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Maria Grazia Passerini

Maria Grazia Passerini

Si occupa prevalentemente di diritto civile, in particolare, di diritto di famiglia e recupero crediti.

Website URL: http://www.replegal.it/it/professionisti/tutti-i-collaboratori/207-maria-grazia-passerini.html

Deve essere rispettata la volontà della figlia minore di non voler incontrare il padre.

Secondo la Corte di Cassazione deve essere tenuta in considerazione la chiara indisponibilità della minore ad un progetto di riavvicinamento con il padre, da tempo divorziato dalla madre.

La figlia quindicenne, infatti, aveva chiaramente espresso di essersi sentita “ferita dalla poca attenzione dedicatale dal padre che, in questi anni, si è limitato a mandarle alcuni sms e a farle sporadiche telefonate” ritenendo, altresì, in modo lucido, che un riavvicinamento con il padre potesse avvenire solamente “su basi spontanee e non perché dettato da tribunali e servizi sociali” quale dimostrazione di un “interesse sincero” nei suoi confronti.

Secondo la Suprema Corte, in presenza di un tale contesto, non possono essere forzati gli incontri con il padre che restano, pertanto, interrotti, in un’ottica di forte valorizzazione della capacità di autodeterminazione della minore e di effettiva tutela del suo interesse.

False dichiarazioni all’Ufficiale Giudiziario nel corso del pignoramento

Qualora l’Ufficiale Giudiziario, recatosi presso il debitore, non rinvenga beni pignorabili oppure rinvenga beni insufficienti per la soddisfazione del credito, invita il debitore ad indicare beni utilmente pignorabili, dandone atto a verbale.

Nel caso di specie, il debitore ha dichiarato falsamente di non possedere beni pignorabili, ritenendo erroneamente che la pensione (percepita nella misura di euro 2.685,02 mensili) non potesse essere sottoposta a pignoramento.

La Corte di Cassazione ha ritenuto che tale comportamento configuri una violazione dell’art. 388, comma VI, codice penale: l’ignoranza o l’errore del debitore sulla pignorabilità della pensione si traduce in una ignoranza o errore sulla legge penale, che non può essere trovare giustificazione, con ogni conseguente responsabilità penale.

Riduzione del contributo al mantenimento se l’ex coniuge costituisce una nuova famiglia

La formazione di un nuovo nucleo familiare da parte dell’ex coniuge e la nascita di figli dal nuovo partner non determinano il venire meno dei doveri genitoriali nei confronti dei figli nati dal primo matrimonio, ma comportano l’insorgere di nuovi oneri economici a cui far fronte. E’ pacifico, infatti, che la formazione di una nuova famiglia - espressione di un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e dall’ordinamento sovranazionale – rappresenta una circostanza sopravvenuta idonea a causare una riduzione del contributo al mantenimento dei figli nati dalla prima unione. Il giudice dovrà valutare, in concreto, se sussistono le condizioni per ridurre il contributo al mantenimento spettante ai figli nati in precedenza, rispetto a quanto determinato nella separazione o nel divorzio.

Relazione extraconiugale preesistente all’allontanamento dalla casa coniugale: addebito

L’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale, se provata, fa presumere che sia stata causa della rottura coniugale.  Ne consegue che la parte che l’ha dimostrata in giudizio non deve fornire alcuna altra prova; al contrario, l’altro coniuge deve provare che la crisi matrimoniale era preesistente rispetto all’accertata infedeltà. Solo in tal caso, sarà escluso l’addebito a suo carico.

Nel caso di specie, poiché è risultato pacifico che la relazione extraconiugale fosse già in corso prima dell’allontanamento del marito dalla casa coniugale e poiché da quest’ultimo non è stata offerta nessuna ulteriore prova, si è presunto che l’infedeltà fosse stata la causa dell’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, con conseguente addebito a carico del marito.

Stepchild adoption: la Corte di Cassazione riconosce la possibilità di adottare il figlio del partner nelle coppie omosessuali. Famiglia e successioni

L’adozione del minore, proposta dalla partner della madre biologica, secondo la Suprema Corte rientra nell’ambito dei “casi particolari” di adozione, così come individuati dall’art. 44, comma 1 della Legge n. 184/1983. Ciò che rileva ai fini dell’adozione è che si realizzi il preminente interesse del minore, cioè quel “best interest” a cui si è ispirata la Giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani nell’ultimo decennio. Pertanto, “l’esame dei requisiti e delle condizioni imposte dalla legge (..) non può essere svolto – neanche indirettamente – dando rilievo all’orientamento sessuale del richiedente e alla conseguente natura della relazione da questo stabilita con il proprio partner”.

Assegnazione parziale della casa coniugale

Il giudice della separazione può disporre l’assegnazione parziale della casa coniugale al genitore presso il quale sono collocati i figli minori. Ciò è possibile nel caso in cui sia stato accertato che tra i coniugi vi è un “lieve grado di conflittualità”. In tal caso, il genitore non collocatario potrà, a sua volta, vedersi assegnata la restante parte di casa coniugale, ove continuare ad abitare. In ogni caso, secondo la Corte di Cassazione, tale soluzione è percorribile a condizione che “agevoli in concreto la condivisione della genitorialità e la conservazione dell’habitat domestico dei figli minori”, a garanzia della tutela del superiore benessere del minore.

Approvata la legge sulle unioni civili e la disciplina delle convivenze di fatto.

La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”.

La legge introduce nel nostro ordinamento l'istituto dell'unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale e disciplina le convivenze di fatto.

Decreto Legge 29 aprile 2016: Misure a sostegno delle imprese e di accelerazione del recupero crediti

Misure a sostegno delle imprese e di accelerazione del recupero crediti nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 aprile 2016. Previste novità in materia di:

  • pegno non possessorio;
  • patto marciano nei nuovi contratti di finanziamento;
  • riduzione dei tempi nelle procedure di recupero crediti;
  • modifiche alla legge fallimentare;
  • introduzione del registro digitale delle procedure esecutive e fallimentari.

Si legge nel comunicato stampa: “vengono adottati termini più brevi per la facoltà dei debitori di fare opposizione agli atti dell'esecuzione, il giudice deve disporre la provvisoria esecuzione di un decreto ingiuntivo per le somme non contestate, anche in presenza di una opposizione del debitore”.

Tradimento pubblico su facebook: addebito della separazione

Deve essere pronunciata la separazione con addebito a carico del marito che ha manifestato pubblicamente su facebook il proprio legame sentimentale con una donna diversa dalla moglie. La pubblica dichiarazione d’amore è un’offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge e costituisce una violazione del dovere di fedeltà coniugale. Nel caso di specie, la moglie ha provato sia documentalmente (con foto) sia tramite testimoni l’instaurazione, nel corso del matrimonio, della relazione extraconiugale del marito, ostentata sul social network. Risulta, pertanto, assolto l’onere di provare sia la contrarietà del comportamento ai doveri che derivano dal matrimonio, sia l’impossibilità di prosecuzione della vita matrimoniale a causa di tali comportamenti.

Lettere di scuse ed autocritica sulla fine del matrimonio: non rilevano ai fini dell’addebito

Che valore può rivestire in giudizio l’autocritica compiuta dal coniuge sulla fine del rapporto coniugale? La Corte di Cassazione, nuovamente chiamata a pronunciarsi sulle condizioni per disporre l’addebito della separazione, chiarisce che, sebbene il coniuge, con lettere scritte indirizzate all’altro, si sia attribuito la responsabilità della fine del matrimonio, ciò non è vincolante per il Giudice. Infatti, è il Tribunale che può stabilire se il coniuge sia effettivamente venuto meno ai doveri nascenti dal vincolo coniugale e se ciò abbia determinato l’impossibilità di prosecuzione della vita matrimoniale. Le lettere di scuse, semmai, possono essere mera espressione “di una libertà fondamentale quale quella di autodeterminarsi nella conduzione della propria vita familiare e personale” caratterizzata per tutti da “luci ed ombre”.

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