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Valeria Valentini

Valeria Valentini

Avvocato, esperta nel diritto penale dell’impresa con particolare riferimento al settore dei reati tributari, societari e fallimentari, dei delitti contro il patrimonio e contro la Pubblica Amministrazione nonché a tutela della reputazione.

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Frodi finanziarie: via libera del Consiglio dei Ministri all’attuazione della direttiva PIF

Il 23 gennaio 2020, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva PIF (2017/1371), relativa alla lotta contro le frodi che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea. Secondo quanto si apprende dal comunicato stampa della seduta, tra le novità principali del decreto legislativo, è prevista, per i reati fiscali disciplinati dal d.lgs. 74/2000 che rivestano il requisito della “transnazionalità”, la possibilità di punire anche le ipotesi di delitto tentato (possibilità oggi preclusa dall’art. 6 d.lgs. 74/2000), se l’imposta IVA evasa non sia inferiore a 10 milioni di euro;

La riforma dei reati tributari è legge

Nel corso della seduta del 17 dicembre 2019, il Senato ha approvato in via definitiva la Legge di conversione del D.L. 124/2019 che, all’art. 39, ridisegna la disciplina dei reati tributari. Tale riforma è improntata ad un significativo e generalizzato inasprimento delle sanzioni detentive applicabili nei confronti delle persone fisiche e all’ampliamento degli strumenti investigativi (intercettazioni) e coercitivi messi a disposizione del Pubblico Ministero nella lotta all’evasione.

Punibilità esclusa per i delitti di dichiarazione fraudolenta, ma solo nel caso di regolarizzazione “spontanea”

Le ultime modifiche apportate all’art. 39 D.L. 124/2019 (c.d. Decreto Fiscale) con la Legge di Conversione in discussione al Senato in questi giorni, estendono la causa di non punibilità già prevista per i delitti di omessa e infedele dichiarazione dall’art. 13 co. 2, D.Lgs. 74/2000 anche ai reati di dichiarazione fraudolenta meditante utilizzo di fatture false oppure mediante altri artifici (artt. 2 e 3). Per tutti i reati citati, tuttavia, tale causa di non punibilità è circoscritta alle regolarizzazioni “spontanee”, cioè realizzate prima della conoscenza, in capo all’autore del reato, di accessi o verifiche o accertamenti amministrativi ovvero di procedimenti penali.

Reati tributari e responsabilità dell’ente: via libera all’emendamento che amplia il novero degli illeciti amministrativi

Già con il c.d. Decreto Fiscale (D.L. 124/2019), pubblicato in Gazzetta il 26 ottobre scorso, era stata fatta breccia nella apparente impermeabilità della responsabilità degli enti ex d.lgs. 231/2001 agli illeciti tributari, con una prima apertura all’introduzione del reato di dichiarazione fraudolenta meditante utilizzo di fatture false (art. 2 d.lgs. 74/2000) tra i reati presupposto, e la previsione di una sanzione amministrativa fino a 500 quote.

Omessa dichiarazione: l’estinzione del debito tributario è (oppure non è) condizione per il patteggiamento?

Con due sentenze depositate a cinque giorni di distanza l’una dall’altra, la terza sezione della Cassazione si è pronunciata sulla eventuale illegalità della pena applicata con patteggiamento per il reato di omessa dichiarazione (art. 5 D.Lgs. 74/2000) in assenza di estinzione del debito tributario.

Commette autoriciclaggio l’imprenditore che reinveste in azienda il profitto del reato

Con la sentenza n. 37606 depositata l’11.9.2019, la Sezione II della Cassazione è tornata a definire i contorni del reato di autoriciclaggio disciplinato dall’art. 648-ter.1 c.p. La vicenda, assai nota, riguarda ipotesi di truffa realizzata mediante la vendita di diamanti a prezzi maggiorati rispetto al valore di mercato effettuata da una società attraverso la collaborazione di funzionari di alcune banche.

Limiti al sequestro preventivo di denaro

La Cassazione (sent. n. 30414/2019, depositata il 10 luglio scorso) torna a delimitare il perimetro dei beni confiscabili, introducendo dei limiti al noto orientamento giurisprudenziale teso ad estendere l’ambito di applicazione della confisca e il novero dei soggetti (persone fisiche e giuridiche) destinatari del vincolo. La vicenda riguarda un sequestro preventivo disposto sulle somme pervenute sui conti corrente della società il cui legale rappresentante era indagato per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false (art. 2 D.lgs. 74/2000).

Gli esiti dell’accertamento penale influenzano il giudizio tributario

  • 09 July 2019 |
  • Published in Tax

Con la sentenza n. 1230/2019, la Sezione XXII della CTR di Lecce ha ribadito il principio secondo cui, pur non potendosi attribuire valore di prova legale al risultato dell’accertamento effettuato in sede penale, al giudice tributario, nelle proprie valutazioni, non è preclusa la possibilità di utilizzare i risultati di tale accertamento nell’ambito del diverso e separato giudizio tributario.

A rischio riciclaggio il finto preliminare di compravendita di un immobile

La vicenda esaminata dalla Corte di Cassazione nella sentenza in commento (n. 27848 depositata il 24.6.2019) è la seguente: Tizia, in qualità di legale rappresentante di una S.R.L. legata ad altra Società da un contratto per fornitura di servizi di pulizia, sottoscrive un contratto preliminare di vendita di un immobile per il quale riceve da detta Società la somma di euro 640.000, ritenuta profitto di vari reati di natura fiscale commessi dal legale rappresentante di tale ultima Società.

Doppia verifica se il reato presupposto del riciclaggio è commesso all’estero

Nei casi in cui il reato di riciclaggio abbia ad oggetto somme di denaro provento di condotte realizzate all’estero, è necessario verificare che tali condotte rivestano rilevanza penale secondo l’ordinamento straniero; una volta superata positivamente tale verifica, è inoltre necessario verificare la contestuale rilevanza penale del medesimo fatto secondo l’ordinamento italiano.

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