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Piero Magri

Piero Magri

Avvocato esperto in diritto penale dell’impresa, con esperienza nell’ambito dei reati aziendali, reati societari e fallimentari, reati contro la Pubblica Amministrazione nonché a tutela della reputazione.

Website URL: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/138-piero-magri.html

Responsabilità 231 dell’ente per infortunio sul lavoro ed assenza di modello organizzativo

Con la sentenza allegata il Tribunale di Milano ha stabilito che una società deve essere ritenuta responsabile ai sensi dell’art. 25 septies comma 2 Dlvo 231/2001 nel caso di un infortunio sul lavoro della durata di giorni 53, qualora la stessa non abbia adottato alcun modello organizzativo, non siano stati ottemperati gli obblighi del datore di lavoro come impresa affidataria dei lavori all’interno di un capannone di altra società sussistendo tra appaltatore e committente un difetto di coordinamento che abbia causato le lesioni patite dall’infortunato.

Il Giudice ha stabilito altresì che occorre verificare in concreto se la condotta di violazione di norme cautelari sia idonea a costituire un vantaggio per l’ente sotto il profilo del risparmio di spese e di generico contenimento dei costi di gestione nonché di accelerazione del ciclo produttivo.

Il Tribunale ha condannato l’ente, a seguito di giudizio abbreviato, alla sanzione di € 21.500 non ritenendo applicabile la circostanza attenuante della riparazione prevista dall’art. 12 lett.a), sia per l’assenza del Modello anche al momento del giudizio, sia per la mancata riconducibilità del risarcimento del danno all’ente stesso (il risarcimento era stato effettuato dal committente dei lavori).

Tribunale di Milano, sez IX, 15/10/2015 (dep. 28/10/2015)

Mobbing e colpa

Possibile configurare il mobbing come reato colposo? Il Tribunale di Busto Arsizio, in una recente ordinanza con la quale ha disposto la nullità del decreto di citazione a giudizio, ha stabilito che il reato di lesioni colpose per essere contestabile deve contenere l’indicazione di specifiche violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e non può essere contestato se l’imputazione descriva comportamenti asseritamente dolosi di violenza psicologica e di attacco alla persona, alla sua funzione e al suo ruolo lavorativo. Il mero richiamo dell’art. 2087 c.c. nulla rileva a tal fine.

 

Dal 22 ottobre cambiano i reati tributari

Il 22 ottobre entrerà in vigore il d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158 con cui il governo ha riformato la disciplina dei reati tributari.

Molte le novità degne di approfondimento, sia con riferimento all’innalzamento delle soglie di punibilità, all’inasprimento delle pene per le condotte maggiormente fraudolente, alla revisione del regime di dichiarazione infedele ed alla previsione del nuovo reato di omessa presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta.

Di fondamentale importanza pratica anche la nuova norma relativa alla non punibilità di alcuni reati in caso di intervenuto pagamento delle imposte.

Gazzetta Ufficiale

 

Cambiano i reati tributari

Martedì 22 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo in tema di regime penale tributario che entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (ad oggi non ancora avvenuta).

Rinviando ad una successiva e più approfondita analisi delle modifiche legislative, occorre però subito segnalare l’innalzamento della soglia di punibilità per i reati di omesso versamento di IVA (da 50 mila a 250 mila – art. 10ter) e di ritenute (da 50 mila a 150 mila euro – art. 10bis), nonché per il reato di infedele dichiarazione (la soglia di imposta evasa viene innalzata da 50 mila a 150 mila euro e l’imponibile da milioni a 3 milioni di euro - art. 4). Ciò provocherà sentenze di proscioglimento per tutti i processi in corso relativi a somme inferiori.  

Anche la dichiarazione fraudolenta è state modificata, in quanto il reato di dichiarazione mediante uso di fatture per operazioni inesistenti viene esteso a tutte le dichiarazioni rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA e non più solo quelle annuali.

E’ stato inoltre previsto un inasprimento delle sanzioni per il delitto di omessa presentazione della dichiarazione (da un anno e sei mesi a quattro anni di reclusione – art- 5) con un innalzamento della soglia di punibilità da 30 mila a 50 mila euro ed inserito il nuovo reato di omessa presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta (770 – art. 5 c.1bis).

Di fondamentale importanza pratica anche la nuova disciplina sulla non punibilità in caso di pagamento delle imposte, ma solo per i delitti di omesso versamento e per le indebite compensazioni. Il debito deve essere pagato prima del dibattimento ma anche attraverso gli istituti deflattivi. Se è in corso una rateizzazione iniziata prima del dibattimento, verrà dato un termine non superiore a tre mesi per il pagamento del debito residuo.

Con riferimento al reato di dichiarazione infedele od omessa, la non punibilità viene prevista solo se la regolarizzazione sia avvenuta prima della scadenza della dichiarazione dell’anno successivo e il ravvedimento sia stato eseguito prima dell’avvio di accessi o verifiche fiscali.

Piero Magri

Autoriciclaggio e 231

La legge 186 sulla voluntary disclosure ha introdotto il nuovo reato di autoriciclaggio che obbliga anche all'aggiornamento dei modelli organizzativi 231. Piero Magri, del dipartimento penale di R&P Legal, ha affrontato il tema in due contributi apparsi su Italia Oggi lunedi 9 marzo, nei quali si evidenziano le prime problematiche applicative del nuovo reato con particolare riferimento ai collegamenti tra reati tributari e autoriciclaggio e alle iniziative che gli enti dovranno assumere per non ritrovarsi indagate per questo reato.

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