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L’AGCM sanziona Poste Italiane per abuso di posizione dominante di natura escludente

I. Premessa
In data 15 gennaio 2018, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l’“Autorità” o l’“AGCM”) ha dato notizia dell’ingente sanzione (euro 23.126.057) irrogata, a conclusione del procedimento A493 - POSTE ITALIANE / PREZZI RECAPITO, a carico della società Poste Italiane S.p.A. (“Poste Italiane” o semplicemente la “Società”) per aver quest’ultima abusato, in violazione dell’art. 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (il “TFUE”), della propria posizione dominante nei mercati, intermedio e finale, del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria, ponendo in essere condotte che sono riconducibili ad un’unica strategia escludente nei confronti dei concorrenti sul mercato finale del recapito di tali invii.
Più in particolare, il procedimento in oggetto, originato da una denuncia presentata da Nexive(1), interessa il mercato postale del recapito della corrispondenza ordinaria inviata dalla clientela business (vale a dire, banche, assicurazioni, public utilities, compagnie telefoniche) ai propri clienti finali (ad es., invii di estratti conto o avvisi di scadenza, bollette).
A fronte dell’adozione del provvedimento sanzionatorio dell’AGCM, rimane, per la clientela business e per i concorrenti, la possibilità di agire, davanti ai giudici ordinari, per chiedere il risarcimento del danno sofferto a causa della condotta illecita di Poste Italiane.

II. Perché Poste Italiane è considerato operatore dominante?
Emerge dal provvedimento finale che l’Autorità ha definito come “dominante” la posizione detenuta da Poste Italiane nei mercati rilevanti (i.e., il mercato intermedio degli invii multipli di corrispondenza ordinaria e il mercato finale del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria).
Al fine di dimostrare tale dominanza, l’AGCM ha fatto riferimento alla circostanza per cui Poste Italiane, società pubblica e operatore verticalmente integrato, fornisce non solo la totalità dei servizi postali e finanziari in Italia, ma è altresì affidataria ex lege (fino al 2026) per l’erogazione del servizio postale universale(2). Con riferimento a tale ultimo aspetto, l’AGCM ha riscontrato l’esistenza di un monopolio di fatto(3) nell’erogazione dei servizi postali in gran parte delle aree extra-urbane (“AEU”), vale a dire quelle zone meno sviluppate e meno densamente popolate, dove i costi (e, quindi, di riflesso i prezzi) per l’erogazione dei servizi postali, sono più elevati (e, quindi, senza la sovvenzione statale, un’impresa non erogherebbe il servizio in quanto antieconomico).
Più in particolare, Poste Italiane è l’unico operatore nazionale a disporre di una rete postale capillarmente distribuita su tutto il territorio italiano. È, pertanto, essenziale, ai fini dello svolgimento dell’attività economica dei concorrenti di Poste Italiane, che questi ultimi possano accedere all’infrastruttura dell’incumbent (cioè, Poste Italiane).
A ciò va, inoltre, aggiunto che – sempre al fine di dimostrare la dominanza di Poste Italiane - l’incumbent detiene quote di mercato molto elevate, tali da superare, con una quota del 60% nel 2016, la soglia di attenzione stabilita dal diritto antitrust (e, cioè, il 40%(4)).

III. I servizi postali oggetto dell’istruttoria
L’Autorità ha analizzato i seguenti servizi postali:
(i) Posta Massiva, vale a dire quel servizio di Poste Italiane finalizzato al recapito di corrispondenza ordinaria e rientrante negli obblighi di servizio universale; e
(ii) posta certificata, cioè il servizio (ades., Posta Time di Poste Italiane o Formula Certa di Nexive) riguardante la corrispondenza ordinaria, che assicura al mittente, senza la necessità della firma del ricevente, diverse forme di certificazione dell’avvenuto recapito(5).
Secondo l’AGCM, entrambi i servizi, sebbene qualificabili come “prodotti” differenziati verticalmente, appartengono ad un unico mercato rilevante dal punto di vista merceologico.

IV. Il procedimento istruttorio e la condotta sanzionata
Come anticipato, l’AGCM ha avviato il procedimento in esame a seguito della segnalazione con cui Nexive denunciava che, nelle aree geografiche in cui non era presente con la propria rete di distribuzione postale (cioè, nelle AEU) e, in ragione di tale assenza, era costretta ad affidarsi a Poste Italiane per far recapitare la corrispondenza della propria clientela business o della clientela finale.
Al termine della complessa istruttoria svolta, l‘Autorità ha accertato che le condotte poste in essere da Poste Italiane costituiscono un’unica strategia abusiva di natura escludente, tale da consentire alla Società di offrire un servizio non replicabile dai concorrenti nel mercato finale del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria.
Più in particolare, le condotte abusive di Poste Italiane hanno riguardato:
(i) la compressione dei margini(6);
(ii) la non replicabilità tecnica; e
(iii) l’illiceità degli sconti e delle altre condizioni fidelizzanti applicati ai clienti finali. 

Nel dettaglio, la condotta sub (i) è stata ritenuta abusiva essendo risultata sempre negativa la differenza tra i prezzi praticati da Poste Italiane ai clienti finali per il servizio Posta Time e quelli praticati ai concorrenti per il servizio Posta Massiva nelle AEU. In altre parole, la Società ha applicato, nel mercato finale del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria (per i clienti finali), prezzi inferiori a quelli praticati nel mercato intermedio degli invii multipli di corrispondenza ordinaria (per i concorrenti).
Con riferimento alla condotta sub (ii), l’Autorità ha rilevato che Poste Italiane ha deliberatamente negato l’accesso ai concorrenti al servizio Posta Time, garantendo loro solamente l’erogazione del servizio Posta Massiva e, cioè, del servizio universale. Pertanto, i concorrenti, nell’ambito dell’offerta dei servizi proposti alla propria clientela finale nelle AEU, soffrono un gap tecnico e qualitativo non colmabile in nessun modo rispetto ai servizi più vantaggiosi offerti da Poste Italiane.
Da ultimo, in relazione alla condotta sub (iii), l’AGCM ha accertato l’illiceità della strategia di Poste Italiane che si è concretizzata nel cd. “Piano Bulk”, consistente nell’applicazione ai clienti business, nell’ambito dell’offerta del servizio Posta Time, di sconti fidelizzanti calcolati sui prezzi di listino, a condizione che questi ultimi riducano o azzerino i volumi, del medesimo servizio, affidati ai concorrenti della Società. Nello specifico, Poste Italiane, attraverso, inter alia, l’inserimento di clausole di esclusiva e sconti target, ha sfruttato abusivamente la propria posizione di dominanza con l’intento di escludere i propri concorrenti dal mercato in esame.

V. Conclusioni
La vicenda, oltre a destare attenzione dal punto di vista sostanziale, introduce il tema, qui ben più importante, della risarcibilità del danno antitrust accertato con provvedimento definitivo dell’Autorità.
A tal proposito, si ricorda che, a seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. 19 gennaio 2017, n. 3 (il “Decreto 3/2017”), che ha recepito la direttiva 2014/104/UE del 26 novembre 2014 in materia di risarcimento del danno per violazioni della normativa antitrust, è ora più agevole, per i danneggiati, promuovere un’azione davanti al giudice ordinario, al fine di chiedere il risarcimento dei danni sofferti.
In particolare, il Decreto 3/2017, inter alia, ha previsto che il giudice civile dovrà considerare definitivamente accertate le violazioni constatate da una decisione definitiva(7) dell’AGCM o da una sentenza del giudice del ricorso passata in giudicato.
Pertanto, laddove la Sua Società fosse interessata ad approfondire i temi in oggetto, restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.


Note

1 Nexive, controllata dalla società olandese PostNL N.V., offre un’ampia gamma di servizi postali (come, ad es., accettazione, trasporto, smistamento e recapito di pacchi ed invii di corrispondenza) e di servizi propedeutici e/o accessori (quali, ad es., stampa e imbustamento della corrispondenza, rendicontazione elettronica, gestione ed archiviazione di documenti).

2 Per servizio postale universale si intende l’insieme di servizi postali che Poste Italiane deve garantire a tutti gli utenti a prezzi accessibili e su tutto il territorio nazionale.

3 In considerazione del fatto che Poste Italiane è l’operatore storico nell’erogazione dei servizi postali in Italia, la Società gode di alcuni privilegi, come, ad es., l’esenzione IVA per tutto il servizio universale e fondi pubblici, fino ad un massimo di 262 milioni di euro, per la gestione della rete postale.

4 Cfr. Corte giust., sent. del 3 luglio 1991, caso C-62/86 – Azko / Commissione, pubblicata in Racc. [1991] p. I-3359.

5 Nell’ambito di tale servizio, Poste Italiane concorre con altri operatori postali dotati della relativa autorizzazione (ad es., Nexive e Fulmine).

6 Per un approfondimento sui profili antitrust di detta condotta, si rinvia a Corte giust., sent. del 14 ottobre 2010, caso C-280/08 – Deutsche Telekom / Commissione, pubblicata in Racc. [2010] p. I-09555; Cons. St., sez. VI, sent. del 15 maggio 2015, n. 2479.

7 Per decisione definitiva dell’AGCM si intende quella decisione non più soggetta ad impugnazione davanti al giudice del ricorso.


Avv. Riccarco Sciaudone e Avv. Eleonora Caravà

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Riccardo Sciaudone

Riccardo è esperto in diritto dell’Unione europea, diritto della concorrenza (nazionale ed europeo) e diritto internazionale. Si occupa anche di questioni legate al diritto della tutela dei dati personali.

Sito web: www.replegal.it/it/professionisti/tutti-i-soci/475-riccardo-sciaudone

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