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Approvato il regolamento che introduce il brevetto comunitario

autore:

Matteo Gragnani

L’11 dicembre 2012 il Parlamento Europeo ha finalmente approvato il Regolamento che introdurrà, a partire dal 2014, il brevetto comunitario. La novità è sostanziale perché il brevetto comunitario, a differenza dell’attuale brevetto europeo che costituisce un fascio di brevetti nazionali, consiste in un titolo unico valevole in tutti gli Stati membri partecipanti. Unica gestione, unico costo, unica tutela.
La gestazione è stata quanto mai tribolata. Decenni di discussioni e, da ultimo, il gran rifiuto di Italia e Spagna che non hanno accettato l’esclusione delle loro lingue tra quelle riconosciute in favore del trilinguismo (inglese, francese e tedesco) e quindi non hanno aderito al Regolamento.
Insomma, strumento concorrenziale nuovo, Italia esclusa.
Non tutto è perduto nel senso che c’è ancora spazio perché l’Italia accetti il nuovo regime brevettuale e crediamo che non potrà esimersi, ma certo l’orgoglio italico deve fare i conti con lo scarso peso che ci viene riconosciuto nel mondo brevettuale. I numeri lo spiegano. Per limitarsi ad un esempio, l’Italia, il Paese creativo per eccellenza, registra annualmente un numero di brevetti che è circa sette volte inferiore a quello della Germania. Di qui il trilinguismo è la scarsa preoccupazione mostrata dall’Europa di fronte all’irrigidimento di Italia e Spagna.
L’unitarietà del brevetto comunitario determinerà un consistente risparmio di costi (di registrazione e mantenimento), la semplificazione delle procedure e della gestione – ad esempio, sarà sufficiente un unico contratto di licenza per coprire tutti gli Stati aderenti – e, in prospettiva, una tutela omogenea e non più frammentata. Se oggi la tutela brevettuale sovranazionale richiede al titolare della privativa di avviare un causa in ciascuno dei Paesi in cui vuole difendere la sua esclusiva, la protezione del brevetto comunitario sarà possibile attraverso un’unica causa. Il che sarà possibile una volta che verrà istituito il previsto tribunale unificato.
Ovviamente il brevetto comunitario non impedirà la registrazione di brevetti nazionali, né il ricorso al brevetto europeo esteso ad un selezionato numero di Paesi.

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