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La riforma dei porti: riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle autorità portuali e rilancio della portualità in Italia.

Il 15 settembre u.s. è entrato in vigore il d. lgs. 4 agosto 2016 n. 169, pubblicato in G.U. del 31 agosto 2016 n. 203, con cui, in attuazione della legge  delega  n. 124/2015 (c.d. Legge Madia), si è provveduto a modificare la legge 28 gennaio 1994 n. 84 e s.m., di disciplina dell’ordinamento portuale.

Della necessità di una riforma del sistema portuale italiano si era consapevoli da decenni, ma l’obiettivo di una riorganizzazione è divenuto non più procrastinabile all’esito dell’adozione, in ambito comunitario, dei regolamenti sulla rete transeuropea dei trasporti (rete TEN-T, regolamenti n. 1315 e 1316/2013) nonché della collocazione, da parte del Global Competitiveness Index 2014-2015 del World Economic Forum, delle infrastrutture portuali italiane al 55° posto nella graduatoria  di competitività (a fronte del 9° posto della Spagna,  del 23° posto del Portogallo, del 32° della Francia, del 49° della Grecia e del 51°della Croazia).

I punti principali della riforma erano stati già individuati dal Consiglio di Stato (nel parere consultivo n. 1142 reso il 9 maggio 2016) nei seguenti:

  • l’istituzione delle “Autorità di Sistema Portuale” (“AdSP”), le quali saranno soggette  ai poteri di indirizzo e vigilanza del MIT, in un numero più limitato (quindici) rispetto alle attuali “Autorità portuali” (ventiquattro);
  • il complessivo snellimento della struttura organizzativa;
  • l’implementazione di competenze dello Sportello Unico doganale e dello Sportello unico amministrativo.

Invero, molta attenzione da parte degli operatori del settore ha suscitato  la riduzione  da 24 a 15 del numero delle Autorità Portuali, ora divenute AdSP e ciò perché, in effetti, sono state “accorpate” direzioni di scalo portuale con storie e caratteristiche ben distinte tra loro. Viene, peraltro, consentito, alle regioni che ne faranno istanza al MIT, di domandare di ritardare l’accorpamento dell’AdSP fino a un massimo di tre anni

L’AdSP viene definita, all’art. 7 co. 5 del D.lgs. 4 agosto 2016 n. 169, come “ente pubblico non economico di rilevanza nazionale a ordinamento speciale ed è dotato di autonomia amministrativa, organizzativa, regolamentare, di bilancio e finanziaria”.  Al personale dell’AdSP si applica il Testo Unico del pubblico impiego.

La sede della AdSP è la sede del porto centrale (c.d. core) individuato nel Regolamento 1315/2013/UE, relativo alla sopra citata rete TEN-T, ricadente nella stessa AdSP. In caso di due o più porti centrali ricadenti nella medesima AdSP, l’art. 7 co. 3 del  D.lgs.  4 agosto 2016 n. 169 prevede che sia il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti a indicare la sede.

Tra i principali compiti dell’AdSP si segnala l’attività di indirizzo, programmazione, coordinamento e controllo delle operazioni e dei servizi portuali nonché di promozione delle forme di raccordo con i sistemi logistici  portuali e interportuali.

La governance è semplificata rispetto al passato con la previsione, quale organo dell’AdSP - e in luogo dell’attuale Comitato portuale - di un Comitato di Gestione (articoli 9, 11 e 12 del D.lgs.  4 agosto 2016 n. 169) piuttosto snello, composto, oltre che dal Presidente dell’AdSP, da altri 4 membri designati dal MIT e dalle Regioni e Comuni sede dell’Autorità.

Le principali attribuzioni del Comitato di Gestione sono il potere di adozione del piano regolatore del sistema portuale, quello di approvazione del bilancio e del piano operativo triennale, inerente alle strategie di sviluppo delle attività portuali e logistiche.

Organo dell’AdSP è anche il Collegio dei revisori dei conti, composto da 3 membri effettivi e due supplenti, organo che dev’essere convocato dal Presidente del collegio, anche su richiesta dei componenti, ogni volta che sia ritenuto opportuno e, comunque, almeno una volta a trimestre. Detto organo deve non solo verificare la regolarità contabile dell’AdSP, ma altresì riferire al MIT periodicamente.

A livello del singolo porto già sede di Autorità Portuale è prevista l’istituzione di un Ufficio territoriale della stessa AdSP, con compiti istruttori e di proposta con riferimento a materie di rilievo locale, nonché limitati compiti amministrativi propri.

Altra novità della riforma è la soppressione delle singole commissioni consultive e l’istituzione, presso ciascuna Autorità, di un “Organismo di partenariato della Risorsa Mare”, con funzione consultiva, che sarà composto dai rappresentanti delle associazioni delle imprese e dei lavoratori operanti nel porto. L’art. 14 co. 5 del D.lgs. 4 agosto 2016 n. 169 precisa che, qualora l’Autorità voglia discostarsi dai pareri resi dall’Organismo, deve darne “adeguata motivazione”.

Il maggior coinvolgimento del MIT e la centralizzazione dell’attività di individuazione della strategia dello sviluppo della portualità nazionale nel suo complesso viene garantita dall’istituzione della “Conferenza nazionale di coordinamento” delle AdSP, presieduta dal Ministro e chiamata a coordinare e armonizzare, a livello nazionale, le scelte strategiche che attengono ai grandi investimenti infrastrutturali. Obiettivo auspicabile dell’attività della Conferenza nazionale sarà quello di evitare la competizione tra porti vicini, incentivando la cooperazione tra gli stessi e limitando il proliferare di interessi locali.

Altro elemento degno di nota è  l’istituzione dello Sportello Unico Doganale, soggetto all’Agenzia delle Dogane, il quale dovrà, in modo coordinato e centralizzato, consentire, in tempi minori, l’esecuzione di tutte le attività di controllo. Parimenti, è prevista l’istituzione dello Sportello Unico Amministrativo, soggetto all’AdSP, con l’obiettivo di implementare e accelerare l’esecuzione delle procedure amministrative (non inerenti ad attività puramente commerciali) che interessano le imprese operanti nel settore.

Infine, sembra interessante evidenziare che nel decreto è inserita anche una norma in materia “energetica”: l’art. 5 del D.lgs. 4 agosto 2016 n. 169 ha introdotto l’art. 4 bis nella legga 84/1994 con cui si prevede che la pianificazione del sistema portale debba essere “rispettosa dei criteri di sostenibilità energetica ed ambientale, in coerenza con le politiche promosse dalle vigenti direttive europee in materia”. Le AdSP saranno, quindi, obbligate a promuovere la redazione anche di un documento di pianificazione energetica e ambientale del sistema portuale, con il fine di perseguire una riduzione delle emissioni di CO2.

Dringa Milito Pagliara

Chiara Santoboni

Dringa Milito Pagliara

E’ avvocato con una consolidata esperienza nel diritto marittimo e dei trasporti, nel diritto internazionale e del commercio con l’estero.

Website: www.replegal.it/it/professionisti/cerca-i-professionisti/283-dringa-milito-pagliara.html

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