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Enrico Felli

Enrico Felli

Si occupa prevalentemente di diritto fallimentare e di diritto societario e commerciale.

Website URL: http://www.replegal.it/it/professionisti/tutti-i-soci/311-enrico-felli.html

La valutazione sulla fattibilità del piano di concordato in continuità

La previsione dettata dall’ultimo comma dell’art. 186-bis l.fall., che attribuisce al tribunale il potere di revocare l’ammissione al concordato in continuità qualora l’esercizio dell’attività d’impresa risulti manifestatamente dannoso per i creditori, esula dalla valutazione della convenienza economica della proposta concordataria, valutazione riservata, quando la proposta non sia implausibile, all’accettazione dei creditori, sicché spetta al tribunale, per i fini della pronuncia di revoca, la verifica dell’andamento dei flussi di cassa e del conseguente indebitamento, che sia eventualmente tale da erodere le prospettive di soddisfazione del ceto creditorio.

Domanda di concordato non ammessa e successivo fallimento: i criteri per la consecuzione tra procedure concorsuali

La Cassazione, con l’ordinanza n. 9290 del 16.4.2018, ha affermato che la sola proposizione della domanda di concordato preventivo, anche se non ammesso, costituisce elemento sufficiente per consentire che, in caso di successivo fallimento, sia ipotizzabile la consecuzione tra procedure, con la specificazione che occorre sempre tenere in considerazione la continuità dello stato di crisi patrimoniale e l’effettiva consistenza della finestra temporale tra le due procedure, cosicché se questa risulta eccessivamente ampia, non potrà riscontrarsi la predetta consecuzione sostanziale.

I privilegi introdotti ex novo hanno efficacia retroattiva

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 176 del 13.07.2017, pubblicata in data 01.02.2018, ha affermato che, in applicazione di un principio generale valido per tutte le procedure concorsuali, i privilegi introdotti ex novo dal legislatore si applicano anche ai crediti sorti anteriormente alla legge che li istituisce. Tali crediti concorrono dunque con gli altri crediti privilegiati, pur essendo già divenuto lo stato passivo definitivo, e dunque a prescindere dal tempo in cui siano stati azionati e dal fatto che sino a quel momento fossero in tutto e per tutto crediti di rango chirografario.

Crediti dei professionisti: Privilegio assicurato anche per IVA e contributi previdenziali

In seguito alla modifica apportata dalla Legge di Bilancio 2018 all’art. 2751 bis n. 2 c.c., dal 1.1.2018, nel fallimento, i crediti Iva dei professionisti, così come i contributi previdenziali, saranno considerati di rango privilegiato. Mancando le disposizioni transitorie, occorrerà ora capire se tale privilegio potrà essere riconosciuto anche per gli stati passivi già dichiarati esecutivi, anche se occorre rilevare che il relativo decreto di ammissione al passivo ha valore di giudicato endofallimentare e dunque risulta immodificabile e definitivo.

Aiuti di Stato (Reg. CE n. 800/2008) e imprese sottoposte a procedure concorsuali

In una recente sentenza (n. 245 del 6/07/2017) la Corte di giustizia UE ha chiarito che l’articolo 1, § 7, lett. c) del reg. (CE) n. 800/2008, concernente l’esclusione dagli aiuti di stato per le imprese in difficoltà, si applica a tutte le procedure concorsuali, sia quelle avviate su istanza dell’imprenditore, sia quelle aperte d’ufficio. Tale articolo va inoltre interpretato nel senso che (i) non è possibile beneficiare degli aiuti di stato se vi sono le condizioni per accedere a una procedura concorsuale; (ii) gli aiuti dovranno essere revocati se al momento del loro ottenimento sussistevano già le predette condizioni; (iii) non assume rilievo il mero fatto che, successivamente alla concessione di un aiuto, sia stata aperta una procedura concorsuale.

Pubblicato il quaderno n. 71 della Scuola di alta formazione da parte dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano

L’ODCEC di Milano ha divulgato il quaderno SAF n. 71 sui sistemi di allerta interna. Esso si rivolge in particolare ai sindaci e ai revisori contabili; obiettivo del quaderno è quello di fornire a tali soggetti indicazioni pratiche su come individuare la crisi e l’insolvenza nell’impresa: vengono forniti due schemi di procedure operative (ordinaria e semplificata), oltre ad alcune definizioni rilevanti (quale ad esempio quella di “probabilità d’insolvenza”) e ad un elenco di anomalie rilevanti (o “early warning”).

Ricorso straordinario per cassazione e provvedimento di omologa dell’accordo di ristrutturazione dei debiti

La Cassazione a sezioni unite, con la sentenza n. 26989 del 27 dicembre 2016, ha stabilito che il decreto della corte d’appello che decide sul reclamo proposto avverso il provvedimento che si pronuncia (in maniera positiva o negativa) in merito all’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti è soggetto al ricorso straordinario per cassazione, in ragione del carattere decisorio di tale decreto e non essendo previsti altri mezzi di impugnazione.

Concordato annullabile anche in caso di atti di frode “atipici”

La Cassazione, con la sentenza 14 settembre 2016 n. 18090, ha stabilito che il concordato preventivo può essere annullato ai sensi dell’art. 186 L.F. qualora, al fine di alterare la situazione patrimoniale della società proponente, siano stati commessi atti di frode, non soltanto se riconducibili alle ipotesi previste dall’art. 138 L.F., ma, più genericamente, purché idonei ad indurre i creditori in errore sulla fattibilità e sulla convenienza economica del concordato proposto.

Ammissibile la falcidia IVA nel concordato preventivo

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza C-546/2014 del 7 aprile 2016, ha stabilito che l’art. 4 del TUE e la Direttiva 2006/112/CE, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, non ostano a un’interpretazione della normativa nazionale (la Legge Fallimentare) volta a consentire all’imprenditore che si trovi in stato di crisi o di insolvenza la presentazione di una domanda di concordato preventivo liquidatorio, che preveda il pagamento parziale dell’IVA, se accompagnata dalla relazione di un esperto indipendente, il quale attesti che non risulterebbe possibile il soddisfacimento in misura maggiore di tale debito in caso di fallimento.

Il professionista attestatore di cui all’art. 67, comma 3, lett. D), L.F. non è pubblico ufficiale

La Cassazione, con la sentenza 9542/2016, ha stabilito che il professionista attestatore, incaricato di redigere la relazione di cui all’art. 161, comma 3, L.F. nell’ambito del concordato preventivo, non assume la qualifica di pubblico ufficiale, con la conseguenza che non è configurabile a suo carico il reato di falso ideologico; qualifica che è invece espressamente attribuita dalla Legge Fallimentare ad altri soggetti, quali il curatore, il commissario giudiziale e il commissario liquidatore.

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