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Garante Privacy: pubblicità e diffusione di informazioni delle PA

Con parere del 7 febbraio 2013, n.49, il Garante Privacy ha risposto ad un interrogazione del Ministero per la pubblica amministrazione e semplificazione, in relazione allo schema di decreto legislativo predisposto in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte della PA. Il Ministero intende infatti operare, in attuazione della delega contenuta nella legge anticorruzione 6 novembre 2012, n.190, una total disclosure delle informazioni organizzative, amministrative ed istituzionali in possesso dei soggetti pubblici, sul modello del Freedom of Information Act statunitense.

Se da un lato questo provvedimento appare essenziale al fine di permettere un controllo diffuso contro la corruzione e l’illegalità, d’altro canto occorre bilanciare questo valore con un altro importante dato costituzionale, quello della riservatezza e protezione dei dati personali, evitando forme sproporzionate di diffusione di informazioni. Si pensi alla sensibilità di alcune informazioni che potrebbero essere rese reperibili in rete, soprattutto in materia di salute, vita sessuale e stato economico-sociale; per questo motivo il Garante Privacy, con il parere  in parola, ne ha espressamente vietata la diffusione.
Inoltre, non è stata ritenuta giustificata la diffusione di dati che non possono essere considerati utili né pertinenti, quali l’indirizzo dell’abitazione, le coordinate bancarie e il numero di telefono privato del dipendente pubblico.
Il Garante Privacy introduce anche altri limiti, non solo in merito ai requisiti di pubblicazione dei dati come sopra indicato, ma anche in merito alla loro reperibilità in rete; se da un lato, per meglio garantire l’accesso civico, il decreto impedisce l’utilizzo di filtri atti ad impedire ai comuni motori di ricerca di catalogare i dati appartenenti alla PA, dall’altro il Garante Privacy ritiene che per una maggiore protezione di queste informazioni sia necessario che i documenti pubblicati vengano rintracciati solo attraverso i motori di ricerca interni al sito del soggetto pubblico e non già mediante l’utilizzo di strumenti esterni.
Infine, se le informazioni riguardano dipendenti e dirigenti pubblici, il Garante Privacy ha ritenuto opportuno limitare ad un ambito più ristretto le informazioni personali oggetto di diffusione, che dovranno in ogni caso essere pertinenti ai curricula e ai compensi corrisposti. Diverso è invece il caso dei soggetti estranei all’incarico pubblico, ma in qualche modo connessi ai dipendenti  (si pensi ai coniugi e ai figli); occorrerà in questo caso chiedere il consenso libero e incondizionato di costoro alla pubblicazione dei dati.

Allegra Bonomo

Esperta nel settore dell’Information and Communication Technology.

Website: www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/161-allegra-bonomo.html

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