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Claudio Perrella

Claudio Perrella

Claudio Perrella assiste regolarmente clienti italiani e stranieri in materia di contrattualistica internazionale, diritto assicurativo, diritto marittimo e dei trasporti. Tra i clienti si annoverano numerose multinazionali e società quotate, alcune tra le principali compagnie assicurative italiane ed estere, broker di assicurazione, agenti, trading houses e primarie società del mondo logistico.

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Spese di resistenza, copertura assicurativa e clausola di gestione della lite - Il punto sulle ultime pronunce della giurisprudenza

di Claudio Perrella e Daniele D'Antonio

Secondo l’articolo 1917 del codice civile, nell’assicurazione contro la responsabilità civile le spese legali dell’assicurato sono a carico sono dell'assicuratore nei limiti del quarto della somma assicurata e, per l’eventuale eccedenza, si ripartiscono tra assicuratore e assicurato proporzionalmente al rispettivo interesse.

Alcune recenti decisioni della Cassazione permettono di fare il punto su una questione di notevole rilievo pratico, ossia il rimborso delle spese di resistenza da parte dell'assicuratore della responsabilità civile, nonché sui requisiti necessari per la operatività e validità di una pattuizione regolarmente presente nelle polizze di assicurazione adottate nel mercato italiano (ed in numerose altre giurisdizioni), ossia la cd. clausola di gestione della lite.

L’elaborato completo è disponibile qui: Download

Scelta degli Incoterms e riflessi sulla giurisdizione nel contratto di vendita internazionale

di Claudio Perrella e Alessandro Paci

Alcune recentissime decisioni della Cassazione offrono lo spunto per esaminare un tema ricorrente nei contratti di vendita internazionale.

Oggetto delle sentenze in particolare è la determinazione del luogo di consegna delle merci (ossia il luogo ove l’acquirente entra nella disponibilità giuridica dei beni), ed il riflesso che questo assume sulla determinazione del giudice avente giurisdizione in relazione ad eventuali contenziosi sorti tra acquirente e venditore.

Il tema è legato alla previsione contenuta all’art. 5 del Reg. CE 44/2001 (e nella equivalente previsione all’art. 7 n. 1) lett. b) del Reg. UE 1215/2012, entrato in vigore dal 10 gennaio 2015) che, in materia di compravendita internazionale di merci, stabiliscono che la parte  domiciliata nel territorio di uno Stato membro possa essere convenuta innanzi ai giudici di un altro Stato membro nel territorio del quale i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto.

Clausole claims made: il test della Cassazione al vaglio della giurisprudenza di merito

di Claudio Perrella e Daniele D'Antonio

Con la ormai nota pronuncia 22437 del 24 settembre 2018 le Sezioni Unite della Cassazione hanno delineato un nuovo test di “idoneità” della clausola claims made, al fine di valutare se nel caso specifico la pattuizione sia equilibrata.

Alcune recentissime decisioni della Suprema Corte hanno peraltro dato indicazioni in qualche modo divergenti dai parametri precedentemente indicati, e testimoniano come la questione non sia ancora definita.

Clausole vessatorie e poteri del giudice: quale rischio per l’impresa di subire modifiche alle clausole non impugnate dal consumatore?

Nei rapporti tra consumatore e impresa è quasi sempre l’imprenditore a determinare le condizioni del contratto. Nella prassi, quindi, le clausole contrattuali dettano spesso un regime di favore per l’impresa: basti pensare ai contratti predisposti per la clientela da banche, finanziarie o compagnie assicurative, ma anche dalle imprese nei settori automotive, shipping o aviation.

Per questa ragione occorre prestare attenzione al rispetto della normativa europea sulla vessatorietà delle clausole, attuata in Italia dal Codice del Consumo ed elaborata a favore del consumatore, dato che gli consente di impugnare le clausole che potrebbero apparire squilibrate ottenendo che siano invalidate ed eliminate dal contratto.

In tali ipotesi, il giudice potrebbe dunque disapplicare le clausole predisposte a favore dell’impresa (ad es. quelle in tema di modifiche del contratto e/o del prezzo, limitazione di responsabilità e/o di eccezioni, recesso, penali, ecc.). Ma fino a che punto?

Qual è il limite al potere del giudice di modificare il contratto? Può il Tribunale verificare la vessatorietà non solo della clausola impugnata dal consumatore, ma anche delle altre disposizioni contrattuali?

A tali interrogativi ha risposto la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) con la sentenza dell’11 marzo 2020, resa nella causa C511/17 relativa ad un contratto di mutuo ipotecario.

Le estensioni di copertura Additional Insured e Vendor’s Liability: questioni ricorrenti

Le coperture assicurative della responsabilità civile da prodotto inserite in programmi multinazionali,   o relative ai  rischi derivanti dalla esportazione in determinati mercati (tipicamente USA e Canada),  contengono spesso un meccanismo di estensione a favore di distributori e concessionari locali dell'assicurato o di altri soggetti che a vario titolo possono essere tenuti responsabili per la difettosità del prodotto.

Tale estensione viene tradizionalmente realizzata con un additional insured endorsement; quando viene data una copertura specifica per i rischi assunti da distributori e concessionari la clausola viene tradizionalmente definita “vendor’s liability endorsement”.

Di regola l’estensione è oggetto di richiesta specifica da parte della controparte contrattuale dell'assicurato, motivata dal fatto che il vendor normalmente non ha controllo sulla progettazione e realizzazione del prodotto, e la richuesta di risarcimento viene invece spesso indirizzata  solo nei confronti del distributore locale (anche perché può essere complesso per il reclamante  individuare e raggiungere il produttore  con sede all'estero).

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