Call Us +39 011 55.84.111

Daniele Merighetti

Daniele Merighetti

Svolge prevalentemente attività di assistenza stragiudiziale e giudiziale nell’ambito delle materie di diritto civile, con particolare riferimento alla responsabilità contrattuale, alle locazioni ed alla tutela del consumatore.

Website URL: http://www.replegal.it/it/professionisti/cerca-i-professionisti/206-daniele-merighetti.html

Anche gli ex soci di una snc rispondono dei canoni di locazione non pagati dall’acquirente

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 15348 del 21.6.2017, ha stabilito che, in tema di locazione ad uso non abitativo, l’art. 36 della legge n. 392/1978 – che prevede la responsabilità sussidiaria del cedente dell’azienda, in caso di inadempimento del cessionario – si applica in via analogica anche al caso in cui il contratto di locazione venga trasferito, anziché mediante cessione o affitto di azienda, mediante la vendita integrale delle quote di una società di persone. Da ciò discende che gli ex soci cedenti restano obbligati nei confronti del locatore anche per i canoni maturati dopo la cessione. Ricorre, infatti, la necessità di assicurare al locatore, che non può opporsi al mutamento soggettivo del contratto, la conservazione della garanzia patrimoniale offerta dall’originaria controparte contrattuale.

Se i ladri entrano in un’abitazione utilizzando i ponteggi montati dall’appaltatore, il condominio non risponde dei danni

La III Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 15176 del 20 giugno 2017, ha escluso che, in caso di furto reso possibile dall’omessa adozione delle necessarie misure di sicurezza in relazione all’impalcatura di proprietà e/o installata, come nel caso in oggetto, dall’appaltatore per effettuare lavori nello stabile condominiale, possa automaticamente sussistere a carico del condominio committente una responsabilità, oggettiva o presunta, da ‘custodia’ della struttura, se il condominio ha semplicemente consentito l’installazione dell’impalcatura.

Potrà casomai sussistere a carico del condominio, se provata, una responsabilità ordinaria per colpa, in concorso con quella dell’appaltatore, per omissione degli obblighi di vigilanza sull’attività di quest’ultimo.

Spetta al venditore (e non al Notaio) l’obbligo di risarcire l’acquirente se l’immobile risulta non abitabile

La III Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 14618 del 13 giugno 2017, ha stabilito che deve escludersi la responsabilità del Notaio rogante della compravendita laddove l’immobile si riveli privo dell’abitabilità. Secondo la Suprema Corte, il dovere di consiglio, relativamente alle scelte tecnico giuridiche proprie della professione notarile, è certamente rilevante, ma non a tal punto da poter ipotizzare che il Notaio si possa sostituire ad un tecnico, con competenze ingegneristiche, per valutare autonomamente se l’immobile sia o meno abitabile. Va escluso, pertanto, che il Notaio abbia l’obbligo di accertare la veridicità di una qualità del bene non incidente sulla relativa commerciabilità. A rispondere del danno sarà unicamente il venditore.

Il Professionista risponde del danno cagionato all’azienda che non ha potuto incassare un finanziamento europeo per un suo errore

La III Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 14266 del 8 giugno 2017, ha stabilito che il professionista è tenuto a risarcire l’azienda sua cliente che, a causa di una comunicazione inoltrata con ritardo da parte del professionista medesimo, ha perso il diritto di incassare un finanziamento comunitario.

Secondo la Suprema Corte, avendo il professionista presentato, ancorché tardivamente, la domanda di ampliamento, egli era senz’altro consapevole dell’esistenza dei requisiti di legge per ottenere il beneficio.

Non può liquidarsi il danno da fermo tecnico del veicolo se non vi è prova del danno emergente o del lucro cessante

Con sentenza n. 13718 del 31 maggio 2017, la III sezione della Corte di Cassazione, con un repentino cambio del precedente orientamento, ha stabilito che il danno derivante dall’indisponibilità di un veicolo durante il tempo necessario per la riparazione, deve essere dimostrato da chi ne invoca il risarcimento, il quale deve provare la perdita subita dal suo patrimonio in conseguenza della spesa sostenuta per ottenere un mezzo sostitutivo (danno emergente) oppure il mancato guadagno derivante dalla rinuncia forzata ai proventi che avrebbe conseguito con l’uso del veicolo (lucro cessante).

La nozione di danno in re ipsa, precedentemente applicabile al danno da fermo tecnico secondo l’orientamento più risalente, deve considerarsi estranea al nostro ordinamento.

Il criterio di liquidazione equitativa del danno biologico previsto dal codice delle assicurazioni non si applica ai risarcimenti derivanti da aggressioni fisiche

Con ordinanza n. 12787 del 22.5.2017, la Corte di Cassazione ha stabilito che i criteri di liquidazione del danno biologico previsti dall’art. 139 del codice delle assicurazioni, per il caso di danni derivanti da sinistro stradale, costituiscono oggetto di una previsione eccezionale, e come tale del tutto insuscettibile di applicazione analogica nel caso di danni non derivanti da sinistri stradali.

Pertanto, non si potrà far riferimento al criterio di liquidazione equitativa, previsto appunto nel codice delle assicurazioni, per il risarcimento dei danni derivanti ad un soggetto che ha subito un’aggressione fisica. Bisognerà, in tale caso, procedere a una “personalizzazione” di tutti i profili del danno non patrimoniale subito.

Il Notaio risarcisce il cliente se non lo avverte della scadenza triennale della trascrizione del contratto preliminare

Con sentenza n. 12484 del 18.5.2017, la Corte di Cassazione ha stabilito che il Notaio, incaricato della redazione ed autenticazione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare, non può limitarsi a procedere al mero accertamento della volontà delle parti e a sovrintendere alla compilazione dell’atto.

Egli deve occuparsi anche dell’attività necessaria ad assicurare la serietà e la certezza degli effetti tipici dell’atto e del risultato perseguito dalle parti.

Nel caso di specie, avendo le parti pattuito un termine particolarmente lungo tra la stipula del contratto preliminare e quella dell’atto definitivo, il Notaio aveva il dovere di avvertire che gli effetti della trascrizione del preliminare cessano qualora entro tre anni non sia eseguita la trascrizione del contratto definitivo.

Il curatore della s.p.a. fallita non ha diritto ad agire per il risarcimento dei danni da parte della banca che ha abusivamente concesso il credito

Con sentenza n. 11798 del 12.5.2017, la III sezione civile della Corte di Cassazione ribalta la pronuncia n. 9983/2017 della I sezione di poche settimane orsono, creando un contrasto di giudicati.

Secondo i Giudici della III sezione, infatti, il curatore fallimentare non è legittimato a proporre, nei confronti della banca, l’azione da illecito aquiliano per il risarcimento dei danni causati ai creditori dall’abusiva concessione del credito, diretta a mantenere artificiosamente in vita un’impresa decotta, suscitando così la falsa impressione che si tratti di impresa economicamente valida.

Ciò in quanto la legittimazione del curatore ad agire in rappresentanza dei creditori è limitata alle azioni di massa finalizzate alla ricostituzione del patrimonio del debitore nella sua funzione di garanzia generica.

Il conduttore che recede anticipatamente è comunque tenuto al pagamento dei canoni di locazione semestrali, al di là di quando rilascia effettivamente l’immobile

Con sentenza n. 11778 del 12 maggio 2017, la sezione III della Corte di Cassazione ha stabilito che nel caso di recesso del conduttore ex art. 27, ultimo comma, della Legge n. 392/1978, l’effetto risolutivo della locazione si produce al momento del compimento del periodo di preavviso, cosicché i canoni devono essere corrisposti sino alla scadenza del termine semestrale, indipendentemente dal momento di materiale rilascio dell’immobile.

Il conduttore potrà evitare il pagamento delle sei mensilità solo nel caso in cui risulti che il locatore abbia accettato la restituzione anticipata dell’immobile con rinuncia al preavviso minimo e ai relativi canoni di locazione.

Nulla la clausola “claim’s made” che prevede la copertura assicurativa al paziente solo se la richiesta di risarcimento giunge prima della scadenza della polizza

Con sentenza n. 10506 del 28.4.2017, la sezione III della Corte di Cassazione ha stabilito che è da ritenersi nulla la cosiddetta clausola “claim’s made”, inserita in un contratto di assicurazione della responsabilità civile stipulato da un’azienda ospedaliera, per effetto della quale la copertura è prestata solo se, tanto il danno causato dall’assicurato, quanto la richiesta di risarcimento formulata dal terzo, avvengano nel periodo di durata dell’assicurazione. Ciò poiché, secondo la Suprema Corte, tale clausola costituisce un patto atipico non meritevole di tutela ai sensi dell’art. 1322, comma II, c.c. Esso, infatti, realizzerebbe un ingiusto e sproporzionato vantaggio dell’assicuratore, poiché alcune patologie postume sono silenti ed evidenti solo a distanza di tempo.

Turin
R&P Legal
Via Amedeo Avogadro, 26
10121, Torino - Italy
Milan
R&P Legal
Piazzale Luigi Cadorna, 4
20123, Milano - Italy
Rome
R&P Legal
Via Emilia, 86/90
00187, Roma - Italy
Busto Arsizio
R&P Legal
Via Goito, 14
21052, Busto Arsizio (VA) - Italy
Aosta
R&P Legal
Via Croce di Città, 44
11100, Aosta - Italy
Bergamo
R&P Legal
Viale Vittorio Emanuele II, 12
24121, Bergamo - Italy