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Maria Grazia Passerini

Maria Grazia Passerini

Si occupa prevalentemente di diritto civile, in particolare, di diritto di famiglia e recupero crediti.

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Maternità surrogata e riconoscimento del genitore intenzionale nell’atto di nascita: deciderà la Corte Costituzionale

L’ufficiale dello stato civile del Comune di Verona si rifiuta di trascrivere l’atto di nascita del minore, nato in Canada con maternità surrogata.

I ricorrenti chiedevano che sull’atto di nascita venissero indicati entrambi i nomi dei due padri, cioè sia del genitore biologico, sia del c.d. genitore intenzionale.

Il bambino, infatti, era nato tramite fecondazione avvenuta tra un ovocita di donatrice anonima e i gameti di uno solo dei due ricorrenti; l’embrione era poi stato impiantato nell’utero di una diversa donna, non anonima, che aveva partorito il bambino.

Coronavirus e coppie in crisi: quando ci si potrà separare?

Il Consiglio Nazionale Forense, lo scorso 24.4.2020, ha comunicato ai Presidenti dei consigli dell’Ordine degli avvocati e delle Unioni regionali forensi le linee giuda per lo svolgimento dei procedimenti in materia di diritto di famiglia nella fase di emergenza Covid-19.

Nei prossimi mesi di maggio e giugno sarà ancora necessario evitare assembramenti e contatti ravvicinati tra le persone, ciò anche negli Uffici Giudiziari.

Coronavirus: i genitori separati e divorziati possono continuare a vedere i figli

Secondo il provvedimento del 3.4.2020, emesso dal Tribunale di Busto Arsizio, non è corretta la sospensione degli incontri tra il padre e i figli, che secondo i Servizi Sociali dovrebbero essere sostituiti da videochiamate, a causa della diffusione del coronavirus.

Il Servizio tutela minori deve conformarsi alle prescrizioni adottate in sede presidenziale sull’esercizio di visita. Il Giudice del Tribunale di Busto Arsizio è molto chiaro: il Servizio non può sospendere i rapporti tra padre e figli in forza di valutazioni di ‘opportunità’, ma solo ove ci fossero specifiche preclusioni normative.

Diritto di visita del figlio minore in periodo di COVID-19

Il Tribunale di Bari si esprime in senso contrario alle visite tra padre e figlio minore, collocato presso la madre, che risiedono in Comuni diversi.

Secondo il Tribunale, gli incontri tra padre e figlio non realizzano le condizioni di sicurezza e prudenza richiamate dai plurimi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e, da ultimo, dal D.P.C.M. 22.3.2020.

Non sarebbe rispettato, infatti, lo scopo primario della normativa, volto ad una universale limitazione dei movimenti sul territorio, comprendendo anche gli spostamenti dei minori.

Come comportarsi se si è genitori separati o divorziati ai tempi del coronavirus

I provvedimenti emessi in sede di separazione, divorzio e affidamento dei figli per coppie non sposate prevedono in quali i giorni i figli trascorrono il loro tempo con la madre e con il padre.

L’attuale situazione di emergenza creata dalla diffusione del COVID-19 ha suscitato molti interrogativi tra i genitori che non sanno come comportarsi.

La pensione di reversibilità viene divisa tra ex coniuge e coniuge superstite

La Corte di Cassazione ha recentemente emesso due ordinanze in tema di assegno di reversibilità.

La prima ordinanza, n. 5268 del 27.2.2020, nasce dal caso al vaglio della Corte d'appello di Lecce, che stabiliva nella misura del 35% la quota della pensione di reversibilità spettante alla ex moglie, in qualità di coniuge divorziata del defunto, attribuendo alla coniuge superstite la restante quota del 65%.

Con tale ordinanza, la Suprema Corte ha affermato che alla convivenza prematrimoniale è riconosciuto un autonomo rilievo nella determinazione delle quote di rispettiva pertinenza tra la moglie e l’ex moglie.

Se i figli sono diventati indipendenti, al padre va restituito l’assegno versato per il mantenimento

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3659/2020, ha precisato che il padre ha diritto a vedersi restituite le somme indebitamente corrisposte all’ex moglie a titolo di contributo al mantenimento per le figlie divenute indipendenti economicamente.

Nel caso in esame, era stato posto a carico del padre l’obbligo di versare il mantenimento per le figlie che però, nel corso degli anni, avevano raggiunto l’indipendenza economica e si erano sposate. Secondo la Cassazione, tali circostanze sono decisive e giustificano il venir meno dell'obbligo del padre di provvedere al loro mantenimento.

Non sussiste il reato di violazione degli obblighi di assistenza famigliare in caso di accordo tra gli ex coniugi sulla riduzione dell’assegno di mantenimento dei figli

La Corte d’appello di L'Aquila confermava la pronuncia del Tribunale di primo grado con la quale il padre di tre figli era stato condannato per il reato di cui all’art. 570 bis c.p. ‘Violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio’, per essersi sottratto agli obblighi di assistenza, facendo mancare i mezzi di sussistenza ai figli.

L’uomo aveva omesso di versare integralmente l'importo di euro 1.111,77, quale assegno di mantenimento stabilito con la sentenza di divorzio, a seguito di un accordo stragiudiziale sottoscritto con l’ex moglie, con il quale l’importo fissato dal giudice civile veniva consensualmente ridotto ad euro 800,00, alla luce delle precarie condizioni lavorative in cui si era trovato l’obbligato al versamento dell’assegno.

Aggiudicazione all'asta dell'immobile pignorato: non è prorogabile il termine per il versamento del saldo prezzo

La Suprema Corte si è espressa in tema di prorogabilità del termine per il versamento del saldo prezzo in caso di vendita all’asta e conseguente aggiudicazione di un immobile pignorato.

Il caso nasce dal Tribunale di Busto Arsizio ove era stata concessa agli aggiudicatari una proroga del termine, invocando il disposto dell’art. 153 c.p.c., secondo cui: ‘La parte che dimostra di essere incorsa in decadenze per causa ad essa non imputabile, può chiedere al giudice di essere rimessa in termini.’.

Ecografista responsabile per non aver rilevato la malformazione facciale del feto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30727/2019, ha ribaltato le sentenze del Tribunale di Cassino e della Corte d'Appello di Roma secondo le quali non poteva trovare accoglimento la richiesta di risarcimento danni avanzata da due genitori verso il medico che non aveva diagnosticato una grave malformazione del feto durante l'esame ecografico.

Secondo i ricorrenti, la malformazione da cui era affetto il figlio, configurante manifestazione di una sindrome facio-auricolo-vertebrale, connotata da marcata asimmetria facciale, nonché dalla completa assenza del padiglione auricolare destro, aveva provocato un trauma psichico ai genitori, in quanto non attesa, nonché problemi psicologici all’altro figlio, oltre ad aver determinato la perdita di un’occasione lavorativa importante per uno dei due genitori.

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