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Daniele Merighetti

Daniele Merighetti

Svolge prevalentemente attività di assistenza stragiudiziale e giudiziale nell’ambito delle materie di diritto civile, con particolare riferimento alla responsabilità contrattuale, alle locazioni ed alla tutela del consumatore.

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L’avvocato non risarcisce il cliente se circostanze esterne ritardano il recupero del credito del suo assistito

La Sezione III della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8516 del 6 maggio 2020, ha stabilito che l’avvocato non è tenuto a risarcire il proprio cliente, qualora circostanze esterne abbiano ritardato il recupero del credito dell’assistito.

Nel caso in oggetto, secondo la Suprema Corte, la mancata concessione di un sequestro conservativo e l’attesa per tornare in possesso degli assegni protestati per incardinare un procedimento monitorio non possono essere imputati al legale.

Il carrozziere deve convenire in giudizio anche il proprietario del veicolo responsabile del sinistro

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6406 del 6 marzo 2020, ha stabilito che il carrozziere, cessionario del credito, che ripara il veicolo danneggiato, non può convenire in giudizio solo l’assicurazione del danneggiante ma anche il proprietario o comunque il conducente.

Secondo la Suprema Corte, in materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli, nella procedura di risarcimento diretto di cui all’art. 149 del D. Lgs n. 209 del 2005, promossa dal danneggiato nei confronti del proprio assicuratore, sussiste litisconsorzio necessario rispetto al danneggiante responsabile, analogamente a quanto previsto dall’art 144, comma III, del medesimo decreto.

Il notaio che omette di iscrivere l’ipoteca è tenuto al risarcimento del danno

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4686 del 21 febbraio 2020, ha stabilito che il Notaio, il quale non iscrive l’ipoteca, è tenuto al risarcimento del danno, in quanto tale comportamento pregiudica la qualità di creditore del cliente.

A nulla rileva il fatto che al professionista non sia stato versato l’onorario, allorquando emerge che l’ostacolo per l’espletamento dell’incarico era legato solo all’anticipazione delle spese.

Azione diretta contro l’assicurazione anche se l’auto ha targa straniera

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1161 del 21 gennaio 2020, in tema di risarcimento del danno da incidente stradale, ha stabilito che la persona trasportata può avvalersi dell’azione diretta nei confronti dell’impresa di assicurazioni del veicolo, sul quale viaggiava al momento del sinistro, anche se quest’ultimo sia stato determinato da uno scontro in cui è rimasto coinvolto un veicolo assicurato con una compagnia che non ha aderito alla Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto CARD.

Ciò in quanto l’art. 141 del D. Lgs n. 206/05, di derivazione comunitaria, assegna una garanzia diretta alle vittime dei sinistri stradali in un’ottica di tutela sociale che fa traslare il “rischio di causa” del terzo trasportato, vittima del sinistro, sull’assicurazione del trasportante.

Secondo i supremi Giudici, l’esatta interpretazione delle direttive europee in materia di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione di autoveicoli deve condurre a privilegiare la posizione del terzo trasportato, in conformità al principio solidaristico “vulneratus ante omnia reficiendus”, con l’unico limite del terzo consapevole della circolazione illegale del mezzo.

I famigliari del paziente vanno risarciti anche in caso di invalidità soltanto parziale

La terza Sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28220 del 4 novembre 2019, ha stabilito che l’ospedale e il medico, ritenuti responsabili per la mancata diagnosi della patologia, devono essere condannati a risarcire il danno non patrimoniale ai congiunti del paziente sia per il dolore dovuto alla menomazione subita dal malato sia per il mutamento peggiorativo delle loro abitudini di vita, necessario per prestare l’assistenza dovuta.

Il rispetto delle distanze vale anche se i fabbricati sono obliqui

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24471 del 1 ottobre 2019, ha stabilito che il rispetto delle distanze tra costruzioni che si fronteggiano vale anche se i fabbricati hanno andamento obliquo.

Secondo la Suprema Corte, infatti, l’obbligo di edificare a una certa distanza dal confine deve comunque essere interpretato in applicazione del principio di prevenzione.

Tutti i condomini devono risarcire i danni da infiltrazioni nei box sotto il cortile

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14511 del 28 maggio 2019, ha stabilito che, in materia di condominio, qualora si debba procedere alla riparazione del cortile o viale d’accesso all’edificio condominiale, che funga anche da copertura per i locali sotterranei di proprietà esclusiva del singolo condomino, ai fini della ripartizione delle relative spese non si può ricorrere ai criteri previsti dall’art. 1126 c.c.,

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