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AGCM: chiesto agli ISP di oscurare i siti oggetto di indagine

autore:

Angelo Molinaro

Il 12 dicembre u.s., l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (“Agcm” o “Autorità”) ha concluso due distinti procedimenti in materia di pratiche commerciali scorrette nel settore del commercio elettronico:
(i) l’istruttoria PS8151 avviata nei confronti del signor Alex Broek, titolare del sito internet www.viagra-cialis-levitra.it, nonché registrant del sito internet www.bestgenericdrugs.net    l’istruttoria PS8151 nei confronti del signor Alex Broek, titolare del sito internet www.viagra-cialis-levitra.it, nonché registrant del sito internet www.bestgenericdrugs.net;
(ii) l’istruttoria PS7677 avviata nei confronti delle società Private Outlet S.r.l. (“PO”) e Private Outlet société par actions simplifiée (“PO sas”), titolari dei siti internet www.privateoutlet.it e www.privateoutlet.com.    l’istruttoria PS7677 nei confronti delle società Private Outlet S.r.l. (“PO”) e Private Outlet société par actions simplifiée (“PO sas”), titolari dei siti www.privateoutlet.it e www.privateoutlet.com.
Entrambi i procedimenti si caratterizzano per la decisione dell’Agcm, in sede cautelare, di imporre non solo ai professionisti la sospensione di ogni attività volta a diffondere i contenuti dei propri siti internet oggetto di accertamento (in forza del decreto legislativo n. 206/2005 “Codice del consumo”), ma anche ai relativi internet service providers (“ISP”) di impedire l’accesso ai medesimi siti da parte di richieste di connessione provenienti dal territorio italiano (in forza del decreto legislativo n. 70/2003 in materia di commercio elettronico).
In merito alle condotte censurate, nel procedimento PS8151, l’Agcm ha accertato la scorrettezza della pratica commerciale consistente nel vendere on line farmaci per la cura di disfunzioni erettili c.d. etici (ossia, che possono essere acquistati solo sulla base di una prescrizione medica). Nel contestare la condotta del Signor Broek, l’Autorità ha evidenziato come in Italia sia vietata la vendita on line di qualsiasi farmaco - sia etico, che c.d. da banco (ossia, il cui acquisto non necessita di prescrizione medica) – dato che la legge impone sempre l’intermediazione fisica di un farmacista. Inoltre, l’Agcm ha qualificato come grave la condotta contestata, in quanto il professionista, da una parte, dava rassicurazioni circa la legalità della commercializzazione diretta di farmaci in rete e, dall’altra parte, enfatizzava la maggiore discrezione che tale modalità di vendita garantisce agli acquirenti, sfruttando, così, la particolare tensione alla riservatezza dei soggetti affetti dalle patologie alla cui cura erano destinati i medicinali. In pratica, facendo leva sul disagio psicologico e relazionale in cui versano i soggetti afflitti da particolari disfunzioni, li induceva ad effettuare acquisti trascurando le normali regole di prudenza e di vigilanza, indispensabili per evitare di mettere in pericolo la salute.
L’Agcm ha irrogato una sanzione di 200 mila euro al titolare del sito e ha vietato la continuazione della pratica commerciale censurata.
Nel procedimento PS7677, invece, i professionisti proponevano ai consumatori prodotti di marca a prezzi particolarmente vantaggiosi. Le condotte scorrette accertate dall’Agcm consistevano: (i) nel fornire informazioni non veritiere circa i tempi di consegna dei prodotti; (ii) nell’ostacolare l’esercizio dei diritti contrattuali da parte dei consumatori. In pratica, i clienti non riuscivano a contattare le società, ne telefonicamente, né tramite e-mail, oppure ricevevano dei dinieghi alle loro legittime richieste di risoluzione e/o di rimborso; (iii) nell’omettere informazioni rilevanti in sede di invito all’acquisto, quali, soprattutto, quelle relative ai (limitati) quantitativi di prodotti disponibili all’inizio di ogni offerta.
L’Agcm ha irrogato sanzioni per complessivi 240.000 euro a PO e PO sas, inibendo loro la continuazione delle condotte contestate.

AGCM provvedimento istruttoria ps8151. pdf
AGCM sospensione ps8151.pdf
AGCM provvedimento istruttoria ps 7677.pdf
AGCM sospensione ps7677.pdf


Commento
I due procedimenti appaiono di particolare interesse: i provvedimenti cautelari adottati nel corso delle relative istruttorie hanno costituito le prime applicazioni, da parte dell’Agcm, dei poteri inibitori attribuiti alle autorità giudiziaria e amministrativa dal decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 “Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno”.
In particolare, gli articoli 14, comma 3, 15, comma 2, e 16, comma 3, di tale decreto attribuiscono all’autorità giudiziaria ed a quella amministrativa il potere di esigere dai prestatori dei servizi di semplice trasporto (ossia, la trasmissione, su una rete di comunicazione, di informazioni fornite da un destinatario del servizio, o la fornitura di un accesso alla rete di comunicazione), di memorizzazione automatica, intermedia e temporanea di informazioni (c.d. “caching”) e di memorizzazione di informazioni a richiesta (c.d. “hosting”), di impedire o porre fine alle violazioni di coloro che si avvalgono di tali servizi.
Nei casi di specie, l’Autorità ha imposto agli ISP di impedire agli utenti di accedere ai siti internet oggetto di indagine, prevedendo che, in luogo dei contenuti sospesi, fosse reso visibile un avviso con il seguente testo: “La sua richiesta di accesso al sito è stata bloccata dal nucleo speciale tutela mercati della guardia di finanza in esecuzione della misura cautelare adottata dall’autorità garante della concorrenza e del mercato il [..], assunta ai sensi delle disposizioni di cui al codice del consumo, visionabile nel sito www.agcm.it”.
È importante precisare che in entrambi i casi i provvedimenti cautelari sono stati adottati anche in considerazione della impossibilità di procedere ad un confronto con i professionisti interessati, i quali risultavano sostanzialmente irreperibili e non erano intervenuti nel procedimento. Nel caso Privateoutlet, successivamente all’oscuramento del sito, PO era intervenuta nell’istruttoria e, dimostrando di avere adottato delle misure correttive concrete, aveva ottenuto la revoca del provvedimento cautelare.
I provvedimenti in commento confermano l’elevato grado di attenzione dell’Agcm per l’e-commerce, settore in cui è intervenuta ripetutamente, nonché la crescente attenzione della stessa “ad utilizzare gli strumenti cautelari ad essa conferiti dalla legge, volti a rendere maggiormente efficace la tutela dei consumatori in situazioni in cui, nelle more del procedimento, essi si trovano esposti al rischio di un pregiudizio grave e perdurante” (cfr. Relazione annuale sull’attività svolta, pubblicata il 31 marzo 2012, p. 285).
Al riguardo, lo strumento dell’oscuramento dei siti internet risulta sicuramente di particolare efficacia per la tutela dei consumatori, ma espone anche i professionisti ad un significativo danno economico e, soprattutto, di immagine. Per tale ragione, le imprese attive nell’e-commerce dovrebbero verificare con continuità la conformità delle proprie procedure di vendita con le disposizioni del Codice del consumo e, qualora finiscano sotto la lente dell’Agcm, instaurare immediatamente con la stessa un confronto trasparente e costruttivo.
(A.M.)

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