Call Us +39 011 55.84.111

Guida pratica per non farci abbrutire dalle macchine

Stiamo per farci del male? Abbiamo almeno la percezione di aver assunto e consolidato comportamenti nevrotici verso e con la Rete?

Non credo proprio: e questa sottovalutazione mi preoccupa non poco. Le email, i social network, i tablet, gli smartphone e che più ne ha ne metta, stanno diventando i nostri compagni di vita. Ci sottraggono tempo, curiosità, affetti e non ce ne rendiamo neanche conto. Sto esagerando forse? Provate a seguirmi in questo ragionamento e poi, alla fine, ciascuno di voi tragga le sue conclusioni davanti al suo specchio.

Provate a rispondere sinceramente ai seguenti quesiti: quanto pensate di essere diventati web dipendenti? Usate la tecnologia soltanto per lavoro o anche per svago? Quante volte vi ponete questa domanda durante il corso della giornata: devo tornare connesso? Cosa è successo durante la mia assenza da internet? Quando finalmente il cellulare non suona, siete in uno stato di continua allerta come se foste in stand-by?

Devo ammettere che quando, nei giorni scorsi, un amico americano, psicanalista, dopo avermi frequentato per una giornata intera, mi ha detto...sorridendo ma mica troppo...:"You are web addicted!" Non con la forma interrogativa ma esclamativa, mi è venuta voglia di mandarlo a quel paese. Poi, riflettendoci sopra, mi sono preoccupato. Dietro a quelle domande si nascondono risposte inquietanti. Certo, sono a rischio di assuefazione con tutte le conseguenze del caso. Il vero paradosso della situazione è che, a 60 anni compiuti, sono uno degli ultimi arrivati nel rutilante mondo digitale, neanche troppo innamorato. In casa denominato addirittura Tecno-leso!

Eppure....eppure passo le mie giornate, da schiavo-contento, del mio vecchio cellulare preistorico (mi da sicurezza prima del definitivo e rischioso passaggio all'Iphone), del mio nuovo Iphone appunto, solo parzialmente sfruttato, del mio Ipad, e, ogni tanto, quando devo scrivere documenti lunghi o complessi, del mio tanto amato lap top. Sembro un marziano, un po' goffo e un po' nevrotico, soprattutto sorpreso della tecnologia caduta per caso nelle mie mani.

Quello che in fondo mi offende di più è che mi ritrovo a vivere la stessa situazione comportamentale di ansie, nevrosi e psicodipendenze che ho criticato e sbeffeggiato per anni ad amici e colleghi. Eppure, e qui ricomincio ad usare il plurale, se non facciamo tutti più attenzione, rischiamo davvero di farci del male alla salute. Dal 2013 la dipendenza dal mondo digitale è stata inclusa nel manuale diagnostico dei disturbi mentali con una curiosa dicitura" da approfondire" che lascia aperti dubbi e speranze. La più recente letteratura scientifica pone la tematica sul tavolo, aprendo confronti tesi e accorati, molto contrastati, logicamente da tutti i rappresentanti dell'industria di internet e dintorni.

Francesco Booth ha recentemente pubblicato con De Agostini un manuale "felicementeconnessi" che fa riflettere sulla spinosità dell'argomento.

Il National Bureau of Economic Research, un autorevole centro di ricerca americano, ha approfondito un aspetto peculiare di questa tematica: quanto tempo mediamente stiamo in rete ogni giorno per lavoro o per svago, stimando anche a quale attività abbandonata tale tempo è stato rubato. Il verdetto è sorprendente: internet ci ruba circa due ore al giorno pro-capite, sottratte in gran parte al tempo libero, poi al lavoro, poi al sonno, poi ancora alla relazione con gli altri. 120 minuti dunque in cui ci isoliamo, rinunciamo ai nostri hobby, rischiamo di diventare soggetti passivi...non attivi! delle presunte macchine della felicità.

Nessuno, credo, seriamente, può contestare quanto si importante nella nostra vita, soprattutto lavorativa, poter usufruire di internet e delle sue straordinarie opportunità. Il punto è un altro!

Gestire tale opportunità con raziocinio, con lucidità, senza morbose forme di assuefazione.

Ecco allora una breve lista di suggerimenti per protegger i e per rendere la vita dei nostri affetti di maggior qualità e socialità.

1) TELEFONINO: per uscire dall'incubo ossessionante di un perenne stato di stand-by, abituiamoci a chiuderlo come se fossimo in aereo...obbligati dalle hostess. 30 minuti, poi un’ora poi ...chissà. Scopriremo che il mondo non è crollato e che il nostro orecchio sta decisamente meglio.

2) EMAIL: per evitare di essere spinti a controllare la posta.....permanentemente, proviamo a staccare, a darci un metodo di lavoro. Ogni x ore apriamo outlook e controlliamo...ma non di più! Con il tempo guadagnato, pensiamo, leggiamo, scriviamo, lavoriamo, giochiamo ma senza assilli, senza stress. Evitiamo quel mondo nevrotico caratterizzato dal "dover-rispondere-subito" che ci impedisce relax, maggior concentrazione, risposte più meditate e virtuose.

3) IL MULTITASKING: il nostro cervello, in sequenza, codifica le info raccolte e assimilate, le archivia e poi, se e quando lo ritiene utile, le recupera. Se siamo continuamente distratti da qualcosa, perdiamo focus e l'esperienza fondamentale dell'ascolto e/o della vista si riduce fino ad annullarsi. L'obbiettivo di una frenetica corsa ad elaborare più dati nello stesso momento è una emerita stupidaggine che mette a rischio la qualità della nostra capacità di archiviazione celebrale delle notizie assimilate. Essere multitasking, di per sè, quindi non è un valore. Dipende....

In definitiva il buon senso dei nostri nonni torna a galla. Sfruttiamo la tecnologia, é sicuramente una opportunità di crescita virtuosa ma...con giudizio! Concentriamoci su una cosa per volta, senza distrazioni, senza connessioni varie, senza incubi da abbandono. Scopriremo di aver fatto un lavoro (o anche una semplice attività di svago) meglio, con maggior qualità. Senza con questo perdere amici, clienti o scoop giornalistici. Il mondo è andato avanti ma possiamo raggiungerlo.

Riccardo Rossotto

Riccardo Rossotto è il Senior Partner di R&P Legal. Ha svolto la sua attività professionale su tutto il territorio nazionale, specializzandosi in materia di diritto industriale, societario e commerciale.

Website: www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/130-riccardo-rossotto.html

Turin
R&P Legal
Via Amedeo Avogadro, 26
10121, Torino - Italy
Milan
R&P Legal
Piazzale Luigi Cadorna, 4
20123, Milano - Italy
Rome
R&P Legal
Via Emilia, 86/90
00187, Roma - Italy
Busto Arsizio
R&P Legal
Via Goito, 14
21052, Busto Arsizio (VA) - Italy
Aosta
R&P Legal
Via Croce di Città, 44
11100, Aosta - Italy
Bergamo
R&P Legal
Viale Vittorio Emanuele II, 12
24121, Bergamo - Italy