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Nicola Berardi

Nicola Berardi

Svolge la propria attività prevalentemente nell’ambito del contenzioso civile e collabora in ambito stragiudiziale in materia di diritto commerciale e societario.

Website URL: http://www.replegal.it/it/professionisti/cerca-i-professionisti/405-nicola-berardi.html

Diritto all’immagine e riprese tv: il dissenso del soggetto ritratto prevale sul diritto di cronaca

Il diritto all’immagine, “concretandosi nella facoltà di apparire se e quando si voglia, costituisce una manifestazione della libertà individuale, che si traduce nella possibilità di mostrarsi agli altri solo quando si abbia interesse a farlo o non si abbia interesse a non farlo, ed è tutelato dalla legge anche nel caso in cui la riproduzione o la diffusione non arrechino pregiudizio all’onore o alla reputazione dell’interessato. In quest’ottica, la mera circostanza che l’immagine pubblicata appartenga ad un soggetto cui è riferibile una vicenda rispetto alla quale sia configurabile un interesse alla conoscenza da parte del pubblico non può considerarsi sufficiente a legittimarne la riproduzione e la diffusione, occorrendo a tal fine un quid pluris, consistente nella necessità che tale divulgazione risulti essenziale per la completezza e la correttezza dell’informazione fornita”.

La mancata indicazione dell’autore di un’opera riprodotta sul volume di un’enciclopedia viola i diritti morali

È contrario alla lettera ed alla ratio legis affermare che l’inadempimento all’obbligo di menzionare il nome dell’autore – allorquando sia stata positivamente accertata la circostanza di fatto che l’opera sia stata pubblicata come anonima, pur senza l’attribuzione ad altri – rispetti il diritto morale d’autore. Il diritto a vedersi attribuita la paternità dell’opera, quale diritto della persona, viene leso, invece, dalla mancata indicazione di tale paternità, sia stata essa, oppure no, accompagnata dalla positiva attribuzione dell’opera ad altri”.

Con questo principio, la Corte di Cassazione (sentenza n. 18220 del 05/07/2019) ha cassato la sentenza con la quale la Corte d’Appello di Roma aveva ritenuto che l’anonimato – ossia l’omessa indicazione del nome dell’autore di alcune tavole illustrative sui volumi dell’Enciclopedia Treccani – non produce alcun pregiudizio ove non si accompagni all’attribuzione usurpativa della paternità ad altri.

Influencer marketing: nessuna sanzione dall’AGCM grazie agli impegni assunti da Alitalia, Alberta Ferretti e celebrities

Il caso

Si è concluso senza sanzioni il procedimento avviato dall’AGCM nei confronti di Alitalia S.p.A., Aeffe S.p.A. (società riconducibile ad Alberta Ferretti) e vari influencer (tra i più noti, Martina Colombari, Alessia Marcuzzi, Chiara Biasi ed Elena Santarelli), relativo ad una potenziale fattispecie di pubblicità occulta in danno ai consumatori.

D.L. 34/2019: obbligo di indicare in bilancio i tempi medi di pagamento

Il D.L. 34 del 30/04/2019 ha introdotto l’art. 7-ter nel D.Lgs. 231/2002 (in materia di lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali) ai sensi del quale “A decorrere dall'esercizio 2019, nel bilancio sociale le società danno evidenza dei tempi medi di pagamento delle transazioni effettuate nell'anno, individuando altresì gli eventuali ritardi medi tra i termini pattuiti e quelli effettivamente praticati. I medesimi soggetti danno conto nel bilancio sociale anche delle politiche commerciali adottate con riferimento alle suddette transazioni, nonché delle eventuali azioni poste in essere in relazione ai termini di pagamento”.

Blockchain e smart contract: le definizioni del D.L. Semplificazioni

Dopo lo stralcio della norma dello scorso dicembre, la legge di conversione del D.L. Semplificazioni (D.L. 135/2018) ha introdotto, all’art. 8-ter, la definizione di “tecnologie basate su registri distribuiti” (“le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l'aggiornamento e l'archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili”) e “smart contract” (“un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse. Gli smart contract soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall'Agenzia per l'Italia digitale con linee guida da adottare entro novanta giorni”).

Il conferimento in capitale delle criptovalute è non attuabile per la Corte d’Appello di Brescia

Con provvedimento del 30 ottobre 2018, la Corte d’Appello di Brescia si è pronunciata negativamente sul reclamo proposto dall’amministratore unico di una s.r.l. avverso il decreto del Tribunale che aveva negato il conferimento in natura di criptovalute (già commentato qui).

In prima istanza, il Tribunale aveva avallato l’interpretazione del Notaio che, stante la volatilità della criptovaluta in oggetto, si era rifiutato di provvedere all’iscrizione nel Registro delle Imprese della delibera assembleare di aumento di capitale sociale. In particolare, le Sezioni Specializzate avevano ritenuto non affidabile la perizia di stima e dunque impossibile il conferimento (nel caso di specie), pur precisando che non era genericamente “in discussione l’idoneità della categoria di beni rappresentata dalle c.d. ‘criptovalute’ a costituire elemento di attivo idoneo al conferimento nel capitale di una s.r.l.”.

Startup innovative: il requisito della privativa industriale non è riutilizzabile

  • 29 December 2018 |
  • Published in Startup

Con nota n. 0348960 del 2 ottobre 2018, il Ministero dello Sviluppo Economico ha risposto ad un quesito della Camera di Commercio di Chieti che aveva chiesto di chiarire se una società di sviluppo software, licenziataria di un brevetto di titolarità di una startup innovativa, potesse sfruttare tale privativa al fine di accedere a sua volta alla qualifica di startup innovativa.

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