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Roberto Randazzo

Roberto Randazzo

Avvocato che opera principalmente nel settore del diritto commerciale e societario con particolare esperienza nell’ambito dei contratti internazionali. Docente nell’Università Commerciale Luigi Bocconi, presso cui insegna Non profit law e docente SDA Bocconi, nel Master in Management delle Imprese Sociali, Aziende Non Profit e Cooperative

Website URL: http://www.replegal.it/it/professionisti/tutti-i-soci/125-roberto-randazzo.html

Informazioni di carattere non finanziario: Consob adotta il nuovo Regolamento

Il 19 gennaio 2018, Consob ha pubblicato il Regolamento – adottato con delibera n. 20267 in attuazione di una direttiva europea (2014/95/UE) recepita nell'ordinamento nazionale con il decreto legislativo n. 254/2016 – che disciplina le modalità di pubblicazione, verifica e vigilanza delle “dichiarazioni di carattere non finanziario”.

A partire dai bilanci relativi agli esercizi del 2017, gli “enti di interesse pubblico” devono redigere una dichiarazione che permetta di comprendere l’attività e l’andamento dell’impresa rispetto alle tematiche ambientali, sociali, relative al personale, al rispetto dei diritti umani e alla lotta contro la corruzione che sono rilevanti, conto delle attività e delle caratteristiche dell'impresa.

Il Regolamento prevede un regime diversificato di pubblicazione e di trasmissione diretta alla Consob della “dichiarazione non finanziaria”, a seconda che la società redigente sia o meno quotata in un mercato regolamentato o diffusa tra il pubblico in misura rilevante. In particolare, al fine di contenere gli oneri gravanti sulle imprese, è previsto che le società quotate e diffuse utilizzino i canali di pubblicazione e trasmissione già previsti dall'attuale disciplina del TUF. Per le altre società è invece prevista la pubblicazione della “dichiarazione non finanziaria” sul proprio sito internet, al fine di garantire un più facile accesso a tutti gli stakeholder interessati.

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Pubblicate le Linee Guida della Commissione Europea sulla comunicazione delle informazioni di carattere non finanziario

Il 5 luglio 2017 sono state pubblicate le linee guida della Commissione Europea sulla comunicazione delle informazioni di carattere non finanziario.

Gli orientamenti della Commissione Europea hanno lo scopo di aiutare le imprese a comunicare informazioni di carattere non finanziario - relative quindi ad aspetti ambientali, sociali e di governance – di qualità, pertinenti, utili e “più comparabili in modo tale da favorire una crescita e un’occupazione sostenibili e resilienti e da offrire trasparenza alle parti interessate”.

Tali orientamenti non sono vincolanti e sono stati proposti in quanto rientranti nel quadro degli obblighi di informativa stabiliti dalla direttiva 2014/95/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, attuata in Italia con il d.lgs. n. 254/2016.

Restiamo ora in attesa dell’emanazione del regolamento Consob che chiarirà i passaggi operativi della normativa.

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Entra in vigore la Direttiva UE 2014/95 sul “Non Financial Reporting”

Il 25 Gennaio 2017 entrerà in vigore il decreto legislativo 30 dicembre 2016 n.254, inerente all’attuazione della direttiva 2014/95/UE, che disciplina le “informazioni di carattere non finanziario” che dovranno essere comunicate dagli “enti di interesse pubblico” - come definiti all'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 - fra i quali rientrano ad esempio le banche, le imprese di assicurazione e le società con strumenti finanziari quotati su mercati regolamentati italiani e dell’Unione Europea.

Il decreto  impone a questi ultimi l’obbligo di redigere, per ogni esercizio finanziario, una dichiarazione che permetta di comprendere l’attività e l’andamento dell’impresa rispetto alle tematiche ambientali, sociali, relative al personale, al rispetto dei diritti umani ed alla lotta contro la corruzione, tenendo conto delle attività e delle caratteristiche dell'impresa.

La norma introduce anche delle sanzioni amministrative, qualora venga omesso il deposito della menzionata dichiarazione da parte degli enti interessati. 

Un altro passo importante verso la codificazione di forme di rendicontazione volte a misurare, non solo i risultati economici e finanziari, ma anche le performance sociali ed ambientali delle imprese.

Roberto Randazzo

Giuseppe Taffari

 

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Dall’emergenza migranti all’impresa sociale. R&P Legal ai principali tavoli di lavoro in Italia ed all’estero.

Nel corso del mese di giugno Londra e Napoli hanno ospitato tre importanti eventi su tematiche molto attuali a cui hanno preso parte alcuni dei membri del dipartimento Charity & Social Enterprises di R&P Legal. La Middlesex Univesity ha organizzato la conferenza - che ha visto l’intervento di Emiliano Giovine - dal titolo “Search and rescue at sea: a legal obligation? Humanitarian and legal perspectives on the ‘Refugee Crisis”, con l’obiettivo di porre le basi per un position paper multidisciplinare sull’argomento.

Sempre a Londra, il 17 giugno si è tenuta la prima conferenza annuale dell’European Social Enterprise Association – ESELA per celebrare la nascita dell’associazione, definirne gli obiettivi e presentare le partnership future; R&P Legal è tra i soci fondatori dell’associazione e Roberto Randazzo, intervenuto all’evento, è membro del consiglio direttivo.

Infine, il 10 e 11 Giugno si è tenuto a Napoli per l’Università degli Studi di Napoli Federico II il X Colloquio Scientifico sull’Impresa Sociale, organizzato da Iris Network, a cui è intervenuto Giuseppe Taffari con una relazione su “Welfare e Impresa Sociale”.

Fonti:

http://unihub.mdx.ac.uk/i-3-mdx/events/search-and-rescue-at-sea-a-legal-obligation

http://www.vita.it/it/article/2016/06/21/esela-a-londra-il-battesimo-dellassociazione/139860/

http://irisnetwork.it/attivita/colloquio-scientifico-impresa-sociale/paper/

Nasce ESELA – R&P Legal tra i fondatori

Siamo lieti di annunciarvi che domani, a Madrid, nell’ambito dell’Annual Conference della European Venture Philantropy Association (EVPA), si terrà il lancio della neo costituita European Social Enterprise Law Association (ESELA).

Si tratta di un importante network, nato come gruppo di lavoro nell’ambito di uno studio sullo stato dell’imprenditoria sociale in Europa finanziato dalla Commissione Europea, e consolidatosi poi come rete europea di studi legali, avvocati ed accademici specializzati in social business.

Il nostro studio è tra i fondatori di ESELA e domani sarà rappresentato da Roberto Randazzo che si occupa da tempo di questa materia sia in Italia che sul fronte internazionale, insieme con Giuseppe Taffari ed Emiliano Giovine.

ESELA ha come scopo principale la diffusione di una maggiore conoscenza e consapevolezza del ruolo del diritto nell’ambito dell’imprenditoria sociale, favorendone, in tal modo, lo sviluppo e la crescita in tutta Europa.

La nascita di ESELA rappresenta un passaggio fondamentale nell’ambito dell’attuale dibattito nazionale ed internazionale sul futuro dell’imprenditoria sociale e dell’investimento d’impatto.

Siamo orgogliosi di farne parte fin dall’inizio e da protagonisti.

Programma della Conferenza

L’impatto delle B-Corp sull’economia civile

L’idea di ammettere e di regolamentare, anche in Italia, le c.d. “Benefit Corporation”, sembra oggi molto vicina a potersi concretizzare. La notizia dell'inserimento, nell’attuale legge di Stabilità, dell'emendamento che prevede l'istituzione in Italia delle B-Corp, giunge come un fulmine a ciel sereno nell’ambito della tanto attesa riforma del Terzo Settore, aprendo nuovi ed inaspettati scenari per l’imprenditoria sociale. Potrà sembrare un paradosso, ma pare che la vera rivoluzione del social business stia arrivando dal mondo profit.

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Riforma del Terzo Settore, se ne riparla nel 2016

L’iter per l’approvazione della riforma del “Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale” ha subito una nuova battuta d’arresto. Dopo i circa 700 emendamenti presentati nei mesi scorsi, sembrava essersi aperto uno spiraglio per riprendere la discussione del provvedimento, contestualmente all’approvazione della legge di stabilità. Tuttavia non si è raggiunto l’accordo fra tutte le forze politiche coinvolte, di conseguenza occorrerà attendere il 2016 perché l’iter del DDL riprenda il suo corso.

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Le “Benefit Corporation” provano a sbarcare in Italia

E’ stato presentato un disegno di legge per “la diffusione di società che perseguono il duplice scopo di lucro e di beneficio comune”. Si tratta del primo tentativo in Italia di disciplinare le c.d. “Benefit Corporation”, società - già presenti in altri ordinamenti - che, oltre ad esercitare una attività economica allo scopo di dividerne gli utili, perseguono anche una finalità di interesse collettivo ed operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti della comunità, del territorio, dell’ambiente e di tutti gli altri potenziali stakeholder. Un’iniziativa interessante che potrà di certo contribuire allo sviluppo di nuovi modelli di business sociale in Italia

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