Call Us +39 011 55.84.111

Editoriale R&P Magazine, Settembre 2012

Avevamo prospettato un futuro a breve termine caratterizzato dall’introduzione di una serie di norme restrittive della libertà nel mondo del web.
Ebbene, non potevamo essere smentiti in maniera più forte e clamorosa.
Il Parlamento Europeo, con una votazione a larghissima maggioranza (478 contrari, 156 astenuti e 39 favorevoli) ha infatti bocciato, nello scorso mese di luglio, la ratifica del Trattato Internazionale Acta (acronimo di Anti-Counterfeiting Trade Agreement).
L’Euro Parlamento non ha approvato un testo che, già condiviso da numerosi paesi (Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud e Svizzera) avrebbe introdotto alcuni principi rigorosi in materia di lotta alla contraffazione e tutela del copyright nella Rete.
Dunque la nostra era una previsione sbagliata? C’è stata una clamorosa inversione di tendenza? A nostro avviso, no! Semplicemente l’Euro Parlamento non ha apprezzato il testo di un Trattato negoziato nelle segrete stanze del potere americano (le lobby dei grandi operatori del settore da una parte e i membri del Congresso dall’altra) senza la preventiva concertazione con l’Europa e soprattutto con le comunità dei cittadini europei, che hanno clamorosamente manifestato il loro dissenso (milioni e milioni di e-mail di protesta contro Acta sono giunte sui computer degli euro parlamentari europei alla vigilia della votazione).
O la rivisitazione delle regole del gioco nella Rete (da farsi, in ogni caso, e anche in fretta) si sviluppa in senso globale, democratico ed equilibrato, oppure meglio fermare tutto, riflettere e non approvare testi di parte, parziali e lacunosi. Questo in sintesi il pensiero raccolto a Strasburgo in queste settimane.
Questo il dato politico e sociologico di cui tener conto nell’aprire doverosamente il cantiere delle nuove regole del gioco nella Rete.
A maggior ragione, crediamo, il mondo dei giuristi ha, in tutti i paesi, la responsabilità e l’opportunità di approfondire la tematica individuando percorsi, per quanto possibile scevri da interessi di parte, mirati a disciplinare una nuova industria, fondamentale per la creazione di nuova ricchezza reale in un grave momento di crisi internazionale, ma non per questo legittimata a svilupparsi senza regole o, peggio, al di fuori delle regole.
Come trovare dunque una giusta e virtuosa mediazione tra i sostenitori dell’open source e i difensori del copyright? Come individuare un punto di incontro tra l’esigenza dei cittadini di molte parti del mondo di poter avere approccio alla Rete libero di censure o oscuramenti e quella degli Stati che, per motivi di sicurezza interna, invocano vigilanza e controlli sui contenuti del mondo digitale?
E’ di grande attualità il recente intervento del Parlamento russo che ha fortemente limitato la libertà nell’ambito della Rete, entrando in forte polemica con Wikipedia che si è addirittura autosospesa per un certo periodo di tempo. Dietro formali interventi contro i siti pedo-pornografici, violenti o inneggianti al consumo delle droghe, in realtà, si celano progetti normativi mirati a limitare fortemente la libertà nel web.
Il dibattito, si badi bene, ha natura sicuramente economica ma non solo!
Sono coinvolti interessi anche politici e sociali. Ci stiamo giocando tutti, o meglio, non giocando tutti, i nostri futuri diritti alla privacy, all’esclusiva titolarità dei nostri dati personali (con il relativo e non ancora completamente apprezzato valore economico) allo sfruttamento delle nostre opere dell’ingegno; al desiderio degli oppressi di avere un canale aperto per gridare le loro ingiustizie; al legittimo auspicio di tutelarci tutti, in tutto il mondo, dagli attacchi fisici e digitali del nuovo terrorismo internazionale.
Uno scenario complesso, contraddittorio, ma non per questo una mission impossible. Incominciamo dalle piccole cose, dai piccoli comportamenti individuali per cercare di individuare una riforma che, alla fine, possa trovare un giusto equilibrio fra le opposte esigenze.
Ci piacerebbe se ReP Mag diventasse una “piazza” dove, con rigorosità e professionalità ma nel contempo con passione civile, si aprissero dei confronti tra addetti ai lavori per cercare soluzioni o comunque per offrire spunti allo “sgomitolamento” di questa drammatica ma affascinante matassa.
Riccardo Rossotto

Riccardo Rossotto

Riccardo Rossotto è il Senior Partner di R&P Legal. Ha svolto la sua attività professionale su tutto il territorio nazionale, specializzandosi in materia di diritto industriale, societario e commerciale.

Website: www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/130-riccardo-rossotto.html

Turin
R&P Legal
Via Amedeo Avogadro, 26
10121, Torino - Italy
Milan
R&P Legal
Piazzale Luigi Cadorna, 4
20123, Milano - Italy
Rome
R&P Legal
Via Emilia, 86/90
00187, Roma - Italy
Busto Arsizio
R&P Legal
Via Goito, 14
21052, Busto Arsizio (VA) - Italy
Aosta
R&P Legal
Via Croce di Città, 44
11100, Aosta - Italy
Bergamo
R&P Legal
Viale Vittorio Emanuele II, 12
24121, Bergamo - Italy