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Anticorruzione e 231

L'avv.Piero Magri, coordinatore del dipartimento penale dello studio, sarà relatore ad un convegno organizzato da Paradigma  a Milano il 26 gennaio 2017 in materia di società pubbliche con una relazione sull'applicazione del dlgs 231/01 e i rapporti con la legge anticorruzione. 
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Il danno relazionale va risarcito per la lesione di ogni diritto garantito dalla Costituzione

La Corte di Cassazione, con un’articolata sentenza n. 901 del 17.1.2018, ha stabilito che il danno relazionale, inteso come significativa alterazione della vita quotidiana, è conseguenza omogenea di qualsiasi lesione di un diritto a copertura costituzionale, sia esso il diritto alla salute, sia esso altro diritto tutelato dalla Carta fondamentale.

Si deve ritenere che, se le tabelle del danno biologico offrono un indice standard di liquidazione, l’eventuale aumento percentuale sino al 30 per cento sarà funzione della dimostrata peculiarità del caso concreto in relazione al vulnus arrecato alla vita di relazione del soggetto, mentre altra e diversa indagine andrà compiuta in relazione alla patita sofferenza interiore, senza peraltro che alcun automatismo risarcitorio sia pregiudicabile.

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L’AGCM sanziona Poste Italiane per abuso di posizione dominante di natura escludente

I. Premessa
In data 15 gennaio 2018, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l’“Autorità” o l’“AGCM”) ha dato notizia dell’ingente sanzione (euro 23.126.057) irrogata, a conclusione del procedimento A493 - POSTE ITALIANE / PREZZI RECAPITO, a carico della società Poste Italiane S.p.A. (“Poste Italiane” o semplicemente la “Società”) per aver quest’ultima abusato, in violazione dell’art. 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (il “TFUE”), della propria posizione dominante nei mercati, intermedio e finale, del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria, ponendo in essere condotte che sono riconducibili ad un’unica strategia escludente nei confronti dei concorrenti sul mercato finale del recapito di tali invii.
Più in particolare, il procedimento in oggetto, originato da una denuncia presentata da Nexive(1), interessa il mercato postale del recapito della corrispondenza ordinaria inviata dalla clientela business (vale a dire, banche, assicurazioni, public utilities, compagnie telefoniche) ai propri clienti finali (ad es., invii di estratti conto o avvisi di scadenza, bollette).
A fronte dell’adozione del provvedimento sanzionatorio dell’AGCM, rimane, per la clientela business e per i concorrenti, la possibilità di agire, davanti ai giudici ordinari, per chiedere il risarcimento del danno sofferto a causa della condotta illecita di Poste Italiane.

II. Perché Poste Italiane è considerato operatore dominante?
Emerge dal provvedimento finale che l’Autorità ha definito come “dominante” la posizione detenuta da Poste Italiane nei mercati rilevanti (i.e., il mercato intermedio degli invii multipli di corrispondenza ordinaria e il mercato finale del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria).
Al fine di dimostrare tale dominanza, l’AGCM ha fatto riferimento alla circostanza per cui Poste Italiane, società pubblica e operatore verticalmente integrato, fornisce non solo la totalità dei servizi postali e finanziari in Italia, ma è altresì affidataria ex lege (fino al 2026) per l’erogazione del servizio postale universale(2). Con riferimento a tale ultimo aspetto, l’AGCM ha riscontrato l’esistenza di un monopolio di fatto(3) nell’erogazione dei servizi postali in gran parte delle aree extra-urbane (“AEU”), vale a dire quelle zone meno sviluppate e meno densamente popolate, dove i costi (e, quindi, di riflesso i prezzi) per l’erogazione dei servizi postali, sono più elevati (e, quindi, senza la sovvenzione statale, un’impresa non erogherebbe il servizio in quanto antieconomico).
Più in particolare, Poste Italiane è l’unico operatore nazionale a disporre di una rete postale capillarmente distribuita su tutto il territorio italiano. È, pertanto, essenziale, ai fini dello svolgimento dell’attività economica dei concorrenti di Poste Italiane, che questi ultimi possano accedere all’infrastruttura dell’incumbent (cioè, Poste Italiane).
A ciò va, inoltre, aggiunto che – sempre al fine di dimostrare la dominanza di Poste Italiane - l’incumbent detiene quote di mercato molto elevate, tali da superare, con una quota del 60% nel 2016, la soglia di attenzione stabilita dal diritto antitrust (e, cioè, il 40%(4)).

III. I servizi postali oggetto dell’istruttoria
L’Autorità ha analizzato i seguenti servizi postali:
(i) Posta Massiva, vale a dire quel servizio di Poste Italiane finalizzato al recapito di corrispondenza ordinaria e rientrante negli obblighi di servizio universale; e
(ii) posta certificata, cioè il servizio (ades., Posta Time di Poste Italiane o Formula Certa di Nexive) riguardante la corrispondenza ordinaria, che assicura al mittente, senza la necessità della firma del ricevente, diverse forme di certificazione dell’avvenuto recapito(5).
Secondo l’AGCM, entrambi i servizi, sebbene qualificabili come “prodotti” differenziati verticalmente, appartengono ad un unico mercato rilevante dal punto di vista merceologico.

IV. Il procedimento istruttorio e la condotta sanzionata
Come anticipato, l’AGCM ha avviato il procedimento in esame a seguito della segnalazione con cui Nexive denunciava che, nelle aree geografiche in cui non era presente con la propria rete di distribuzione postale (cioè, nelle AEU) e, in ragione di tale assenza, era costretta ad affidarsi a Poste Italiane per far recapitare la corrispondenza della propria clientela business o della clientela finale.
Al termine della complessa istruttoria svolta, l‘Autorità ha accertato che le condotte poste in essere da Poste Italiane costituiscono un’unica strategia abusiva di natura escludente, tale da consentire alla Società di offrire un servizio non replicabile dai concorrenti nel mercato finale del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria.
Più in particolare, le condotte abusive di Poste Italiane hanno riguardato:
(i) la compressione dei margini(6);
(ii) la non replicabilità tecnica; e
(iii) l’illiceità degli sconti e delle altre condizioni fidelizzanti applicati ai clienti finali. 

Nel dettaglio, la condotta sub (i) è stata ritenuta abusiva essendo risultata sempre negativa la differenza tra i prezzi praticati da Poste Italiane ai clienti finali per il servizio Posta Time e quelli praticati ai concorrenti per il servizio Posta Massiva nelle AEU. In altre parole, la Società ha applicato, nel mercato finale del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria (per i clienti finali), prezzi inferiori a quelli praticati nel mercato intermedio degli invii multipli di corrispondenza ordinaria (per i concorrenti).
Con riferimento alla condotta sub (ii), l’Autorità ha rilevato che Poste Italiane ha deliberatamente negato l’accesso ai concorrenti al servizio Posta Time, garantendo loro solamente l’erogazione del servizio Posta Massiva e, cioè, del servizio universale. Pertanto, i concorrenti, nell’ambito dell’offerta dei servizi proposti alla propria clientela finale nelle AEU, soffrono un gap tecnico e qualitativo non colmabile in nessun modo rispetto ai servizi più vantaggiosi offerti da Poste Italiane.
Da ultimo, in relazione alla condotta sub (iii), l’AGCM ha accertato l’illiceità della strategia di Poste Italiane che si è concretizzata nel cd. “Piano Bulk”, consistente nell’applicazione ai clienti business, nell’ambito dell’offerta del servizio Posta Time, di sconti fidelizzanti calcolati sui prezzi di listino, a condizione che questi ultimi riducano o azzerino i volumi, del medesimo servizio, affidati ai concorrenti della Società. Nello specifico, Poste Italiane, attraverso, inter alia, l’inserimento di clausole di esclusiva e sconti target, ha sfruttato abusivamente la propria posizione di dominanza con l’intento di escludere i propri concorrenti dal mercato in esame.

V. Conclusioni
La vicenda, oltre a destare attenzione dal punto di vista sostanziale, introduce il tema, qui ben più importante, della risarcibilità del danno antitrust accertato con provvedimento definitivo dell’Autorità.
A tal proposito, si ricorda che, a seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. 19 gennaio 2017, n. 3 (il “Decreto 3/2017”), che ha recepito la direttiva 2014/104/UE del 26 novembre 2014 in materia di risarcimento del danno per violazioni della normativa antitrust, è ora più agevole, per i danneggiati, promuovere un’azione davanti al giudice ordinario, al fine di chiedere il risarcimento dei danni sofferti.
In particolare, il Decreto 3/2017, inter alia, ha previsto che il giudice civile dovrà considerare definitivamente accertate le violazioni constatate da una decisione definitiva(7) dell’AGCM o da una sentenza del giudice del ricorso passata in giudicato.
Pertanto, laddove la Sua Società fosse interessata ad approfondire i temi in oggetto, restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.


Note

1 Nexive, controllata dalla società olandese PostNL N.V., offre un’ampia gamma di servizi postali (come, ad es., accettazione, trasporto, smistamento e recapito di pacchi ed invii di corrispondenza) e di servizi propedeutici e/o accessori (quali, ad es., stampa e imbustamento della corrispondenza, rendicontazione elettronica, gestione ed archiviazione di documenti).

2 Per servizio postale universale si intende l’insieme di servizi postali che Poste Italiane deve garantire a tutti gli utenti a prezzi accessibili e su tutto il territorio nazionale.

3 In considerazione del fatto che Poste Italiane è l’operatore storico nell’erogazione dei servizi postali in Italia, la Società gode di alcuni privilegi, come, ad es., l’esenzione IVA per tutto il servizio universale e fondi pubblici, fino ad un massimo di 262 milioni di euro, per la gestione della rete postale.

4 Cfr. Corte giust., sent. del 3 luglio 1991, caso C-62/86 – Azko / Commissione, pubblicata in Racc. [1991] p. I-3359.

5 Nell’ambito di tale servizio, Poste Italiane concorre con altri operatori postali dotati della relativa autorizzazione (ad es., Nexive e Fulmine).

6 Per un approfondimento sui profili antitrust di detta condotta, si rinvia a Corte giust., sent. del 14 ottobre 2010, caso C-280/08 – Deutsche Telekom / Commissione, pubblicata in Racc. [2010] p. I-09555; Cons. St., sez. VI, sent. del 15 maggio 2015, n. 2479.

7 Per decisione definitiva dell’AGCM si intende quella decisione non più soggetta ad impugnazione davanti al giudice del ricorso.


Avv. Riccarco Sciaudone e Avv. Elenora Caravà

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Alessio Schiavo e Silvia Vignati da R&P Legal: disegni e poesie in uno studio legale

R&P Legal Studio Associato ospita nella sua sede di Busto Arsizio la mostra “Parole per vedere colori per sentire” con opere del pittore Alessio Schiavo e della poetessa Silvia Vignati.

Giovedì 25 gennaio 2018, dalle ore 18.30, Alessio Schiavo, pittore e architetto, e Silvia Vignati, giornalista e poetessa, daranno vita, nella sede di Busto Arsizio di R&P Legal in via Goito 14, ad un’intensa esposizione che intreccia ed ibrida i rispettivi ambiti espressivi.

42 opere grafiche di recente realizzazione di Alessio Schiavo, facenti parte della serie Racconti silenziosi, ispirate alle composizioni poetiche della raccolta di versi Marosi di Silvia Vignati costituiscono il cuore della mostra.

Ancora una volta R&P Legal manifesta interesse ed attenzione al mondo della cultura e dell’arte, con l’obiettivo di crescita e valorizzazione della positiva ricchezza del territorio.

La mostra, che sarà visitabile tutti i giovedì previo appuntamento dalle ore 16 alle 19, proseguirà sino al giorno 22 marzo 2018.

Giovedì 8 febbraio, in occasione dell’apertura serale dell’esposizione, si terrà una lettura dal vivo delle poesie di Silvia Vignati alle ore 21.

L’ingresso è gratuito.

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All’Autorità per l’energia la regolazione del settore dei rifiuti

La Legge di Bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) ha attribuito all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico i compiti di regolazione anche nel settore dei rifiuti.  L'Autorità diventa quindi ARERA, Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente. Si rinvia alla prima delibera dell'anno, la 1/2018/A (https://www.autorita.energia.it/allegati/docs/18/001-18.pdf), per le iniziali misure funzionali alla prima operatività delle nuove competenze.

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Startup e PMI innovative: disegni e modelli non integrano il requisito della “privativa industriale”

Con nota protocollata n. 513 del 2 gennaio 2018, il Ministero dello Sviluppo Economico ha escluso che il titolo di proprietà industriale denominato disegno e modello registrato (nella fattispecie, un disegno relativo ad una batteria integrata nel telaio di bici elettriche), di cui agli artt. 31 e ss. del Codice di Proprietà Industriale, possa essere ricompreso tra le “privative industriali” indicate quale requisito alternativo per l’acquisto della qualifica di PMI innovativa di cui all’art. 4, co. 1, lett. e), n. 3, D.L. 3/2015, poiché non rientra nell’elenco tassativo stabilito dal legislatore. Stante l’identità di definizione, il MiSE ha esteso il contenuto del parere anche alle startup innovative.

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Cassazione Civile: il trattenimento del negativo da parte del fotografo non comporta alcuna presunzione

Con ordinanza n. 26949 del 14/11/2017, la Corte di Cassazione ha affermato che, in tema di cessione dei diritti d’autore sulle fotografie, la previsione di cui all’art. 89, LDA, secondo cui la cessione del negativo comprende, salvo patto contrario, anche la cessione dei diritti di cui all’art. 88, LDA, “non regola affatto il caso opposto, ossia quello nel quale l’autore delle fotografie abbia trattenuto il negativo […] limitandosi a cedere all’editore una copia stampata di esso, atteso che in tal caso l’esistenza del patto di unica riproduzione deve essere provata attraverso gli ordinari mezzi, non potendo risultare da una inesistente presunzione di legge”.

Sulla base di tale principio di diritto, il fotografo non potrà quindi fondare una domanda sulla presunzione che la cessione della copia di una fotografia implichi il diritto dell’editore di riprodurla una sola volta, avendo l’onere di provare un simile patto attraverso le modalità ordinarie.

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