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Nuove norme in materia di pubblicità di giochi con vincita in denaro

autore:

Chiara Araldi

Con il D. Lgs. 13 settembre 2012, n. 158, cosiddetto Decreto Balduzzi, il legislatore ha disciplinato, in materia piuttosto severa, la materia della comunicazione commerciale in materia di giochi con vincite in denaro. Il predetto intervento legislativo, peraltro, è stato approvato poco dopo la pubblicazione della nuova edizione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale da parte dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, nel quale è stato inserito un nuovo articolo relativo alla pubblicità dei giochi con vincite in denaro, frutto della collaborazione tra l’Istituto e Confindustria Sistema Gioco Italia. Entrambi gli interventi mirano ad ottenere una maggior tutela del consumatori, in particolare dei minori, da comunicazioni commerciali aggressive, o idonee a sminuire gli effetti a lungo termine del gioco d’azzardo, il cui abuso può degenerare fino allo sviluppo di forme di ludopatia.   
In particolare la nuova disciplina è contenuta nell’art. 7 del. D. Lgs n. 158/2012, e le prescrizioni ivi contenute sono divenute obbligatorie dal 1 gennaio 2013. Al comma 4, anzitutto, è contenuta una norma a  tutela i minori, che vieta la diffusione di messaggi promozionali inerenti il gioco durante e nei 30 minuti precedenti e successivi trasmissioni (televisive, radiofoniche, rappresentazioni teatrali o cinematografiche) che siano rivolte ai minori, nonché la divulgazione di tali messaggi sulla stampa quotidiana o periodica rivolta ai minori, ivi compresa la stampa quotidiana o periodica distribuita nelle sale cinematografiche in di film destinati alla visione dei minori.
La seconda parte del comma 4, poi, stabilisce il contenuto della comunicazione commerciale relativa ai giochi, in particolare vietando la presenza anche soltanto di uno dei seguenti elementi: incitamento o esaltazione alla pratica del gioco e presenza di minori. Inoltre, i messaggi relativi a giochi devono necessariamente contenere una formula di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica del gioco nonché l'indicazione della possibilità di consultare le note informative sulle probabilità di vincita pubblicate sui siti istituzionali dell'Amministrazione autonoma dei monopoli, presenti presso i singoli concessionari o disponibili presso i punti di raccolta dei giochi.
In caso di violazione delle prescrizioni di cui al comma 4, sia il committente che il proprietario del mezzo con cui il messaggio pubblicitario è diffuso sono puniti entrambi con una sanzione amministrativa pecuniaria da centomila a cinquecentomila euro.

Il comma 4-bis prevede l’obbligo di indicare, in modo chiaramente visibile, nel testo del messaggio pubblicitario la percentuale di probabilità di vincita che il soggetto ha nel singolo gioco pubblicizzato. Qualora la stessa percentuale non fosse definibile, dovrà essere indicata la percentuale storica per giochi similari. Il mancato inserimento della predetta indicazione comporta l’obbligo, per il proponente di ripetere la stessa pubblicità secondo modalità, mezzi utilizzati e quantità di annunci identici alla campagna pubblicitaria originaria, inserendo l’indicazione, accompagnata da una dichiarazione nella quale si informano i consumatori che la pubblicità è stata ripetuta per violazione della normativa di riferimento. Le indicazioni predette, inoltre, dovranno essere inserite anche sulle singole schedine o tagliandi: nel caso in cui non possano essere contenute nelle dimensioni delle schedine o tagliandi, deve essere riportata una indicazione circa la possibilità di consultare le note informative sui siti istituzionali dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, dei singoli concessionari e disponibili presso i punti di raccolta dei giochi.
Ai sensi del comma 5, le medesime formule di avvertimento devono essere applicate anche (i) sugli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni ; (ii) su apposite targhe esposte nelle aree ovvero nelle sale in cui sono installati i videoterminali di cui all'articolo 110, comma 6, lettera b) , del predetto testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931, (iii) nei punti di vendita in cui si esercita come attività principale l'offerta di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, (iv) all'atto di accesso ai siti internet destinati all'offerta di giochi con vincite in denaro.
Infine, gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, ovvero di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, sono tenuti a esporre, all'ingresso e all'interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate alla sindrome da gioco d’azzardo patologico.
L'inosservanza delle disposizioni di cui al comma 5 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria pari a cinquantamila euro irrogata nei confronti del concessionario; per le violazioni relative agli apparecchi di cui al citato articolo 110, comma 6, lettere a) e b), la stessa sanzione si applica al solo soggetto titolare della sala o del punto di raccolta dei giochi; per le violazioni nei punti di vendita in cui si esercita come attività principale l'offerta di scommesse, la sanzione si applica al titolare del punto vendita, se diverso dal concessionario. Per le attività di contestazione degli illeciti, nonché di irrogazione delle sanzioni è competente l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, successivamente alla sua incorporazione, ai sensi della legislazione vigente, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che vi provvede ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.
Il nuovo art. 28ter del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria, invece, traccia i confini del contenuto necessario (e vietato) di una pubblicità relativa ai giochi con vincite in denaro. In particolare, la predetta comunicazione commerciale “non deve contrastare con l'esigenza di favorire l'affermazione di modelli di comportamento ispirati a misura, correttezza e responsabilità. Ciò a tutela dell'interesse primario degli individui, ed in particolare dei minori, ad una vita familiare, sociale e lavorativa protetta dalle conseguenze di comportamenti di gioco non responsabile, determinati da eccesso o dipendenza.
La comunicazione commerciale relativa a tali giochi non deve:
1. incoraggiare il gioco eccessivo o incontrollato;
2. negare che il gioco possa comportare dei rischi;
3. omettere di esplicitare le modalità e le condizioni per la fruizione degli incentivi e dei bonus;
4. presentare e suggerire che il gioco sia un modo per risolvere problemi finanziari o personali, o costituisca una fonte di guadagno o di sostentamento alternativa al lavoro, piuttosto che una semplice forma di intrattenimento e di divertimento;
5. indurre a ritenere che l'esperienza, la competenza o l'abilità del giocatore permetta di ridurre o eliminare l'incertezza della vincita o consenta di vincere sistematicamente;
6. rivolgersi o fare riferimento, anche indiretto, ai minori, e rappresentare questi ultimi – o soggetti che appaiano evidentemente tali – intenti al gioco;
7. utilizzare segni, disegni, personaggi e persone, direttamente e primariamente legati ai minori, che possano generare un diretto interesse su di loro;
8. indurre a ritenere che il gioco contribuisca ad accrescere la propria autostima, considerazione sociale e successo interpersonale;
9. rappresentare l'astensione dal gioco come un valore negativo;
10. indurre a confondere la facilità del gioco con la facilità della vincita;
11. fare riferimento a servizi di credito al consumo immediatamente utilizzabili ai fini del gioco.
Tutte le comunicazioni commerciali dei giochi con vincita in denaro devono contenere una chiara e precisa avvertenza che il gioco è vietato ai minori di 18 anni”.
Ricordiamo che, in caso di violazione delle norme del Codice di Autodisciplina, il Giurì può inibire l’ulteriore diffusione del messaggio contestato.
(C.A.)

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