provider, ai titolari dei diritti ed alle altre società la identificazione di tutte le opere musicali rappresentate; c) garantiscano ai titolari dei diritti ed alle altre società la possibilità di correggere dati inseriti nei data base che ritengano non essere corretti; d) controllino l’utilizzo, da parte dei service provider, delle opere rappresentate e coperte da licenze; e) paghino correttamente e senza ritardi gli importi dovuti ai titolari dei diritti.
Per concludere, si segnala come il titolo quarto della direttiva in esame, regolamenterebbe, tra l’altro, la risoluzione di eventuali controversie che dovessero sorgere tra le collecting societies, gli utenti, i titolari di diritti ed altre società in ordine alle condizioni di licenza, attribuendo la relativa competenza ad un’autorità designata dagli stessi Stati Membri, indipendente ed imparziale.
(R.A.)
Proposta di Direttiva 11.7.2012.pdf

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