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Maria Grazia Passerini

Maria Grazia Passerini

Si occupa prevalentemente di diritto civile, in particolare, di diritto di famiglia e recupero crediti.

Website URL: http://www.replegal.it/it/professionisti/tutti-i-collaboratori/207-maria-grazia-passerini.html

Restituzione del prestito all’ex convivente se estraneo alle esigenze famigliari

Anche per i conviventi more uxorio, la legge stabilisce un obbligo di reciproca assistenza morale e materiale. Secondo l’art. 1, comma 36, della Legge 20.5.2016, n. 76 sulla ‘Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze’ “si intendono per «conviventi di fatto» due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile”.

Relazioni extraconiugali via internet: addebito della separazione

Secondo la Corte di Cassazione (ordinanza n. 9384 del 16.4.2018), l'interesse del marito alla ricerca di compagnia femminile extraconiugale sul web è una circostanza ‘oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l'insorgere della crisi matrimoniale all'origine della separazione’. Per tale ragione, alla violazione del dovere di fedeltà coniugale e alla conseguente crisi causata, deve fare seguito l'addebito della separazione al marito. A nulla rileva il fatto che la moglie, dopo la scoperta dei comportamenti del coniuge, abbia abbandonato il tetto coniugale, essendo tale comportamento giustificato proprio dalla violazione dell’obbligo di fedeltà perpetrata dal marito e, pertanto, non sanzionabile.

Il padre può tenere la figlia ‘quando vuole’: provvedimento vuoto e troppo generico

In sede di giudizio di separazione, il Presidente del Tribunale di Roma aveva riconosciuto al padre il diritto di fare visita ‘quando vuole’ alla figlia presso l’abitazione della madre. La prescrizione contenuta nel provvedimento era vaga e generica e aveva alimentato la conflittualità tra i coniugi: il padre della bambina, infatti, comunicava a proprio piacimento quando si sarebbe recato presso l’abitazione della madre, senza nessun preventivo accordo. Secondo la Corte di Cassazione, poiché il provvedimento del Presidente del Tribunale era ‘vuoto e generico’, la madre si era trovata di fronte all’irragionevole scelta di essere a disposizione dell’arbitrio del marito senza potersi mai allontanare da casa per il timore di sottrarsi alla richiesta incondizionata del padre di vedere la figlia o rendersi inadempiente rispetto al provvedimento del Giudice. Secondo la Suprema Corte, non può essere condivisa, e deve, quindi, essere annullata, la sentenza della Corte d’Appello che aveva ritenuto colpevole la madre del reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del Giudice ai sensi dell’art. 388, II comma, c.p..

Linee Guida per la regolamentazione delle modalità di mantenimento dei figli nelle cause di diritto familiare

Il Consiglio Nazionale Forense ha approvato le Linee Guida in materia di mantenimento della prole con particolare riguardo alle c.d. spese straordinarie.

In caso di mancato accordo tra i genitori, le spese saranno così qualificate:

tra le spese comprese nell’assegno di mantenimento vi sono:

  • abbigliamento;
  • materiale scolastico di cancelleria;
  • mensa;
  • ricarica cellulare;
  • trasporto urbano (tessera autobus e metro);

tra le spese extra assegno obbligatorie, per le quali non è richiesto l’accordo tra i genitori vi sono:

  • libri scolastici;
  • spese sanitarie urgenti;
  • spese ortodontiche e sanitarie effettuate tramite SSN in difetto di accordo sulla terapia con uno specialista privato;

tra le spese extra assegno, per le quali occorre il consenso di entrambi i genitori vi sono:

  • ripetizioni;
  • viaggi di istruzione;
  • corsi di musica, disegno e pittura;
  • attività sportiva compresa l’attrezzatura necessaria;
  • visite mediche specialistiche;
  • cicli di psicoterapia e logopedia;
  • organizzazione di ricevimenti, celebrazione e festeggiamenti dedicati ai figli.

 

Precetto inefficace per l’importo eccedente la quota millesimale del condomino intimato

La Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 22856/2017, ha chiaramente statuito che, in caso di esecuzione forzata conto i singoli condomini per obbligazioni contratte dal Condominio: 1- l’obbligazione contrattuale grava pro parte sui singoli condomini nei limiti della quota millesimale e non in solido tra gli stessi; 2 - il titolo giudiziale, nel caso di specie un decreto ingiuntivo, formatosi contro il Condominio è valido ai fini dell’azione esecutiva contro il singolo condomino. Nel caso in cui il creditore proceda per l’intero importo portato dal titolo esecutivo contro un unico condomino oppure ometta di indicare la quota millesimale del condomino esecutato, il condomino interessato potrà opporsi all’esecuzione, ma dovrà dimostrare l’effettiva misura della propria quota condominiale. In mancanza di tale prova, l’atto di precetto resterà efficace per l’intera quota di cui il creditore ha intimato il pagamento.

Non rileva l’astratta capacità lavorativa della moglie priva di redditi adeguati

Nella separazione personale, i "redditi adeguati" a cui va rapportato l'assegno di mantenimento sono quelli necessari al coniuge 'debole' a mantenere il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

Nel caso in esame, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28938 del 4.12.2017, ha riconosciuto che, a fronte di una sproporzione reddituale e patrimoniale tra i coniugi, il marito, professionista affermato e proprietario di numerosi immobili, è tenuto a corrispondere il contributo al mantenimento alla moglie, priva di fonti di reddito e che non aveva lavorato durante il matrimonio per dedicarsi alla famiglia.

Non rileva l'astratta capacità lavorativa della moglie poiché l'attitudine del coniuge al lavoro assume importanza solo in caso di effettiva sopravvenuta possibilità di svolgimento di un'attività lavorativa retribuita (Cass. civ. 25697/17).

Rileva invece il permanente dovere di assistenza materiale nei confronti della moglie.

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