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Daniele Merighetti

Daniele Merighetti

Svolge prevalentemente attività di assistenza stragiudiziale e giudiziale nell’ambito delle materie di diritto civile, con particolare riferimento alla responsabilità contrattuale, alle locazioni ed alla tutela del consumatore.

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Va revocata la compravendita sotto costo di un immobile di pregio anche se l’acquirente si accolla l’intero mutuo

La VI sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 5860 del 12.3.2018, ha stabilito che la vendita sotto costo di un immobile di pregio, fatta dal fideiussore, è soggetta a revocatoria ordinaria anche nel caso in cui l’acquirente si sia accollato l’intero mutuo esistente.

Il locatore non risarcisce i vicini di casa per il disturbo creato dal conduttore

La VI sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 4908 del 1.3.2018, ha stabilito che il proprietario di un immobile, concesso in locazione, non risponde dei danni provocati dal conduttore in conseguenza di immissioni sonore intollerabili, a meno che non si accerti, in concreto, che, al momento della stipula del contratto di locazione, il proprietario potesse prefigurarsi, impiegando la diligenza di cui all’art. 1176 c.c., che il conduttore avrebbe recato certamente danni a terzi con la propria attività.

Va risarcito il danno esistenziale del figlio non riconosciuto dal padre

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 4208 del 21.2.2018, ha stabilito che deve essere riconosciuto il risarcimento del danno esistenziale subito dal figlio in conseguenza del mancato riconoscimento da parte del padre, laddove la violazione dei doveri di mantenimento, istruzione ed educazione dei genitori verso la prole, a causa del disinteresse mostrato nei confronti dei figli per lunghi anni, ben può integrare gli estremi dell’illecito civile, cagionando la lesione di diritti costituzionalmente protetti, e dar luogo ad un’autonoma azione dei medesimi figli volta al risarcimento dei danni non patrimoniali.

Anche il padre deve essere risarcito per la nascita indesiderata di un figlio

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2675 del 5.2.2018, ha stabilito, in tema di responsabilità del medico per erronea diagnosi concernente il feto e la conseguente nascita indesiderata, che il risarcimento dei danni che costituiscono effetto immediato e diretto dell’inadempimento della struttura sanitaria all’obbligazione contrattuale spetta non solo alla madre ma anche al padre, atteso il complesso di diritti e doveri che si incentrano sulla procreazione cosciente e responsabile. Agli effetti negativi della condotta del medico e alla responsabilità della struttura in cui egli opera, non può ritenersi estraneo il padre, il quale deve essere considerato tra i “soggetti protetti”, con il correlato diritto al ristoro dei danni, tra i quali il pregiudizio patrimoniale per il dovere di mantenimento dei figli.

Non si può escludere il danno patrimoniale per il solo fatto che la vittima del sinistro può svolgere attività che non necessitano di integrità psico-fisica assoluta

La Corte di Cassazione Sez. III, con la sentenza n. 2348 del 31 gennaio 2018, ha stabilito che non si può escludere, in partenza, il danno patrimoniale per il sol fatto che al danneggiato nel sinistro stradale sarebbe data la possibilità di svolgere attività che non richiedono un’assoluta integrità psico-fisica.

Va compiuto, infatti, l’accertamento presuntivo in ordine alla riduzione della perdita di guadagno nella sua proiezione futura, imposto dall’entità dei postumi, anche in termini di perdita di chance.

Nel caso di specie, l’invalidità grave non consente al danneggiato di attendere all’occupazione che aveva al momento del sinistro e ad altre confacenti alle sue attitudini e condizioni personali e ambientali, circostanza che integra un pregiudizio patrimoniale da perdita di chance.

Il venditore deve restituire il prezzo se la cessione di un terreno gravato da usi civici viene dichiarata nulla

La Corte di Cassazione Sez. II, con la sentenza n. 1534 del 22.1.2018, ha stabilito che la nullità della cessione di un terreno gravato da usi civici, peraltro anche rilevabile d’ufficio dal Giudice, obbliga il venditore a restituire il prezzo.  Inoltre l’intervenuta transazione con il Comune, sottoscritta dal compratore, non ostacola l’operatività dell’evizione nei rapporti tra privati. Si tratta, dunque, secondo la Suprema Corte di nullità assoluta ed insanabile. Pertanto, poiché il compratore aveva perso la disponibilità del bene immobile, occorre ripristinare la situazione patrimoniale dell’acquirente con la restituzione del prezzo, a suo tempo versato.

Il danno relazionale va risarcito per la lesione di ogni diritto garantito dalla Costituzione

La Corte di Cassazione, con un’articolata sentenza n. 901 del 17.1.2018, ha stabilito che il danno relazionale, inteso come significativa alterazione della vita quotidiana, è conseguenza omogenea di qualsiasi lesione di un diritto a copertura costituzionale, sia esso il diritto alla salute, sia esso altro diritto tutelato dalla Carta fondamentale.

Si deve ritenere che, se le tabelle del danno biologico offrono un indice standard di liquidazione, l’eventuale aumento percentuale sino al 30 per cento sarà funzione della dimostrata peculiarità del caso concreto in relazione al vulnus arrecato alla vita di relazione del soggetto, mentre altra e diversa indagine andrà compiuta in relazione alla patita sofferenza interiore, senza peraltro che alcun automatismo risarcitorio sia pregiudicabile.

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