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Maria Grazia Passerini

Maria Grazia Passerini

Si occupa prevalentemente di diritto civile, in particolare, di diritto di famiglia e recupero crediti.

Website URL: http://www.replegal.it/it/professionisti/tutti-i-collaboratori/207-maria-grazia-passerini.html

Riduzione del contributo al mantenimento se l’ex coniuge costituisce una nuova famiglia

La formazione di un nuovo nucleo familiare da parte dell’ex coniuge e la nascita di figli dal nuovo partner non determinano il venire meno dei doveri genitoriali nei confronti dei figli nati dal primo matrimonio, ma comportano l’insorgere di nuovi oneri economici a cui far fronte. E’ pacifico, infatti, che la formazione di una nuova famiglia - espressione di un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e dall’ordinamento sovranazionale – rappresenta una circostanza sopravvenuta idonea a causare una riduzione del contributo al mantenimento dei figli nati dalla prima unione. Il giudice dovrà valutare, in concreto, se sussistono le condizioni per ridurre il contributo al mantenimento spettante ai figli nati in precedenza, rispetto a quanto determinato nella separazione o nel divorzio.

Relazione extraconiugale preesistente all’allontanamento dalla casa coniugale: addebito

L’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale, se provata, fa presumere che sia stata causa della rottura coniugale.  Ne consegue che la parte che l’ha dimostrata in giudizio non deve fornire alcuna altra prova; al contrario, l’altro coniuge deve provare che la crisi matrimoniale era preesistente rispetto all’accertata infedeltà. Solo in tal caso, sarà escluso l’addebito a suo carico.

Nel caso di specie, poiché è risultato pacifico che la relazione extraconiugale fosse già in corso prima dell’allontanamento del marito dalla casa coniugale e poiché da quest’ultimo non è stata offerta nessuna ulteriore prova, si è presunto che l’infedeltà fosse stata la causa dell’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, con conseguente addebito a carico del marito.

Stepchild adoption: la Corte di Cassazione riconosce la possibilità di adottare il figlio del partner nelle coppie omosessuali. Famiglia e successioni

L’adozione del minore, proposta dalla partner della madre biologica, secondo la Suprema Corte rientra nell’ambito dei “casi particolari” di adozione, così come individuati dall’art. 44, comma 1 della Legge n. 184/1983. Ciò che rileva ai fini dell’adozione è che si realizzi il preminente interesse del minore, cioè quel “best interest” a cui si è ispirata la Giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani nell’ultimo decennio. Pertanto, “l’esame dei requisiti e delle condizioni imposte dalla legge (..) non può essere svolto – neanche indirettamente – dando rilievo all’orientamento sessuale del richiedente e alla conseguente natura della relazione da questo stabilita con il proprio partner”.

Assegnazione parziale della casa coniugale

Il giudice della separazione può disporre l’assegnazione parziale della casa coniugale al genitore presso il quale sono collocati i figli minori. Ciò è possibile nel caso in cui sia stato accertato che tra i coniugi vi è un “lieve grado di conflittualità”. In tal caso, il genitore non collocatario potrà, a sua volta, vedersi assegnata la restante parte di casa coniugale, ove continuare ad abitare. In ogni caso, secondo la Corte di Cassazione, tale soluzione è percorribile a condizione che “agevoli in concreto la condivisione della genitorialità e la conservazione dell’habitat domestico dei figli minori”, a garanzia della tutela del superiore benessere del minore.

Approvata la legge sulle unioni civili e la disciplina delle convivenze di fatto.

La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”.

La legge introduce nel nostro ordinamento l'istituto dell'unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale e disciplina le convivenze di fatto.

Decreto Legge 29 aprile 2016: Misure a sostegno delle imprese e di accelerazione del recupero crediti

Misure a sostegno delle imprese e di accelerazione del recupero crediti nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 aprile 2016. Previste novità in materia di:

  • pegno non possessorio;
  • patto marciano nei nuovi contratti di finanziamento;
  • riduzione dei tempi nelle procedure di recupero crediti;
  • modifiche alla legge fallimentare;
  • introduzione del registro digitale delle procedure esecutive e fallimentari.

Si legge nel comunicato stampa: “vengono adottati termini più brevi per la facoltà dei debitori di fare opposizione agli atti dell'esecuzione, il giudice deve disporre la provvisoria esecuzione di un decreto ingiuntivo per le somme non contestate, anche in presenza di una opposizione del debitore”.

Tradimento pubblico su facebook: addebito della separazione

Deve essere pronunciata la separazione con addebito a carico del marito che ha manifestato pubblicamente su facebook il proprio legame sentimentale con una donna diversa dalla moglie. La pubblica dichiarazione d’amore è un’offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge e costituisce una violazione del dovere di fedeltà coniugale. Nel caso di specie, la moglie ha provato sia documentalmente (con foto) sia tramite testimoni l’instaurazione, nel corso del matrimonio, della relazione extraconiugale del marito, ostentata sul social network. Risulta, pertanto, assolto l’onere di provare sia la contrarietà del comportamento ai doveri che derivano dal matrimonio, sia l’impossibilità di prosecuzione della vita matrimoniale a causa di tali comportamenti.

Lettere di scuse ed autocritica sulla fine del matrimonio: non rilevano ai fini dell’addebito

Che valore può rivestire in giudizio l’autocritica compiuta dal coniuge sulla fine del rapporto coniugale? La Corte di Cassazione, nuovamente chiamata a pronunciarsi sulle condizioni per disporre l’addebito della separazione, chiarisce che, sebbene il coniuge, con lettere scritte indirizzate all’altro, si sia attribuito la responsabilità della fine del matrimonio, ciò non è vincolante per il Giudice. Infatti, è il Tribunale che può stabilire se il coniuge sia effettivamente venuto meno ai doveri nascenti dal vincolo coniugale e se ciò abbia determinato l’impossibilità di prosecuzione della vita matrimoniale. Le lettere di scuse, semmai, possono essere mera espressione “di una libertà fondamentale quale quella di autodeterminarsi nella conduzione della propria vita familiare e personale” caratterizzata per tutti da “luci ed ombre”.

Diritto del minore alla bigenitorialità: il giudice deve accertare l’esistenza di comportamenti volti all’allontanamento del figlio dall’altro genitore

Il giudice è tenuto a verificare, anche tramite presunzioni, se sussistono da parte del genitore collocatario comportamenti di allontanamento morale e materiale del figlio dall’altro genitore, sintomi dell’esistenza di una PAS (sindrome di alienazione parentale). Così ha stabilito la Corte di Cassazione con un’importante pronuncia: “Non può esservi dubbio che tra i requisiti di idoneità genitoriale, ai fini dell’affidamento o anche del collocamento di un figlio minore presso uno dei genitori, rilevi la capacità di questi di riconoscere le esigenze affettive del figlio, che si individuano anche nella capacità di preservargli la continuità delle relazioni parentali attraverso il mantenimento della trama familiare, al di là di egoistiche considerazioni di rivalsa sull’altro genitore”

Libretto postale: somme depositate a titolo di pensione o stipendio pignorabili solo per un quinto

Il generale principio del limite alla pignorabilità di stipendio e pensioni è da applicare anche al caso di somme versate su libretti postali. La Corte di Cassazione ritiene che le somme confluite sui libretti postali a titolo di trattamento retributivo, pensionistico e previdenziale sono pignorabili e sequestrabili fino all’ammontare di 1/5 poiché tale è la regola generale stabilita dall’ordinamento giuridico che non può trovare deroghe (nel caso specifico, la Corte si è pronunciata su una fattispecie di omesso versamento Iva e sull’esecuzione di un sequestro preventivo per equivalente). Tali trattamenti sono tutelati nella restante parte di 4/5 in quanto riconducibili all’area dei diritti della persona, tutelati ai sensi dell’art. 2 della Costituzione.

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