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Provvedimento a imprese destinatarie di fax promozionali

Il Garante per la protezione dei dati personali torna ancora una volta sul delicato tema delle comunicazioni promozionali inviate con sistemi automatizzati (nella specie a mezzo fax) a professionisti e imprese e conferma il proprio orientamento volto a sanzionare tale pratica in ragione del fatto che le modifiche apportate alla nozione di “dati personali” non hanno inciso sulla nozione di “contraente” prevista nel capo 1 del titolo X del Codice relativo alle “Comunicazioni elettroniche”.

Con provvedimento del 23 gennaio 2014, il Garante per la protezione dei dati personali si è pronunciato sul trattamento dei dati personali effettuato da una società che fornisce un elenco telefonico on line. L’azienda inviava, senza acquisire preventivamente uno specifico consenso, fax con i quali promuoveva presso imprese e professionisti il proprio servizio di pubblicazione sul suddetto elenco e nei quali forniva l’informativa ai sensi dell’articolo 13 del Codice e chiedeva il consenso alla ricezione di comunicazioni promozionali.

La società, in prima istanza, si difendeva negando la necessità del consenso in quanto scambiata tra “un soggetto esercente attività economica” e “altro soggetto di analoga natura (comunicazione business – to – business)” e negando la natura promozionale dei messaggi “in quanto, attenendo al settore business to business sarebbero qualificabili come “comunicazioni non pubblicitarie”.

L’Autorità ha, invece, considerato illecito il trattamento in quanto effettuato dalla società in assenza del consenso preventivo degli utenti.

In primis, in quanto il Garante ha ribadito che l’invio di un fax è già di per sé un trattamento di dati personali rilevante ai sensi del Codice a prescindere dalle modalità con le quali esso viene effettuato ed in particolare che “ai fini della legittimità della comunicazione promozionale effettuata, non è lecito … chiedere, con tale primo messaggio promozionale, il consenso al trattamento per finalità promozionali”

In secondo luogo, in quanto l’Autorità ha considerato la fattispecie esaminata pienamente rientrante nella specifica ipotesi dell’articolo 130 del Codice, in base al quale “l'uso di sistemi automatizzati di chiamata o di comunicazione di chiamata senza l'intervento di un operatore per l'invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale è consentito con il consenso del contraente o utente”.

Ebbene, conclude il Garante, poiché la definizione di “contraente” offerta dall’articolo 4, comma 2, lett. f del Codice, comprende “qualunque persona fisica, persona giuridica, ente o associazione parte di un contratto con un fornitore di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico per la fornitura di tali servizi, o comunque destinatario di tali servizi tramite schede prepagate”, la relativa tutela assicurata dall’articolo 130 del Codice deve considerarsi integralmente estesa anche ai professionisti ed alle imprese.

Allegra Bonomo

Esperta nel settore dell’Information and Communication Technology.

Website: www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/161-allegra-bonomo.html

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