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Nicola Berardi

Nicola Berardi

Laureato con lode presso l’Università degli Studi di Torino, con tesi sugli aspetti societari relativi alle startup innovative, è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Torino dal gennaio 2019. Opera prevalentemente nel settore del diritto commerciale, con particolare riferimento al diritto della proprietà industriale e delle nuove tecnologie.

Website URL: http://www.replegal.it/it/professionisti/cerca-i-professionisti/405-nicola-berardi.html

La presenza di una fotografia in rete senza indicazione dell’autore non può far presumere che sia in pubblico dominio

L'oggetto della fotografia e le modalità in cui è stata realizzata, da un elicottero della Guardia di Finanza impegnato in una operazione di salvataggio, depongono per la sua inclusione nella categoria del reportage fotografico; né si evincono dalla stessa elementi di segno diverso, rivelatori della sua natura artistica, quali, indicativamente, la predisposizione dello scenario, l'impiego di modelli, la scelta di determinate particolari condizioni ambientali e metereologiche, la realizzazione di effetti particolari, in larga parte incompatibili con le circostanze in cui è stata eseguita. La partecipazione al World Press Photo non costituisce elemento di segno contrario, trattandosi, come dice il nome, di un concorso relativo a fotografie di carattere giornalistico”.

Con questa motivazione, le Sezioni Specializzate del Tribunale di Roma (sentenza n. 7659 del 26/05/2020) hanno negato il carattere di opera dell’ingegno ad uno scatto realizzato da un fotografo professionista nel 2014, durante un’operazione di salvataggio nel Canale di Sicilia, che rappresentava un barcone di migranti ripreso dall’alto.

UE e consumatori: Regolamento 2019/1150 su marketplace e servizi di intermediazione online

Nel corso del 2019, l’Unione Europea è intervenuta ripetutamente al fine di migliorare e modernizzare il quadro normativo relativo alla vendita / fornitura di prodotti / servizi ai consumatori, nonché per disciplinare alcuni rapporti B2B con impatto diretto sulla platea dei consumatori.

Tra i testi di maggior rilevanza, il Regolamento UE 2019/1150 “che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online” entrerà in vigore il 12/07/2020 introducendo una serie di obblighi in capo ai fornitori di servizi di intermediazione online (ad esempio, i marketplace) che consentano ad utenti commerciali (ossia, professionisti / imprenditori) di offrire beni o servizi ai consumatori attraverso una piattaforma digitale.

La somiglianza tra due brani musicali implica plagio evolutivo?

Con “plagio evolutivo” si intende un’ipotesi complessa di illecito autorale nel quale una distinzione solo formale tra le opere comparate implica che la nuova, “per quanto non sia pedissequamente imitativa o riproduttiva dell’originaria, per il tratto sostanzialmente rielaborativo dell’intervento eseguito su quest’ultima, si traduce non già in un’opera originale ed individuale, per quanto ispirata da quella preesistente, ma nell’abusiva e non autorizzata rielaborazione di quest’ultima” (Cass. civ. n. 14635 del 06/06/2018).

Applicando tale principio, la Corte d’Appello di Firenze, Sezione Specializzata in Materia d’Impresa (sentenza n. 362 del 11/02/2020), ha confermato la pronuncia con cui il Tribunale di Firenze aveva escluso che il brano di un noto cantante italiano costituisse plagio di una canzone rilasciata un anno prima da un autore che lamentava una sostanziale coincidenza di titolo, melodia, parole e idea ispiratrice.

La Corte di Giustizia definisce il perimetro dell’uso del marchio nel commercio da parte del privato che non eserciti attività commerciale

Con sentenza del 30/04/2020 (causa C-772/18), la Corte di Giustizia dell’Unione Europea è intervenuta su quattro questioni pregiudiziali con le quali il giudice del rinvio finlandese ha chiesto di chiarire se costituisca un “uso del marchio nel commercio” quello di un soggetto che – pur non esercitando un'attività commerciale a titolo professionale – riceva, immetta in libera pratica in uno Stato membro e conservi prodotti manifestamente non destinati all'uso privato, spediti al suo indirizzo da un Paese terzo e sui quali, senza il consenso del titolare, sia apposto un marchio.

Il caso riguarda una persona fisica che, ricevuta per conto terzi una spedizione di 710kg di cuscinetti a sfera ad uso industriale sui quali era apposto un marchio registrato altrui, aveva espletato lo sdoganamento e consegnato la merce al proprio mandante in cambio di una stecca di sigarette e una bottiglia di cognac. Assolto in sede penale dall’accusa di contraffazione, era stato tuttavia condannato al risarcimento del danno nonché all’inibitoria da ulteriori violazioni del marchio in questione.

Influencer e uso del marchio (rinomato) altrui: il Tribunale di Genova fissa i limiti

Con ordinanza del 04/02/2020, le Sezioni Specializzate del Tribunale di Genova hanno affrontato il caso di una nota casa di moda e del suo stilista di riferimento che avevano ripetutamente pubblicato sui rispettivi profili Instagram contenuti nei quali calzature e prodotti di abbigliamento venivano accostati ad auto di lusso (con i relativi marchi in primo piano). Il Tribunale ha rilevato che il posizionamento dei prodotti suggeriva nel consumatore l’esistenza di un (inesistente) rapporto tra il brand di abbigliamento e la casa automobilistica, con conseguente uso illecito del marchio di quest’ultima.

Marchi storici di interesse nazionale: domande aperte dal 16 aprile

Dopo l’introduzione avvenuta ad aprile 2019 e la definizione dei principali requisiti necessari per l’iscrizione nel registro speciale, il quadro normativo relativo ai “marchi storici” è stato completato dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 27/02/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 07/04/2020, che disciplina le modalità di deposito delle istanze.

La domanda di iscrizione al registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale dovrà essere presentata presso l’UIBM – esclusivamente in via telematica – a fronte del pagamento di un’imposta di bollo pari a Euro 15,00.

Coronavirus, e-commerce e social media: AGCM in campo a tutela dei consumatori

Con lo scoppio dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e l’applicazione di severe misure di quarantena, le vendite online hanno visto in Italia – a febbraio – un incremento dell’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un tasso di crescita probabilmente destinato ad aumentare per il mese di marzo quando il lockdown è diventato pressoché totale.

In questo contesto, sono aumentati proporzionalmente anche i rischi per i consumatori di imbattersi in pratiche commerciali ingannevoli o – più banalmente – di trovarsi costretti a pagare prezzi raddoppiati o triplicati per dispositivi medici e beni di prima necessità che, pochi giorni prima, erano facilmente reperibili a basso costo.

Dalla seconda metà di febbraio, nell’arco di meno di un mese, l’AGCM ha quindi riposto particolare attenzione nelle pratiche commerciali online connesse – direttamente o indirettamente – al Coronavirus, ed ha avuto modo di intervenire già 6 volte nei confronti di marketplace e portali di e-commerce.

AGCM e influencer marketing: l’importanza delle linee guida aziendali e le responsabilità delle agenzie pubblicitarie

1. Introduzione

Si è concluso senza sanzioni, come era già capitato nel procedimento pilota Alitalia-Ferretti, il procedimento avviato dall’AGCM nei confronti di Barilla e numerosi micro-influencer per violazione degli obblighi di trasparenza pubblicitaria.

Nel provvedimento adottato il 16/03/2020, l’AGCM è tornata a trattare l’influencer marketing (definito come una modalità di comunicazione consistente nella diffusione di contenuti su blog, vlog e social network da parte di blogger e influencer che mostrano sostegno o approvazione per determinati brand, generando un effetto pubblicitario) ribadendo la necessità – nel caso in cui sussista un rapporto di committenza tra il personaggio e il marchio – di rendere i consumatori consapevoli del fatto che si trovano di fronte ad un vero e proprio messaggio pubblicitario, e non di fronte ad un racconto spontaneo e disinteressato del vissuto quotidiano del personaggio di turno.

Marchi storici di interesse nazionale: pubblicato il decreto attuativo

Con Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 10/01/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24/02/2020, è stato istituito il logo del “Marchio storico di interesse nazionale” e sono stati chiariti i principali requisiti per l’iscrizione di un marchio nel relativo registro speciale.

La definizione di “marchi storici”, introdotta con il Decreto Crescita nell’aprile del 2019, comprende i “marchi d’impresa registrati per almeno cinquant’anni o per i quali sia davvero possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno cinquant’anni, utilizzati per la commercializzazione di prodotti o servizi realizzati in un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata al territorio nazionale”.

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