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Società con due soci al 50%: in caso di stallo il Tribunale nomina il liquidatore

Fondare una società con due soci al 50% ciascuno è una via che appare spesso “equilibrata” per avviare una nuova avventura imprenditoriale. I due soci si sentono “alla pari” ed è naturale dividere a metà il capitale, oltre che oneri ed onori della gestione aziendale. Tuttavia, se malauguratamente i due soci incorrono in un dissidio sulla gestione della società, il rischio di stallo è molto rilevante.  Per chi non è un operatore del diritto è facile ignorare che il codice civile stabilisce che l'impossibilità di funzionamento ed anche la continuata inattività dell'assemblea dei soci costituisce una automatica causa di scioglimento con conseguente messa in liquidazione della società. Ad esempio, situazioni di questo tipo si verificano se i soci non trovano un accordo sul contenuto della bozza di bilancio e l’assemblea non viene convocata per la approvazione ovvero, se convocata, i soci votano in contrasto tra loro e quindi non viene assunta una delibera valida. In casi simili, il Tribunale ha il potere di accertare lo scioglimento della società e nominare un liquidatore. Se, come capita non di rado, in tali contesti il liquidatore nominato scopre che la società non ha i fondi necessari a provvedere ai costi di liquidazione dovrà segnalare al Tribunale se la società sia sottoponibile a fallimento, come evidenziato recentemente dal Tribunale di Milano in una recente ordinanza.

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Licenziamento del Dirigente: termini di impugnativa solo per “nullità”

di Antonella Iaderosa e Federico Allavelli

Con sentenza n. 395 del 13 gennaio 2020, la Sezione Lavoro della Cassazione interviene sull’applicazione dell’art. 32, comma 2, L. 183/2010 nel caso di licenziamento del Dirigente, chiarendo il perimetro dell’estensione dei termini di impugnativa “a tutti i casi di invalidità del licenziamento”.

A tal fine, ripercorre per tappe l’evoluzione normativa in tema.

Il testo originario dell’art. 6 della L. 604/1966 prevedeva che il licenziamento dovesse essere impugnato, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione.

Tale regime era pacificamente ritenuto inapplicabile ai dirigenti in quanto si trattava di categoria di prestatori sottratta alle norme limitative dei licenziamenti individuali per espressa previsione della medesima normativa (art. 10).

Con l’introduzione dell’art. 32 della L. 183/2010, il Legislatore ha sostituito l’art. 6 della L. 604/1966, ribadendo, da un lato, il termine di 60 giorni per l’impugnativa stragiudiziale del licenziamento e, dall’altro lato, introducendo un ulteriore termine di 180 giorni per la proposizione del ricorso giurisdizionale, pena l’inefficacia dell’impugnativa stessa.

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L’importanza dell’adozione di policy aziendali in ambito privacy alla luce del recente provvedimento del Garante Privacy nei confronti di Eni gas e luce

di Chiara Agostini e Giacomo Pataracchia

Le policy privacy aziendali sono davvero utili per dimostrare il rispetto del GDPR?

Si, ma solo se sono efficaci ed effettivamente applicate in azienda.

Questa è la risposta che il Garante Privacy ha dato con il provvedimento 231/2019, con cui ha inflitto una sanzione amministrativa di 3 milioni di euro per l’illecito trattamento dei dati personali di clienti da parte di Eni gas e luce S.p.A..

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Bancarotta esclusa se il passivo del fallimento è solo verso l’Erario e gli Istituti di credito 

La Corte di Cassazione, in una sentenza depositata il 23 gennaio 2020, ha ritenuto che il semplice mancato pagamento di debiti erariali e verso le Banche non costituisce una condotta distrattiva fraudolenta.
Per la sussistenza del reato di bancarotta infatti, è necessario un ulteriore profilo fraudolento e pertanto non può essere rilevante penalmente, solo un mancato pagamento di circa 100.000 euro di tributi e di circa 70.000 di anticipazioni bancarie. 
Si trattava peraltro di un caso in cui il Tribunale di Napoli aveva assolto l’amministratore, mentre la Corte di Appello aveva ribaltato la decisione senza una motivazione rafforzata che confutasse specificatamente i più rilevanti argomenti della motivazione assolutoria della prima sentenza, e ciò in violazione dei principi stabiliti dalle Sezioni Unite del 17 luglio 2005.

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R&P LEGAL apre una nuova sede a Bologna

R&P Legal apre a Bologna con l’ingresso di quattro nuovi soci: Anna Masutti, Claudio Perrella, Alessio Totaro, Pietro Nisi.

Il nuovo gruppo di professionisti è formato da specialisti del diritto della navigazione, che hanno ampliato progressivamente la loro area di intervento professionale anche nell’ambito del diritto assicurativo e del commercio internazionale.

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Frodi finanziarie: via libera del Consiglio dei Ministri all’attuazione della direttiva PIF

Il 23 gennaio 2020, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva PIF (2017/1371), relativa alla lotta contro le frodi che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea. Secondo quanto si apprende dal comunicato stampa della seduta, tra le novità principali del decreto legislativo, è prevista, per i reati fiscali disciplinati dal d.lgs. 74/2000 che rivestano il requisito della “transnazionalità”, la possibilità di punire anche le ipotesi di delitto tentato (possibilità oggi preclusa dall’art. 6 d.lgs. 74/2000), se l’imposta IVA evasa non sia inferiore a 10 milioni di euro;

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Approvato il disegno di legge sull’ambush marketing in vista degli Europei di calcio 2020

Il 13/01/2020 è stato approvato in Consiglio dei Ministri lo schema di ddl per il contrasto alla pubblicità parassitaria (c.d. ambush marketing), ossia ad ogni forma di condotta avente la finalità di associare abusivamente l’immagine di un’impresa ad un evento per giovarsi dell’impatto mediatico e pubblicitario del medesimo in assenza di alcun contratto per la concessione dei diritti di sfruttamento pubblicitario stipulato con gli organizzatori.

Si tratta del terzo tentativo di disciplinare il fenomeno a livello normativo, prevalentemente dovuto all’imminente svolgimento a Roma di alcune partite degli Europei di calcio 2020, a seguito di due disegni di legge mai approvati dal Parlamento (Legge Lolli e Legge Idem, entrambi in materia di tutela dei segni distintivi delle società sportive) ed altrettante norme speciali approvate per le Olimpiadi di Torino 2006 e Expo Milano 2015 (in questo caso, tuttavia, il Governo non aveva mai esercitato la delega che gli era stata attribuita).

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