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Danno da mancato consenso al trattamento sanitario: lo stato dell’arte tra pregiudizi risarcibili e oneri probatori

Il consenso del paziente costituisce imprescindibile presupposto di liceità di ogni atto compiuto in ambito sanitario. L’alleanza terapeutica che si instaura tra medico e paziente deve infatti necessariamente fondarsi sull’informazione al paziente e sulla sua preventiva e consapevole accettazione del trattamento terapeutico.

Ogni paziente ha il diritto di ricevere dettagliate informazioni sul proprio stato di salute, sulla natura, le caratteristiche e i possibili sviluppi delle terapie consigliate dal medico, sulle eventuali alternative terapeutiche, oltre che, ovviamente, sui rischi, anche solo eventuali, collegati al trattamento prospettato.

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Finanziamento soci nelle S.r.l. al tempo del Covid-19: opportunità e rischi

Il Decreto “Liquidità” ed il Decreto “Rilancio” hanno introdotto numerose misure d’emergenza che impattano sulle valutazioni dei soci di una PMI in merito all’opportunità di finanziare ovvero ricapitalizzare la propria società.

Innanzitutto, sino al 31 dicembre 2020, è sospeso l’obbligo di ricapitalizzazione della società (con l’alternativa della messa in liquidazione), in caso di riduzione del capitale per perdite (si tratta degli obblighi previsti dagli articoli 2446, 2447, 2482-bis del codice civile). Sino alla stessa data, anche i principi di redazione del bilancio (a cui fanno particolare attenzione le banche finanziatrici), potranno avvalersi di maggiore “flessibilità” nel dimostrare la prospettiva di continuità aziendale rispetto ai principi contabili ordinari.

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Decreto Rilancio - Rafforzamento patrimoniale imprese di medie dimensioni: un’altra occasione persa?

di Fabrizio Iliceto e Alfredo Della Bella

Con il Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34, c.d. “decreto rilancio” (il “Decreto”), art. 26 il Governo ha introdotto una serie di misure volte al rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni, che abbiano subito gravi perdite a seguito dell’emergenza COVID-19.

1) Credito d’Imposta per conferimenti in denaro

È riconosciuta una detrazione IRPEF e/o un credito di imposta IRES pari al 20% dell’investimento (utilizzabile a partire dalla dichiarazione dei redditi 2021, nonché in compensazione a partire a partire dal decimo giorno successivo alla medesima dichiarazione dei redditi), su un investimento massimo non eccedente Euro 2 milioni, a favore di soggetti IRPEF e/o IRES che effettuino conferimenti in denaro in:

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WEBINAR: Industria dei trasporti e fase 2 - Panorama attuale e prospettive di ripartenza

L’industria dei trasporti, come ogni altro segmento dell’economia, si accinge ad affrontare la c.d. “fase 2” della pandemia quale banco di prova per una ripartenza in cui si sperimenterà la tenuta di istituti giuridici di rado applicati per fronteggiare situazioni epidemiche quale quella in corso e che, dunque, imporrà soluzioni nuove. Alcuni esperti giuristi del Gruppo Trasporti ASLA esprimeranno le loro opinioni in proposito e risponderanno alle domande dei partecipanti.

L’avv. Maurizio Corain, partner di R&P Legal, parteciperà con un'intervento sul trasporto aereo.

Webinar gratuito a iscrizione obbligatoria, Venerdì 29 maggio 2020, dalle 16:00 alle 17:30.

Link per la registrazione: https://zoom.us/webinar/register/WN_xxtExkIzQrqZLtePwFukdQ

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WEBINAR “La valorizzazione e la protezione del know how – L’applicazione della tecnologia blockchain”

In questa fase di ripresa post emergenza sanitaria diventa decisivo valorizzare il patrimonio conoscitivo interno dell'impresa e quindi gli asset intangibili.

Questo processo di valorizzazione passa, innanzitutto, attraverso l'emersione e la definizione del know how, l'adozione degli strumenti utili per la sua protezione e infine l'estensione del suo sfruttamento, interno ed esterno, attraverso le più evolute forme di commercializzazione. Il tutto valendosi di strumenti tecnologici di supporto e di possibilità di tutela giudiziaria che consentono oggi di trasformare in asset tangibile il sapere aziendale.

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Il “Decreto Rilancio” e la “regolarizzazione” della manodopera migrante: un mezzo passo avanti

La diffusione del contagio da COVID-19 in Italia e le misure restrittive imposte a gran parte delle attività produttive, hanno rimesso al centro del dibattito politico l’annoso ed irrisolto tema del diffuso impiego di manodopera migrante, spesso irregolare e priva di tutele contrattuali in alcuni settori cruciali come l’agricoltura, l’assistenza alla persona e il lavoro domestico.

Tra gli elementi più dibattuti del nuovo “Decreto Rilancio” - decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020, contenente “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” – vanno annoverate proprio le disposizioni dell’art. 103 relative a ciò che impropriamente è stata definita una “regolarizzazione” o addirittura una “sanatoria” per la manodopera migrante irregolare in Italia. Si tratta senza dubbio di una svolta significativa per il contesto italiano, nel quale trovano ancora applicazione norme fortemente restrittive, tra cui la legge 30 luglio 2002, n. 189 (“Bossi-Fini”) e i due recenti Decreti Sicurezza a firma dell’ex Ministro dell’Interno Salvini. La portata dell’art. 103 va però ridimensionata e circoscritta. Si tratta infatti di un provvedimento assai limitato nel tempo, nei destinatari e probabilmente anche nell’efficacia.

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Decreto Rilancio: nuove ipotesi di reato per chi ottiene indebitamente l’erogazione del contributo a fondo perduto

Il D.L. n. 34 del 2020 (c.d. “Decreto Rilancio”) va ad incidere anche nel campo del diritto penale. In particolare, oltre a colmare un’inspiegabile lacuna relativa alla sospensione dei termini per proporre querela (cfr. art. 221), vengono introdotti, tra le altre cose, nuovi presidi di tutela penale volti a reprimere le indebite percezioni di erogazioni e sussidi pubblici, ossia il c.d. contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del decreto.

Tale ultima disposizione, prevede la possibilità, per i soggetti esercenti attività di impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, di ottenere un contributo a fondo perduto (non inferiore a euro 1.000 per le persone fisiche né a euro 2.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche) al sussistere di determinati requisiti. Tra questi requisiti, il primo riguarda l’ammontare del fatturato conseguito nel mese di aprile 2020, che deve essere inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile del 2019. 

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Il Garante si pronuncia sulla qualificazione soggettiva dell’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001 secondo la normativa privacy

di Luca Egitto e Letizia Catalano

Lo scorso 12 maggio il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso il suo parere sulla qualificazione soggettiva dell’Organismo di Vigilanza (“OdV”) affermando che l’OdV, in quanto parte dell’impresa, non sia qualificabile né come titolare né come responsabile al trattamento e che, ai fini dell’osservanza delle norme in materia di protezione dei dati, l’inquadramento soggettivo dell’OdV sia assorbito da quello dell’ente di cui l’OdV stesso è parte.

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