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Dopo la riconsegna, il conduttore paga il canone anche per tutto il periodo necessario alle riparazioni dell’immobile danneggiato

La terza sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6596 del 7 marzo 2019, ha stabilito che, al termine del contratto di locazione, il conduttore che riconsegna l’immobile con gravi danni è tenuto a versare il canone anche per il periodo necessario alle riparazioni.

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Il termine di un anno per l’azione di garanzia contro l’appaltatore scatta dal momento in cui il venditore conosce i difetti e le loro cause

La seconda sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 594 del 14 gennaio 2019, ha stabilito che il termine di un anno per la denunzia dei gravi difetti della costruzione di un immobile, a pena di decadenza dall’azione di responsabilità contro l’appaltatore, decorre dal giorno in cui il committente consegua una sicura conoscenza dei difetti e delle loro cause, e che, pertanto, tale termine può essere postergato all’esito degli accertamenti tecnici necessari a comprendere la gravità dei vizi medesimi.

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Va revocata la compravendita sotto costo di un immobile di pregio anche se l’acquirente si accolla l’intero mutuo

La VI sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 5860 del 12.3.2018, ha stabilito che la vendita sotto costo di un immobile di pregio, fatta dal fideiussore, è soggetta a revocatoria ordinaria anche nel caso in cui l’acquirente si sia accollato l’intero mutuo esistente.

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Colui il quale chiede il risarcimento per i danni subiti all’immobile di cui ha l’uso non è tenuto a dimostrare la sua qualità di conduttore

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 30550 del 20.12.2017, ha stabilito che chi agisce in giudizio per chiedere il ristoro dei danni patiti dall’immobile in condominio, di cui ha l’uso, non è tenuto a dimostrare la sua qualità di conduttore del bene medesimo.

La natura non petitoria del giudizio comporta, infatti, che può agire chiunque abbia la disponibilità di fatto della cosa, purché in base a titolo non contrario a norme di ordine pubblico, e, quindi, in ipotesi, anche il mero comodatario.

Né può essere eccepito dagli altri condomini che il regolamento vieta una determinata attività nell’alloggio, dal momento che questa eccezione può essere proposta solo nei confronti del proprietario dell’immobile.

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Il proprietario dell’immobile non risarcisce il danno subito dall’inquilino se l’appartamento è gravato da usufrutto

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 25819 del 31 ottobre 2017, ha stabilito che il proprietario dell’immobile non è tenuto a risarcire il conduttore, nel caso in cui l’unità abitativa sia gravata da usufrutto. Nel caso di specie, i conduttori avevano richiesto (anche) ai proprietari dell’appartamento il risarcimento del danno derivante dal cedimento di una ringhiera del balcone, che aveva colpito il loro figlio, provocandogli gravi lesioni. Secondo la Suprema Corte, il cedimento della ringhiera non può essere addebitato a chi – ancorché nudo proprietario - non ha nessun potere fisico sulla cosa locata. In sintesi, l’art. 2051 c.c. non può applicarsi in egual misura al nudo proprietario e all’usufruttuario, in quanto l’esclusivo esercizio da parte dell’uno esclude che l’altro possa esercitare lo stesso potere.

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