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Imprese Sociali – Nuove modalità di iscrizione al registro imprese

Pubblicato il decreto interministeriale che disciplina le modalità di iscrizione delle imprese sociali nel registro delle imprese. Il decreto all’articolo 2 stabilisce come le imprese sociali, cosi come definite dal D.Lgs 112/17,  dovranno depositare presso l’ufficio del registro delle imprese competente, l’atto costitutivo e lo statuto ed ogni successiva modifica,  il bilancio di esercizio, il bilancio sociale ed ogni altro documento previsto dalla normativa vigente.

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Riforma del Terzo settore - Novità per imprese sociali ed ETS

Novità per imprese sociali ed ETS, a seguito dell’emanazione di due decreti che introducono delle previsioni integrative con riferimento al Codice del Terzo settore (D.Lgs 117/17) ed alla nuova disciplina dell’impresa sociale (D.Lgs 112/17).

Per quanto riguarda l’impresa sociale, fra le principali novità da segnalare l’introduzione di un limite temporale per l’impiego dei lavoratori “molto svantaggiati”, la possibilità per le ex IPAB  di acquisire la qualifica di impresa sociale,  l’inserimento di  alcune precisazioni in tema di società cooperative, ed in merito alla disciplina degli investimenti nel capitale.

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Con la legge di bilancio arrivano le “imprese culturali e creative”

Dopo un percorso iniziato nel 2015, con la legge di bilancio (legge 27 dicembre 2017 nr. 205) vengono ora introdotte nel nostro ordinamento leimprese culturali e creative”, una qualifica riservata alle imprese che hanno quale oggetto sociale l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali, intesi quali beni, servizi e opere dell’ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, alle arti applicate, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati.

A tali imprese viene inoltre riconosciuto un credito di imposta -  nel limite di 500.000 euro per l’anno 2018 e di un milione di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, fino ad esaurimento delle risorse disponibili -   nella misura del 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione dei propri prodotti e servizi. Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, spetta ora il compito di disciplinare la procedura per il riconoscimento di questa nuova qualifica.

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R&P Legal per il “Made in Italy”

Il 14 novembre si è ufficialmente costituito il Cluster Tecnologico Nazionale “Made in Italy”, un’associazione che annovera fra i propri fondatori le rappresentanze imprenditoriali del settore tessile/abbigliamento, degli accessori moda e dell’arredo, nonché le principali università italiane, il CNR, l’Enea ed i più importanti centri tecnologici di settore.

Si tratta di un’alleanza pubblico–privato, coordinata da SMI – Sistema Moda Italia, per far dialogare in modo più fluido e strutturato le università e il mondo della ricerca con le aziende delle filiere del “bello e ben fatto”.

Gli aspetti legali dell’operazione sono stati seguiti dallo Studio R&P Legal con un team composto dal partner Paolo Grandi e dagli associate Giuseppe Taffari ed Anna Daina.

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“Cascina Massetta”, un nuovo progetto per Agritorino

Una nuova sfida per Agritorino l’organizzazione senza scopo di lucro, presieduta dall’Avvocato Riccardo Rossotto, che raccoglie i principali attori dell'economia sociale torinese fra i quali Sermig, Cottolengo, Piazza dei Mestieri, Permicro, Enrichetta Alfieri Onlus, Congregazione dei Padri Somaschi, Salesiani: sviluppare un progetto di agricoltura sociale partendo dal territorio attraverso l’implementazione di un modello sostenibile ed inclusivo.

E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa che mira a trasformare la “Cascina Massetta” - concessa in comodato d'uso dall'Opera Pia Barolo - in un laboratorio di agricoltura sociale dove “il sociale viene prima e l'agricoltura è solo lo strumento attraverso cui garantire la sostenibilità dell'operazione e offrire un lavoro a chi altrimenti non lo troverebbe”, racconta a La Repubblica il coordinatore del progetto Paolo Guerci.

Lo scopo è quello di offrire ospitalità ed opportunità di lavoro a soggetti che vivono in condizioni di disagio, che a loro volta si impegnano a collaborare alle attività realizzate all’interno della cascina.
Il progetto sta dando dei risultati interessanti e l’obiettivo dei promotori è quello di diversificare ed incrementare le attività, al fine di realizzare un vero e proprio "incubatore di innovazione sociale”.

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Disciplina e promozione delle imprese culturali e creative

Approda alla Camera la proposta di legge sulla disciplina delle imprese culturali e creative (A.C. 2950-A). Il provvedimento mira a rafforzare e qualificare l'offerta culturale nazionale ed a promuovere, contestualmente, l'imprenditorialità e l'occupazione, mediante il sostegno alle imprese che operano in questo ambito.

E’ interessante notare come il legislatore si concentri principalmente sulla mission degli enti - che devono avere come oggetto sociale, l'ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all'audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei, nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegato - e non tanto sulla loro natura giuridica che potrà essere sia di matrice societaria, che non lucrativa. La norma mira ad introdurre anche delle facilitazioni volte all’utilizzo di beni demaniali dismessi, da destinare allo svolgimento delle attività istituzionali delle menzionate imprese.

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Il parere del Consiglio di Stato sullo schema del “Codice del Terzo settore”

Il Consiglio di Stato ha dato il via libera con osservazioni allo schema di decreto legislativo sul ‘Codice del terzo settore’.

Il Consiglio ha apprezzato le finalità di fondo del testo, che mira a conferire al fenomeno del non profit una disciplina autonoma e moderna, superando le limitazioni che caratterizzano la disciplina del Libro I del codice civile e assicurando una più ampia attuazione della Carta costituzionale. Il Consiglio ha valutato favorevolmente lo sforzo di conferire una disciplina organica al complesso fenomeno di «economia sociale», in un periodo storico nel quale ai fenomeni di government failure (inadeguatezza dell’intervento statale a causa della crisi fiscale) si accompagnano quelli di market failure (impossibilità per il mercato informato al sistema dei prezzi di soddisfare determinati interessi generali). Svariate le osservazioni puntuali svolte in relazione ai dodici Titoli in cui si raggruppano i 104 articoli del testo. Con specifico riferimento al “social bonus” il parere suggerisce di introdurre specifiche previsioni antielusive. Infine, si evidenzia l’importanza dell’attività di monitoraggio e di valutazione ex post dell’impatto della regolazione in esame.

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Approvata la legge sugli sprechi alimentari e farmaceutici

E’ entrata in vigore la legge nr. 166/16 recante “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di  prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà  sociale  e  per  la limitazione degli sprechi”.

Si tratta di un provvedimento finalizzato a ridurre gli  sprechi di prodotti alimentari e  farmaceutici, favorendone il recupero e la donazione in favore di enti pubblici ed organizzazioni private senza scopo di lucro. Fra gli obiettivi della legge anche quello di contribuire alla limitazione degli impatti negativi sull’ambiente mediante azioni volte a ridurre la produzione di rifiuti - promuovendo il riuso e il riciclo - e di supportare la realizzazione di attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione in questo ambito.

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